L’eredità di Malandra



Autore: Gero Marino

Editore: Self Publishing

Genere: Horror

Pagine: 228

Anno di pubblicazione: 2016

 

 

 

SINOSSI

Filippo Malandra è un pastore abruzzese che da poco ha passato gli “anta”. Adottato dal patrigno più per necessità che per amore, trascorre una vita povera e piena di stenti, portando avanti, sin dall’adolescenza, il proprio gregge lungo gli impervi sentieri di montagna. Le sue giornate sono avvilenti e ripetitive, la sua ignoranza precede i suoi passi peggio di un’ombra e il suo destino sembra essere segnato nel vedersi invecchiare in solitudine all’interno della sua capanna di legno fatiscente. Un giorno, però, un uomo dall’aspetto curato che indossa un vestito elegante, si presenta davanti alla sua porta con una valigetta in mano, in quella precisa fase della sua esistenza si ritroverà a fare una scelta.

 

RECENSIONE

“L’eredità di Malandra” è un romanzo che si legge velocemente e colpisce per lo stile e il contenuto. Filippo è un pastore abruzzese che, dopo aver ricevuto l’inaspettata notizia di una altrettanto inaspettata eredità, parte per Milano alla scoperta dell’inatteso lascito. Seguiranno una serie di avventure che lo vedranno fare i conti con strambi personaggi – tra cui uno molto particolare – e situazioni paradossali. Non mancano i momenti di suspense, quelli comici, il tutto a fare da contorno a una situazione tragica di fondo che vede il protagonista fare i conti con la sua vita presente e col passato.

L’autore riesce a tracciare un personaggio completo e ben inserito nel complesso di elementi di una realtà che appare vera. D’altronde, Marino incastra spesso nei suoi lavori componenti di vita reale a quelli romanzati, come è ovvio che ci si aspetti, e lo fa in maniera semplice, diretta e spontanea, quasi si trattasse di incastrare pezzi di uno stesso disegno, inscindibili, una volta che esso risulti completo. Apprezzata l’ironia in certi passaggi e il pessimismo velato che permea l’intero romanzo; anche l’elemento sovrannaturale a fare quasi da deus ex machina è stata un’ottima scelta.

Ho seguito con piacere i progressi di questo giovane autore e devo dire che con quest’ultima fatica mi ha davvero impressionata per quanto riguarda la crescita stilistica e la forma sempre più ricercata.

AUTORE: Gero Marino

 

INTERVISTA

 

1) Ciao Gero, benvenuto a ThrillerNord! Parlaci un po’ di te e di come nasce la tua passione per la scrittura.

  • Salve a voi e grazie per questa intervista. Sono nato nella stessa terra di Andrea Camilleri e Luigi Pirandello, questo dato già dovrebbe dire molto sull’influenza che ha avuto su di me e su molti altri conterranei che si sono cimentati nel mondo della scrittura o dell’arte in generale. Normalmente non mi piace definirmi “scrittore” non in questo momento almeno, autore va più che bene. Lo scrittore (o la scrittrice) per definizione è una persona che spesso conduce delle vere ricerche, che viaggia in giro per il mondo per toccare con mano le sensazioni che poi deve trascrivere nei suoi lavori. È una persona con un bagaglio culturale ampio e variegato, e perché no? anche con un certo vissuto sopra le sue spalle. Io mi accontento di inventare storie che inducono a far riflettere e divertire quanti mi leggono, più numerosi saranno i miei lettori più forte saranno i miei sforzi per cercare di accontentarli e stupirli. Malgrado quanto specificato poc’anzi, sono dell’avviso che un bravo autore debba scrivere prima di tutto di quanto ferme siano le sue convinzioni in un romanzo e poi magari spiegare le sue motivazioni (a ragione o a torto) nelle sedi più adatte.

 

2) Che tipo di letture preferisci? C’è un autore che ti ha ispirato in particolar modo?

  • Molti dei miei scritti sono di natura fantascientifica in quanto il genere è un ottimo espediente narrativo per calare personaggi in situazioni che altrimenti richiederebbero molti più sforzi per essere contestualizzati. Non ci sono scrittori o romanzi in particolare che mi hanno ispirato tanto, posso dire di essere una persona curiosa e mi sforzo di leggere quegli autori che posso dare un incentivo al mio lavoro o delle risposte alle mie domande come per esempio Graham Hancock sui misteri delle civiltà antiche o PhiliP K. Dick su come le sue storie relativamente semplici siano diventate famose anche al cinema.

 

3) Parliamo de “L’eredità di Malandra”. Il protagonista è un personaggio parecchio “atipico” all’inizio. Vuoi parlarci di lui?

  • Filippo Malandra è un uomo rozzo e sfortunato, anche parecchio ignorante nello specifico, mi è piaciuto molto dare risalto a una persona come questa che nel romanzo è costretto a vedersela con il mondo moderno di oggi e con un avversario davvero “tosto”, ma è proprio la sua natura grottesca che lo fa sopravvivere in ogni avventura in cui si imbatte.

 

4) Invece cosa ci dici della componente “morale” del romanzo? Qual è il messaggio che vuoi comunicare con la tua storia?

  • La storia nasce per raccontare il classico contesto condominiale dove la natura dei personaggi è più varia: lo scopo dell’opera è anche puntare i riflettori su quel tipo di gente che all’esterno vuole apparire in una certa maniera ma tra le mura di casa invece è tutt’altro. Come spesso accade nei miei lavori, spaccio storie significative per romanzi di genere, una cosa contraria a ogni logica commerciale certo, ma che stuzzica solo i lettori più arguti a trovare il significato vero di tutto il romanzo.

 

5) Progetti futuri? Vuoi anticiparci qualcosa?

  • Ho diversi scritti iniziati e accantonati, alcuni sono seguiti di romanzi già pubblicati, altri sono idee completamente nuove. Non so che fine faranno, a volte mi capita di lasciare lavori a metà perché all’improvviso mi affiora l’ispirazione per racconti brevi da pubblicare nella mia pagina pubblica “la fabbrica dei racconti” e sul mio personale sito internet.

 

6) Concludiamo con la domanda di rito per noi di ThrillerNord: hai letto o hai intenzione di leggere autori di thriller del nord Europa? Qualche titolo?

  • Ho letto la maggior parte dei thriller di Olga Gnecchi, non c’è bisogno di aggiungere altro.

 

 

 

A cura di Olga Gnecchi

Olga Gnecchi nasce ad Agrigento nel 1985 e vive a Porto Empedocle. Tra le sue pubblicazioni, i due thriller Sotto i suoi occhi (2014) e L’ultima cella (2015) e il dark fantasy Creature Oniriche (2017). Con Gianluca Ingaramo scrive le parodie Amore Antigas (2016), Giallo Antigas (2017) e Orrore Antigas (2017), il racconto L’indifferente contenuto nell’antologia Jingle Bloody Bells 2 (2016, Nero Press edizioni) e Colui che attende inserito nella raccolta Creepypasta (2017, Nero Press edizioni), Un passo oltre (2017, Delos Digital) e la raccolta Alice ex machina e altre storie oltre lo specchio (2017).

Ha ricevuto una menzione d’onore dal magazine il Cartello per il racconto Passi (2016).

Cura la rubrica Nuove Penne per il magazine ThrillerNord e si occupa di servizi editoriali per la Athaena Publishing & Graphics.