L’eredità di Mrs Westaway




Recensione di Giulia Manna


Autore: Ruth Ware

Traduzione: V. Galassi

Editore: Corbaccio

Genere: thriller, gialli

Pagine: 368

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Harriet Westaway vive a Brighton in un piccolo appartamento. Sua madre, che l’ha cresciuta da sola, è morta in un incidente stradale poco prima del suo diciottesimo compleanno e Harriet, dopo aver abbandonato la scuola, ha perso i contatti con tutti gli amici. Un giorno riceve una lettera inaspettata dalla Cornovaglia: la nonna, morendo, le ha lasciato una cospicua eredità. Da una parte è una notizia fantastica, perché Harriet si trova in una pessima situazione finanziaria ed è indebitata con un usuraio, dall’altra è una notizia piuttosto strana, perché la sua vera nonna è morta più di vent’anni prima. Evidentemente si tratta di un caso di omonimia, che però Harriet decide di sfruttare a suo vantaggio utilizzando le sue capacità manipolatorie che le permettono di sopravvivere come cartomante, lo stesso lavoro che faceva sua madre. Se c’è una persona in grado di partecipare a un funerale reclamando un’eredità che non le spetta è proprio lei. Ma Harriet non sa quello che la attende e ignora che la sua decisione cambierà drasticamente la sua vita per sempre. Perché non potrà più tornare indietro, nemmeno quando si renderà conto di correre un rischio mortale.

 

 

Recensione

Questo è il quarto libro di Ruth Ware che leggo e devo dire che mi piace un sacco. Per i suoi personaggi e le ambientazioni ricorda un po’ Agatha Christie, mentre per quanto riguarda la capacità di entrare gradualmente all’interno delle famiglie e dei loro scandali, Joël Dicker. Dell’autrice c’è la ferma convinzione che siamo padroni del nostro destino.

Bastano poche pagine per indossare i panni di Harriet Westway. Hal, come la chiamano i pochi amici, è una giovane ragazza che per campare legge i tarocchi ai passanti. Rimasta orfana di madre poco prima di compiere diciotto anni, è soffocata dagli strozzini e dalle bollette da pagare. Non ha parenti in vita a cui chiedere aiuto e la madre non gli ha mai rivelato nessun dettaglio sul padre. “Uno non sente la mancanza di ciò che non ha mai avuto”, disse la giovane parlando della figura paterna.

Un giorno a casa della nostra cara protagonista arriva una strana lettera indirizzata proprio ad Harriet Westway, figlia di Margarida Westway. Dice che sua nonna, Marion Elisabeth Westway, le ha lasciato un’eredità ed è attesa per la lettura del testamento nella storica villa di famiglia a Trepassen House, St. Piran.

Sbaglio di persona? Il suo nome, il suo indirizzo ed il nome della madre sono corretti. Ma sua nonna materna non si chiamava così. I soldi servono. Non sono tutto, ma quasi. Senza soldi non si campa. Anche io, come la giovane, sarei caduta in tentazione.

Hal finisce in un meccanismo casuale dove eventi, bisogno di soldi e di affetto famigliare, la trascinano in una storia sempre più pericolosa.

“Le carte non predicono il futuro. Tutto quello che si può fare è mostrare in che modo una determinata situazione potrebbe andare a finire, a seconda delle energie che noi mettiamo nella lettura. Un altro giorno, un altro umore, un diverso ventaglio di energie e la domanda potrebbe ricevere una risposta completamente diversa. Noi abbiamo il libero arbitrio. La risposta che ci danno le carte può aiutarci ad imboccare il cammino giusto. Tutto quello che devo fare è capire cosa stiamo facendo”.

Cosa farà Harriet? Chi è la Signora deceduta? Cosa le diranno le carte? Riuscirà ad interpretarle ed a prendere la decisione giusta? Lo scoprirete solo leggendo questo buon libro.

 

 
 

Ruth Ware


Ruth Ware è nata nel 1977 e cresciuta a Lewes . Ha studiato inglese all’Università di Manchester dove ha sviluppato un fascino per i testi in inglese antico e medio inglese. Prima della sua carriera di scrittore, Ware lavorava come cameriera, libraio e pubblicista. Ha anche trascorso del tempo a Parigi insegnando inglese come lingua straniera. Ware oggi vive a Brighton.

 

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