L’estate che sciolse ogni cosa




Recensione di Simona Vallasciani


Autore: Tiffany McDaniel

Editore: Atlantide

Traduzione: Lucia Olivieri

Pagine: 327

Genere: Thriller

Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

 
Tutto inizia nel 1984, nella cittadina americana di Breathed, quando Autopsy Bliss, celebre avvocato e padre di famiglia, decide di scrivere un’insolita lettera al Diavolo, in cui lo invita a presentarsi davanti al municipio. Lo fa per aprire finalmente gli occhi, per avere la prova tangibile che tutto quello di cui ha sempre sentito parlare esiste davvero… oppure no.

Ma potrebbe immaginarsi che il Diavolo accetterà l’invito?

O che lo farà prendendo le sembianze di un ragazzino di colore, coetaneo di suo figlio minore?

È proprio Fielding a trovarlo per primo, e sarà lui, ormai ottuagenario, a raccontare la storia di quella terribile estate che è rimasta per sempre impressa nella sua mente e in quella di tutti i suoi compaesani.

Oppressa da un caldo senza precedenti, Breathed sarà quindi costretta a fare i conti con le realtà, mettendo da una parte i racconti di Sal, il “giovane” angelo caduto, e dall’altra le sempre più sfrenate farneticazioni di Grayson Elohim, uomo distrutto da un’antica tragedia.

Sembra quasi impossibile che questo libro sia un esordio; anche solo basandosi esclusivamente sulla scrittura, che fin dalle primissime pagine si rivela essere una delle più belle che personalmente ho avuto modo di apprezzare negli ultimi anni.

L’altro grande pregio dell’opera sono senza dubbio i personaggi; assolutamente unici, rappresentati da mille sfaccettature e caratterizzati in modo eccezionale, soprattutto per quanto riguarda Lucifero che, attraverso il ragazzino di cui ha preso le sembianze, racconta la sua versione della storia, stravolgendo l’immagine di lui a cui tutti noi siamo abituati; Lucifero è il Diavolo, il portatore del male, ma è anche un angelo, il portatore di luce. Causa disgrazie, ma aiuta anche le persone, a modo suo, a liberarsi di ciò che le tiene bloccate.

Assolutamente godibile anche la scelta narrativa: attraverso gli occhi di Fielding, adulto e ragazzino allo stesso tempo, assistiamo a un continuo alternarsi tra i ricordi del suo passato e i terribili rimorsi che infestano il suo presente, e veniamo posti di fronte a molteplici argomenti, sia religiosi (il ruolo di Satana e di Dio, la caduta, la Creazione, ecc.) sia profondamente umani, come i traumi fisici e morali che possono distruggere totalmente la vita di una persona, o l’argomento, sempre ostico, soprattutto per quei tempi, dell’omosessualità.

Lo stile unico e particolare di Tiffany McDaniel ci pone di fronte ad alcune immagini a dir poco poetiche, come quella della madre che per “sfiammare” l’arrabbiatura del padre gli lascia cadere due gocce d’acqua sugli occhi, oppure quella di Fielding ormai grande, che per un lungo istante crede di poter tornare davvero indietro nel tempo attraverso una semplice finestra. Questa e molte altre immagini sono destinate a rimanere impresse nella mente del lettore.

Appare difficile porre L’estate che sciolse ogni cosa in un preciso genere; sulla carta dovrebbe essere un thriller, ma presenta le caratteristiche di questo genere solo nell’ultima parte; nel corso della lettura è un romanzo, ma anche un saggio religioso; è un po’ una raccolta di poesie, un’ode all’umanità e ai suoi profondi difetti, un po’ libro fantasy, un po’ diario, un po’ preghiera. In realtà, è tutte queste cose messe insieme e, soprattutto, è un modo per ricordarci ancora una volta che la vera crudeltà è contenuta solamente all’interno degli uomini.

 

 

 

Tiffany McDaniel


E nativa dell’Ohio: la sua scrittura è ispirata alle dolci colline e ai boschi della sua terra. Poetessa e artista, ha vinto il Not the Booker Prize del Guardian nel 2016 e il Readers’ Choice Award con il suo romanzo d’esordio, L’estate che sciolse ogni cosa. Il romanzo è stato anche un doppio candidato al Goodreads Choice Award nelle categorie fiction e miglior debutto; è stato nominato per il Lillian Smith Book Award; finalista allo Star Debutt per la Women’s Fiction Writers Association.

A cura di Simona Vallasciani

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