L’estate dei fantasmi




Recensione di Francesca Marchesani


Autore: Lawrence Osborne

Traduzione: Mariagrazia Gini

Editore: Adelphi

Genere: Narrativa

Pagine: 285

Pubblicazione: Luglio 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Durante un’estate infuocata, mentre nel Mediterraneo infuria la crisi dei rifugiati, sull’isola di Idra sbarca il consueto, sofisticato stuolo di intellettuali, artisti, vacanzieri. È «la stagione dell’ozio»: aperitivi in terrazza, party alcolici, escursioni a bordo degli yacht. Per le ventenni Naomi e Sam si profilano mesi tediosi: l’una ha perso il lavoro in uno studio legale londinese, e in mancanza di alternative è ospite del padre e della seconda moglie nella villa di famiglia; l’altra è appena arrivata da New York e già conta i giorni che la separano dalla partenza. Naomi è tormentata, idealista – o almeno, così le piace far credere; Sam bella, ingenua, acerba. L’intesa è inevitabile; la catastrofe, pure. Quando le due si imbattono in Faoud, un giovane naufrago, Naomi escogita un piano tanto audace quanto sconsiderato per aiutarlo, mossa da un altruismo non del tutto disinteressato, e al tempo stesso dal desiderio di punire l’ipocrisia e la fatuità del padre. Ma Faoud ha troppo da perdere, e non può permettersi di assecondare l’ambiguo zelo umanitario della sua benefattrice. Nel rovinoso precipitare degli eventi, i fantasmi saranno riconsegnati per sempre al loro mondo d’ombra e non ci sarà redenzione per chi è «inconsapevole delle complessità della coscienza».

 

Recensione

Un libro che inizia in un modo e finisce in tutt’altro. All’inizio troviamo Naomi, rampolla di una ricca famiglia, figlia unica viziata e scontrosa in vacanza in Grecia, come ogni anno, nella casa delle vacanze di famiglia con il padre e la matrigna.

Dall’altra c’è Samantha, di origini certamente più umili e in cerca di un’amicizia. Naomi forse non è il massimo della buona influenza per lei, ma non riesce a starle lontano, evidentemente ha un’attrazione non indifferente per il pericolo e le cattive maniere. Andando in giro col gommone fumando e bevendo sotto il sole cocente, le due trovano una spiaggia piccola e abbandonata, piena di relitti arrugginiti e non solo.

Lì trovano Faoud, un profugo sbarcato clandestinamente, il suo innegabile fascino le conquisterà da subito e loro faranno di tutto per aiutarlo a smettere di nascondersi. Naomi con le sue finanze sicuramente è molto più utile di Sam, e fra i due scocca una scintilla.

Le atmosfere descritte sono magiche, soprattutto per chi ha voglia di andare in vacanza e di mangiare cibo greco. Mare cristallino, spiagge incontaminate, vino bianco accompagnato da feta e olive. D’altra parte, abbiamo campagne deserte abitate solo da pastori fuori dal mondo, che si scontrano con alberghi di lusso e aperitivi al tramonto.

Gli eventi si susseguiranno senza tregua, come una valanga che travolge tutto quello che si trova sulla sua strada e che diventa sempre più enorme e inarrestabile.

Inseguimenti folli proseguiranno anche per mezza Italia, deliziando gli occhi con altri dettagli paesaggistici. Una bellissima lettura estiva ma non per questo frivola, anzi, piacevole e rilassante, che finisce fin troppo presto.

 

 

 

 

Lawrence Osborne


è nato in Inghilterra e ha studiato lingue moderne a Cambridge e Harvard. Ha vissuto a Parigi per dieci anni dove ha scritto il suo primo romanzo Ania Malina e successivamente il diario di viaggi Paris Dreambook. Si è poi spostato a New York dove vive dal 1992 alternando l’attività nella Grande Mela con lunghi soggiorni nel lontano Oriente. Ha scritto per il New York Times, Salon, New Yorker, Financial Times, New York Observer, New York Magazine, Forbes, Conde Nast Traveler, Gourmet e Men’s Vogue. Oltre ad Ania Malina e Paris Dreambook, ha scritto la collezione di saggi The Poisoned Embrace (1993) e un controverso libro sull’autismo intitolato American Normal (2002). In Italia ha pubblicato per Adelphi Il turista nudo (2006), Shangri-la (2008) e Bangkok (2009).

 

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