Linea di sangue




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Angela Marsons

Traduzione: Nello Giugliano

Editore: Newton Compton Editori

Serie: Kim Stone #5

Genere: Thriller

Pagine: 480 p., R

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi. Quando la polizia ritrova il cadavere di un’assistente sociale uccisa da un’unica letale coltellata, tutto fa pensare a una rapina andata male. Ma la detective Kim Stone è convinta che qualcosa non torni. Pochi giorni dopo, una tossicodipendente della zona viene ritrovata uccisa nello stesso identico modo. L’istinto di Kim le suggerisce che dietro ci sia la mano dello stesso assassino. Eppure non c’è niente a collegare le due vittime, a eccezione dell’inquietante precisione con cui sono state uccise: una singola coltellata. Mentre Kim è alle prese con il caso, un fantasma del suo passato torna a farle visita con un’inquietante lettera che riapre antiche ferite, ancora non del tutto cicatrizzate. Se vuole davvero fermare l’assassino prima che il numero delle vittime cresca, dovrà rimanere vigile per districarsi nella fitta rete di intrighi e di bugie che le si sta stringendo attorno… anche se significa mettere in grave pericolo la sua stessa vita.

 

 

 

Recensione

Ok, Angela Marsons è un’autrice che sin dalla lettura del primo libro è riuscita a catturare la mia attenzione, vuoi per il modo nel raccontare, vuoi per la sua eroina così particolare e sopra le righe dal passato crudele e odioso che ancora la perseguita o vuoi per le trame sempre più intricate.

Fatto sta che dopo “Urla nel silenzio” ho cercato subito “Il gioco del male” e da lì è iniziata la mia ossessione nel poter proseguire la serie leggendo i successivi che purtroppo ho dovuto attendere, poiché io non leggo in lingua originale, fino ad arrivare a questo, che grazie a Thrillernord, ancora una volta ho potuto assaporare in anteprima.

Beh, quest’autrice con me ha ottenuto il suo scopo! Come il ragno tesse i fili con l’obiettivo di attirare la preda nella sua ragnatela, così la Marsons ha fatto con me e “Linea di sangue” ne è la prova. Per chi non lo avesse ancora capito, Angela sa assolutamente raccontare e creare trame intrecciate ed elaborate e lo fa dannatamente bene.

Sì, Kim è un tipo tosto: lo sanno bene i cattivi che l’hanno già incontrata sul loro cammino ma anche i buoni, quelli che lavorano con lei fianco a fianco, coloro che la stimano e la rispettano.

Cara Kimmy…

Così inizierà questa nuova storia!

Ma un conto è trovarsi davanti a un delinquente con la pistola spianata, potrebbe essere rischioso ma lei non demorderebbe e cercherebbe di uscirne viva comunque anche se magari un po’ ammaccata, però se il nemico riuscisse a entrarti in testa, ti pungolasse, e ti tormentasse allo sfinimento utilizzando nient’altro che ciò che già si trovava rinchiuso dentro di te a doppia mandata, all’interno della tua testa, bloccato da un chiavistello allora tutto potrebbe cambiare.

Se quella persona, come un’ombra malvagia riuscisse a violare il fermo che Kim ha usato per bloccare i cattivi ricordi, facendo così riemergere come un fiume in piena tutto il male provato ormai relegato in profondità nella sua mente, bene, in questa situazione l ‘inizio della fine per la detective Stone sarebbe dietro l’angolo.

Ancora una volta, l’indagine di cui dovrà occuparsi Kim Stone non sarà semplice. Morti che si susseguono, collegamenti che non si trovano, o forse è solo Kim che non è nello stato mentale per poterli cogliere, per riuscire a vedere quello schema nascosto che solo una con le sue capacità sarebbe in grado di scovare, se solo avesse la testa lì, ferma e concentrata.

Invece vede le sue idee confondersi, la sua attenzione perdersi per spostarsi su altro, su qualcosa che già in un’altra occasione l’ha divorata e fagocitata per rischiare di farla annullare completamente, guidandola all’annientamento.

Il passato recente e quello più lontano si intrecceranno e chiederanno il conto a Kim e questa volta potrebbe essere salatissimo e portare a conseguenze irrimediabili.

“Le lacrime le bruciarono gli occhi quando sentì che stava abbandonando suo fratello. Raccolse le forze e proseguì il cammino verso la porta. Sentì il proprio nome urlato dietro di lei. Ma si impose di non voltarsi…”

Demoni che lei cercava di reprimere poiché consapevole della loro pericolosità tangibile, reale, sia per la sua incolumità fisica ma anche e soprattutto per quella psichica cercheranno di riportarla sull’orlo del baratro già incontrato e rischiato, la consapevolezza che un altro incontro con quel nemico apparentemente sepolto potrebbe esserle fatale.

È una storia invischiante, che ti cattura perché nulla, a mio avviso, può risultare più affascinante della vera e propria follia e delle abilità manipolatorie, a patto di non cascarci in pieno.

Nello stesso modo però, anche l’indagine sulla quale sta indagando la sua squadra si dimostrerà complicata, cruda e ancora una volta, priva di una vera spiegazione logica, almeno se letta e analizzata con i soli occhi della legge. In realtà ancora una volta ad essere considerati saranno gli aspetti pratici, quelli legali ma anche e soprattutto quelli sociali che per l’ennesima volta saranno calpestati, diventando probabilmente la fiamma di innesco per ciò che avverrà in seguito. Ma per capire a cosa mi riferisco non potrete fare altro che leggere il libro.

“Kim avrebbe voluto con ogni fibra del suo essere arrivare a quell’anima affranta e avvolgerla in un abbraccio protettivo, affinché non soffrisse più.”

Chapeau alla Marsons perché se ancora potevano esserci dei dubbi sulle sue capacità narrative (che io personalmente non avevo), con questo libro si è definitivamente confermata come scrittrice di thriller psicologici ad alta tensione.

La sua scrittura risulta come sempre fluida, coinvolgente, diretta, pungente e non permette al lettore di stancarsi o annoiarsi, anzi non te ne lascia il tempo e invece ti crea una sorta di dipendenza anche per l’abilità in cui ti vengono proposti gli argomenti e ovviamente anche per la trama altamente magnetica.

Non riesci a stancarti perché come hai girato pagina o concluso il capitolo, subito avviene qualcosa che riaccende il tuo interesse e ti costringe a cambiare il tuo punto di vita su ciò che hai letto fino a quel momento.

“Le emozioni. Dal momento che non ne provi, non sei capace neanche di immaginare come possano influenzare le azioni degli altri.”

Scoprire chi sarà il cattivo in questa storia non sarà difficile, anzi, già dalla prima pagina sarà esplicitato ma nonostante tutto il come e l’epilogo finale non sarà poi così scontato e banale. Verrà messo in moto un processo molto pericoloso e con esso delle variabili inimmaginabili date dalle reazioni dei vari soggetti coinvolti e com’ è noto, le persone non sono degli automi per cui non possono essere prevedibili completamente. Io fino alla fine del libro (che ho letteralmente divorato in due giorni) mi sono ritrovata a fare il tifo per Kim ma obiettivamente sul fatto di sapere se ne sarebbe uscita incolume fisicamente e soprattutto mentalmente, fino alla conclusione della storia non sarei stata in grado di fare previsioni.

Alla prossima avventura detective Stone. Buona lettura!

 

 

 

 

Angela Marsons (Scheda Autore)


Angela Marsons: ha debuttato nel thriller con Urla nel silenzio arrivando a vendere un milione e mezzo di copie nel mondo. Angela vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller.

 

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