L’infiltrato




Recensione di Alessio Balzaretti


Autore: Brenda Novak

Traduzione: Alessandra De Angelis

Editore: Harper Collins

Genere: Thriller

Pagine: 259

Anno di pubblicazione:  2019

 

 

 

 

 

 

L’isolamento è la somma totale della miseria di un uomo – Thomas Carlyle

Sinossi. Per quattordici anni Virgil Skinner ha pagato per un omicidio che non ha commesso. Alla fine è stato scagionato, ma non può sfuggire alla banda con cui si è unito per sopravvivere durante gli anni del carcere. Faranno qualsiasi cosa per impedirgli di dire quello che sa. E se non riescono a raggiungere Virgil, inseguiranno sua sorella e i suoi figli. Il Dipartimento per la Correzione e la Riabilitazione della California ha bisogno di qualcuno per infiltrarsi in un’altra banda, gli Hells Fury, che sta prendendo il controllo non solo del Pelican Bay, il più famoso centro di detenzione dello Stato, ma anche delle strade dell’intera California del Nord. Virgil accetta di farlo sotto falso nome in cambio della protezione di sua sorella. La vicecapo Peyton Adams, invece, è contraria ad avere un informatore come Virgil nella sua prigione. Come potrà proteggerlo se le cose andranno male? Inoltre, lei è troppo attratta da quell’uomo rude e taciturno e questo la rende ancora più motivata nel voler tenerlo al sicuro, e le dà un timore in più di poterlo perdere.

 

 

 

Recensione

Brenda Novak, ne L’infiltrato, ha tentato di cancellare lo stereotipo che vorrebbe le donne come anello debole di una società contemporanea decisamente violenta, portando all’estremo la sua sfida nel momento in cui ci propone la bella Peyton Adams come eroina di questo romanzo.

La prigione di Pelican Bay è il campo di battaglia, il teatro in cui i detenuti giocano alla guerra, soggetti da cui la società va protetta ma pur sempre persone a cui, il vice direttore, vorrebbe concedere l’occasione di dare un valore positivo alla propria esistenza.

Quando l’infiltrato è un uomo speciale, l’esempio di chi vuole riprendersi gli affetti che qualcuno gli ha strappato, Peyton prova sentimenti che credeva assopiti e dimenticati a favore della sua crociata contro il sistema carcerario.

Virgil non ha paura, non teme più la morte dopo aver passato tanti anni dietro le sbarre. L’unico scopo della sua vita è salvare le persone che ama, scendendo a compromessi e facendosi usare da uomini di potere senza scrupoli.

Lo stile della Novak è per lunghi tratti introspettivo, il lettore si troverà coinvolto nei ragionamenti, alle volte contorti, della protagonista femminile del romanzo.

Direi che l’azione e la suspense vera e propria lasciano spazio a diverse pieghe emotive e sentimentali a tinte rosa che, agli amanti del thriller classico, potrebbero risultare un po’ stucchevoli. L’intenzione che ho colto è quella di dare più rotondità ai personaggi senza pensarli unicamente legati agli eventi ad alta tensione che contraddistinguono questo genere letterario.

All’inizio della mia recensione ho scritto che l’autrice ha tentato di abbattere lo stereotipo della donna debole o inadeguata a ricoprire mansioni che richiedono forza di carattere e non solo.

Il verbo utilizzato non è casuale perché personalmente ho trovato piuttosto inverosimile l’ingenuità e la leggerezza con cui Peyton sia rimasta folgorata dal suo infiltrato, pur sempre omicida ed ex galeotto.

Apprezzabile invece l’energia che trasmette nel tener testa ai suoi superiori e la determinazione unicamente femminile nel combattere per i propri ideali.

La lettura è scorrevole e la Novak è riuscita a proporre tanti personaggi ben suddivisi per fasce di importanza, questo permette di identificarli facilmente e di seguirne le vicende personali senza difficoltà.

La seconda parte del libro, finale compreso, ci riavvicina al thriller più classico anche se rimane, in alcuni momenti, un’idea di romanzo rosa piuttosto evidente.

Chi ha avuto la possibilità di leggere Alaska, altro testo della Novak, avrà rilevato diverse analogie che fanno pensare ad un argomento centrale per l’autrice ma che rischia di essere ripetitivo e quindi criticabile dal lettore.

Il mio giudizio personale è molto condizionato da questo abbinamento di due generi che trovo decisamente troppo distanti, tuttavia è un esperimento letterario che merita un approfondimento.

 

 

 

Brenda Novak


Brenda Novak, nata nel 1964 a Vernal, nello Utah, bestseller del New York Times e di Usa Today, vive a Sacramento e ha scritto numerosi thriller e romanzi femminili. È un’autrice di romanticismo storico, romanticismo contemporaneo e suspense romantica. Le sue opere hanno vinto numerosi premi, tra cui quattro nomination ai RITA, il National Reader’s Choice, il Book Buyer’s Best e il Best Award della Libreria. Ha scritto oltre 50 libri e ha venduto oltre 4 milioni di copie. La più giovane di cinque figli. Suo padre ha lavorato per il governo al Bureau of Reclamation per  trent’anni. Si ritirò quando Brenda aveva dieci anni e trasferì la famiglia in Arizona. A sua madre fu diagnosticata la sclerosi multipla quando aveva otto anni e fu spesso malata durante la sua infanzia, ma rimase attiva nella comunità come membro del consiglio comunale di Chandler. La Novak ha venduto il suo primo libro pubblicato da HarperCollins intitolato Of Noble Birth, nel 1998. Poco dopo ha venduto una storia d’amore contemporanea alle Harlequin Enterprises e da allora ha scritto più di cinquanta romanzi per Harlequin. Sebbene stia ancora scrivendo per loro, ha recentemente lanciato una nuova serie di suspense con la St. Martin’s Press and Headline nel Regno Unito. Per un certo numero di anni, Brenda Novak è stata attivamente impegnata a raccogliere fondi per la ricerca sul diabete.

 

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