L’inganno uccide




Recensione di Kate Ducci


Autore: Dean Koontz

Traduttore: Tessa Bernardi

Editore: Time Crime

Genere: Gialli e Thriller

Pagine: 512

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. L’agente dell’FBI Jane Hawk sa di avere le ore contate ma, finché avrà respiro, niente e nessuno fermerà la sua guerra contro la terrificante cospirazione che minaccia la libertà e il libero arbitrio di milioni di persone. Braccata non solo dal governo ma anche dalla cabala segreta responsabile della strana epidemia di omicidi-suicidi che ha colpito il suo stesso marito, Jane è costretta a fuggire e a nascondersi. La sua implacabile sete di verità e giustizia, però, non viene mai meno, e per proseguire le indagini, Jane compie un pericoloso viaggio dal Sud della California fino ai pendii innevati del Lago Tahoe, affrontando a testa alta le forze letali schierate contro di lei. Nulla tuttavia può prepararla alla verità agghiacciante che la attende quando finalmente si inoltrerà nel luogo oscuro e terribile dove il suo lungo incubo ha avuto origine.

 

 

Recensione

Un romanzo che riesce a essere una perfetta via di mezzo tra un thriller e un lavoro di fantapolitica dai contorni fin troppo reali. Il tema affrontato è uno dei più attuali a livello mondiale: la possibilità governativa di imporre un controllo sulla popolazione tramite l’impianto di microchip e il diritto del cittadino di avere l’ultima parola su tutto ciò che riguardi il proprio corpo e i trattamenti sanitari a cui sottoporlo.

Nel romanzo, i cittadini vengono monitorati a loro insaputa, ridotti a schiavi inconsapevoli e marionette da utilizzare per il più diversi scopi.

Pochi di loro sono al corrente della situazione e disposti a sfidare un sistema che uccide e minaccia, facendo scomparire le persone più scomode con suicidi indotti da un meccanismo invisibile e sconosciuto ai più.

Jane, sola contro tutti, cercherà di rendere giustizia al marito assassinato e salvare il figlioletto Trevor da un futuro terribile, che vede il mondo in catene, l’iniziativa e la personalità annientate.

Un romanzo coinvolgente e solo in parte fantasioso. L’autore, più che inventare, attinge dalla realtà e immagina i possibili risvolti di strategie governative di cui sentiamo parlare da anni.

Non sempre il progresso significa miglioramento e il cittadino non dovrebbe mai prendere per buono tutto ciò che viene venduto come tale da chi ha l’autorità per farlo.

Ribellarsi, a volte, più che un diritto è un dovere civico.

 

 

A cura di

Kate Ducci (Radix)

 

Dean Koontz (Scheda Autore)


Dean Koontz nasce a Everett il 9 luglio 1945. È uno scrittore statunitense noto per i romanzi che possono essere indicativamente descritti come Suspense Thriller , ma che incorporano di frequente elementi di horror, fantascienza e giallo. All’inizio della sua carriera scrisse utilizzando numerosi pseudonimi, mentre dagli anni ottanta ha pubblicato prevalentemente con il proprio nome. Vive un’adolescenza difficile nella povertà e sotto gli abusi di un padre alcolizzato, che lo porta presto ad amare la lettura, quasi per evadere con la fantasia da una dura realtà: nasce così il sogno di diventare scrittore. Già a otto anni comincia a scrivere e vendere i suoi lavori ai familiari.