L’inverno più nero




 L’inverno più nero. Un’indagine del commissario De Luca

Recensione di Giuliana Pollastro


Autore: Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi Stile Libero Big

Genere: Thriller

Pagine: 302 pag.

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. 1944, Bologna sta vivendo il suo «inverno più nero». La città è occupata, stretta nella morsa del freddo, ferita dai bombardamenti. Ai continui episodi di guerriglia partigiana le Brigate Nere rispondono con tale ferocia da mettere in difficoltà lo stesso comando germanico. Anche per De Luca, ormai inquadrato nella polizia politica di Salò, quei mesi maledetti sono un progressivo sprofondare all’inferno. Poi succede una cosa. Nella Sperrzone, il centro di Bologna sorvegliato dai soldati della Feldgendarmerie, pieno di sfollati, con i portici che risuonano dei versi degli animali ammassati dalle campagne, vengono ritrovati tre cadaveri. Tre omicidi su cui il commissario è costretto a indagare per conto di tre committenti diversi e con interessi contrastanti. Convinti che solo lui possa aiutarli.

 

Recensione

Tra le note positive di questo nero marzo 2020, c’è sicuramente il ritorno del Commissario De Luca.

Abbiamo un ingegnere, un professore universitario e un membro delle SS tedesche, detta cosi può sembrare l’inizio di una barzelletta, in realtà sono i tre omicidi su cui si troverà a dover lavorare il Commissario De Luca.

Sullo sfondo una Bologna cupa e grigia, sia nel clima che nell’umore, l’opprimente presenza nazi-fascista si fa ancora sentire, forse perché cosciente ormai che i suoi giorni stiano per finire, assedia e tedia gli abitanti più che mai.

Il Commissario De Luca, non è come gli altri Commissari ( Commissario Montalbano) o Vicequestori (Vicequestore Schiavone) che basano molto delle loro indagini sull’istinto da poliziotto, sull’odore, sulle sensazioni.

De Luca  tende ad osservare e arrivare alle conclusioni in modo anche un po’ casuale, o perché gli indizi sono piuttosto evidenti, ma questo non lo rende agli occhi del lettore meno bravo anzi, forse lo si sente più vicino più umano, più simile a se stessi.

Come nei precedenti, anche in questo libro Lucarelli non delude e non cade nel banale, nonostante l’intreccio molto articolato e difficile da districare.

I personaggi, i vecchi e i nuovi, infatti, anche se sono molteplici ognuno con le proprie peculiarità, sono delineati e descritti nei dettagli senza lasciare nulla al caso.

La cosa che maggiormente però colpisce è la descrizione storica e storiografica della città di Bologna, il modo in cui l’autore parallelamente all’indagine descrive una pagina nera e cupa  della città e di tutto il territorio nazionale

 

 

 

Carlo Lucarelli


Carlo Lucarelli: Classe 1960, scrittore di letteratura gialla e noir. Il suo esordio letterario avviene con il giallo Carta bianca del 1990, il primo di una lunga serie di noir a sfondo poliziesco, genere per il quale è conosciuto anche all’estero. Tra i più celebri ricordiamo Almost Blu. Tra i suoi ultimi libri usciti per Einaudi Stile Libero, Albergo Italia (2014), Il tempo delle iene (2015), Intrigo italiano (2017) e Peccato mortale (2018). Gli ultimi due titoli hanno segnato il ritorno sulla scena del commissario De Luca, già protagonista di una trilogia (pubblicata in origine da Sellerio e ora da Einaudi Stile Libero) che comprende Carta bianca, L’estate torbida e Via delle Oche. Per molti anni ha condotto trasmissioni televisive in cui ripercorreva celebri casi criminali esaminandone gli aspetti rimasti oscuri.

 

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