L’isola di Alice






(recensione di Sara Tarallo)


Autore: Daniel Sánchez Arévalo
Editore: Nord
Traduttore: Patrizia Spinato
Pagine: 494
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017
 

 
 

Alice Williams, incinta di sette mesi, aspetta il marito Chris nella loro casa di Providence, dove abitano insieme alla loro primogenita di sei anni Olivia. Una famiglia normale, felice: lei insegnante d’arte nella scuola locale, lui fondatore e capo di un’azienda di attrezzature per campi da tennis. Nati, cresciuti e, eccettuate le parentesi universitarie, vissuti entrambi sempre in quella stessa cittadina.

Questo quadro di perfezione va in frantumi alle 00.01 del 13 maggio 2015, quando Alice riceve una telefonata che la informa che Chris ha avuto un incidente a Marion, nel Massachusetts: ai normali sentimenti che accompagnano un simile evento, si aggiunge ben presto il sospetto, perché Chris non avrebbe dovuto trovarsi da quelle parti. La sua ultima telefonata la avvertiva che sarebbe tornato da Yale, New Haven, dove aveva incontrato un cliente: dalla parte opposta a dove aveva avuto l’incidente.

Sconvolta, Alice inizia a ricostruire il tragitto di Chris, acquistando le registrazioni delle telecamere di sicurezza lungo un percorso che avrebbe potuto essere equivalente a quello per Yale, per scoprire cosa le tenesse nascosto. La strada ricostruita la porta a Robin Island: convinta di essere alla ricerca di un’amante o di una seconda famiglia, Alice decide di trasferirsi sulla pacifica isoletta di quattrocento cinquantacinque abitanti, insieme a Olivia e alla neonata Ruby, per svelare quel lato misterioso di lui e il perché delle bugie.

Daniel Sánchez Arévalo, al suo esordio con la narrativa per adulti, scrive un thriller psicologico in cui mantiene alta la suspense fornendo lentamente nuovi elementi che si ricollegano a Chris, svelando pian piano il mistero. L’ambientazione isolana è perfetta, creando quel clima in cui tutti si conoscono, ma nessuno conosce mai davvero gli altri: cosa che peraltro non può nemmeno affermare Alice riguardo al suo amore dei tempi del liceo.

I personaggi, ognuno con i propri piccoli drammi e segreti, sono ben caratterizzati, a partire dalla protagonista Alice, giovane vedova che si ritrova a dover cercare un nuovo equilibrio in seguito alla morte del marito, la nascita della secondogenita, il trasloco e la caccia al segreto di Chris.

Lo stile di Arévalo è piacevole, si nota la sua formazione come sceneggiatore, sia dalla giusta scelta di ritmi sia da come è ricorso sapientemente ai flashforward, col risultato che l’attenzione del lettore è tenuta sempre viva. Per citare le parole del suo autore “è il suo film più bello”.

 

 
 

L’AUTORE – Daniel Sánchez Arévalo, madrileno classe 1970, ha lavorato dal 1993 nel mondo dello spettacolo prima come sceneggiatore e, dopo aver conseguito un master in regia alla Columbia University in the City of New York, come regista. L’isola di Alice è il suo primo romanzo per adulti e finalista del premio Planeta 2015. In precedenza a questo, ha scritto due libri per ragazzi, “La maleta de Ignacio Karaoke” e “31 de julio de 1993”.

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