L’italiano è bello






(Recensione di Maria Sole Bramanti)


 

Autore: Mariangela Galatea Vaglio

Editore: Sonzogno

Pagine: 217

Genere: narrativa / saggistica

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

“L’italiano è bello” è una sorta di breviario della lingua italiana, con un approccio leggero e molto interessante al ‘problema’!

Leggendolo, lo confesso, mi è sembrato di tornare al Liceo, a quando la mia illuminata professoressa di letteratura mi trasmetteva il suo amore (e rispetto) per questa nostra bellissima lingua, tanto complessa, quanto chiara e adatta alla comunicazione; e lo faceva facendoci leggere, tra gli altri, quel “Biondo era e bello” di un geniale Mario Tobino a cui il titolo del libro della Vaglio necessariamente mi riporta.

Da Dante Alighieri fino alla RAI e a Facebook, passando per “petaloso”, l’autrice ci racconta di come è stato scritto il primo libro di grammatica, o pubblicato il primo vocabolario, o di quando è nato il rituale mattutino di “caffè e giornale”.

E lo fa con una grande ironia che suscita non pochi sorrisi e alleggerisce un argomento spesso considerato piuttosto ostico. Perché, come dice l’autrice stessa, anche “I Promessi sposi”, nonostante tutto, è un romanzo, e la lingua non nasce in circoli ristretti, ma tra la gente comune.

Le parole, per noi che le usiamo, sono qualcosa di scontato; eppure, fino a qualche anno fa, chi avrebbe mai pensato di farsi un “selfie”?

O meglio, a chiamarlo, “selfie”.

Ecco che il capitolo “Storie di parole” risponde a domande che spesso non ci facciamo e, spiegandoci la differenza tra due sinonimi come contadino e agricoltore, ci apre un mondo su ciò che c’è dietro a ogni vocabolo.

E siccome “la lingua funziona un po’ come i mattoncini Lego”, un ripassino di grammatica (con molta leggerezza, s’intende) ogni tanto non guasta.

La Vaglio ci parla anche del corteggiamento all’epoca dei Social Network e mi sono rallegrata molto del suo pensiero (che condivido in pieno); ma ho il timore che non sia un fenomeno così diffuso, questo due di picche su base ortografica… e, ahimè, non lo sarà mai abbastanza.

Simpatico anche il modo in cui la ‘nostra’ tenta (speriamo non invano) di spiegarci la differenza tra elisione e troncamento, o le regole della morfologia e della sintassi, con esempi tratti, sì, da Dante, ma anche da Stefano Benni e Francesco Guccini (e, capite bene, che questo rende tutto più facile e interessante).

Per chi come me, poi, ha una sorta di venerazione (chiamiamolo pure timore reverenziale) per la punteggiatura, è davvero un piacere trovare in queste pagine, finalmente, una consolazione (e un po’ di soddisfazione, soprattutto, per il troppo spesso ignorato punto e virgola!).

Insomma, un modo nuovo, leggero ma efficace, di parlare dell’italiano in tutte le sue forme e peculiarità.

Interessante sia per chi ha bisogno di un ripassino, sia per approfondire argomenti dati troppe volte per scontati.

Davvero notevole!

Anzi, Mariangela, te lo dico così…ti “laico” e ti “cuoro”!

 

 

Mariangela Galatea Vaglio, laureata in Lettere classiche all’Università Ca’ Foscari di Venezia e dottore in Storia antica alla Sapienza di Roma, è un’insegnante, una giornalista e una blogger. Ha collaborato con «Il Gazzettino», «Il Sole 24 ore» e «l’Espresso». Ha pubblicato: Piccolo alfabeto della scuola moderna (40k Unofficial 2012), Didone, per esempio. Nuove storie dal passato (Ultra 2014) e Socrate, per esempio. Altre storie dal passato (Ultra 2015).