Livia



livia di francesca petroni

(Recensione di Sara Paoli)


Autore: Francesca Petroni
Editore: Le Mezzelane
Pagine: 223
Genere: narrativa
Anno di Pubblicazione: 2017

 

I tuoi lineamenti saranno cesellati di marmo e il tuo carattere personificherà le virtù più care a uno dei più grandi imperi della storia: quello di Roma

 

La giovane casa editrice “Le Mezzelane” pubblica il romanzo storico di Francesca Petroni, “Livia”.

L’autrice, nella stesura, si è servita di informazioni storiche e biografiche che ha tratto da vari testi e alle quali si è interessata anche grazie ai suoi studi.

Francesca Petroni narra gli anni della giovinezza della protagonista, Livia Drusilla. La storia ha inizio nel 49 a.c., epoca del tramonto della repubblica romana, dell’assassinio di Gaio Giulio Cesare e dell’ascesa e grandiosità dell’imperatore Augusto.

La scrittrice ha composto il testo utilizzando la seconda persona per rivolgersi a Livia, giovane fanciulla romana, bellissima e molto studiosa, appartenente a una facoltosa famiglia. In questo modo il lettore riesce a vedere le cose dal suo punto di vista, quello di una donna che ha vissuto in un’epoca in cui le giovani si dovevano sposare per convenienza, per poi garantire ai propri mariti una discendenza preferibilmente maschile. Un’epoca in cui le donne erano lontane dall’avere voce in capitolo sulle questioni politiche, dal poter scegliere liberamente.

Ma Livia si distingue per la sua enorme intelligenza e forza interiore. Dal momento in cui ha incontrato il giovane Gaio Ottavio, quasi fosse un dio, si è persa nei suoi occhi e ha capito di non riuscire a piegarsi alle dure leggi che costringono le donne a sottomissione e dipendenza coniugale. Il legame che si crea tra i due giovani è un monumento all’amore per eccellenza, vero e indistruttibile. E sullo sfondo di una battaglia scatenata dalla sete di potere dei politici del tempo, Livia e Ottavio cercano di far incontrare le loro strade. Conferitogli dal Senato il titolo di Console, il giovane diventa sempre più potente. E alla sua promessa di sposare Livia a costo di mettere tutta Roma ai suoi piedi scorre parallela la tenacia di questa ragazza, la quale ha tutte le carte in regola per diventare una delle donne più influenti dell’impero.

La storia viene narrata con linguaggio leggero, ma racchiude un significato importante. Mi sono immersa completamente nel fascino dei luoghi descritti, affrontando un viaggio nel passato. Ho apprezzato molto l’uso del “tu” per rivolgersi alla protagonista, poiché la inquadra e aiuta il lettore ad immedesimarsi in lei. Ho visto poi brillare gli occhi di Augusto e ho sentito intensamente tutta la sua magnificenza, ho sofferto per le ingiustizie vissute da Livia e mi sono emozionata per la sua forza interiore ma soprattutto per la sua pazienza; la pazienza di chi riesce ad aspettare mesi, addirittura anni il proprio amato. Una cosa che al giorno d’oggi, spesso, non sappiamo più fare. Mi sento di consigliare questo romanzo a tutti, perché con una scrittura chiara e molto scorrevole, Francesca Petroni è riuscita a comunicare l’enorme forza dei protagonisti e far rivivere un passato degno di nota.

Francesca Petroni vive a Roma, è laureata in Giurisprudenza e ha un master in Management Marketing. Adesso lavora in una multinazionale che si occupa di giochi. In passato ha praticato a livello agonistico le arti marziali e ora è anche mamma di due splendidi bambini: Luna e Ludovico. Ha pubblicato “L’altro lato del sole” (La Corte editore, 2016), “Quando arriva la notte” (La Corte editore, 2017) e “Livia” (Le Mezzelane, 2017).

 
 
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