Lonely Betty




(Recensione di Manuela Fontenova)


Autore: Joseph Incardona

Casa editrice: NN Editore

Traduttore: Lisa Ginzburg

Genere: Narrativa noir

Pagine: 112

Anno di pubblicazione: 2018

 
 
 
 

Sembra che Lonely Betty sia il libro più piccolo del catalogo di NN Editore: in effetti parliamo di 112 pagine, il che lo rende più simile a un racconto lungo piuttosto che a un romanzo vero e proprio.

Eppure in queste poche pagine Joseph Incardona ci ha regalato l’affresco di una piccola città del Maine, Durham, completo di personaggi definiti dai tratti che meglio li caratterizzano, condito dai gossip più gettonati nella piccola comunità, senza tralasciare la cronaca e gli eventi che negli anni hanno scosso gli abitanti del posto.

È la vigilia di Natale del 1999, la neve è caduta copiosamente come non si vedeva da anni, e nel pomeriggio ci si prepara a festeggiare la prima centenaria di Durham, Betty Holmes, la vecchia maestra della città. La povera Betty non dice una parola da circa cinquant’anni, non cammina e sembra essere ormai in preda ai deliri della senilità, immaginatevi lo stupore degli invitati alla sua festa, quando dopo una doppia razione di purè, con voce chiara e decisa, chiede di parlare subito con John Markham, ex poliziotto ormai in pensione.

Cosa avrà mai da raccontare la vecchietta che da più di quarant’anni è ospite della casa di cura della città?

In realtà potrebbe fornire l’informazione necessaria per risolvere un vecchio caso ormai archiviato, la scomparsa dei tre fratellini Harrys, avvenuta nel 1958; d’altronde erano suoi alunni…

Si tratta di un piccolo romanzo corale e se pensate che la protagonista indiscussa sia Betty, allora devo raccontarvi qualcosa del variopinto ventaglio di personaggi che popola questa storiella noir, a cui ognuno partecipa a modo suo.

Un centenario in città fa notizia, si sa che la longevità è un’attrattiva turistica da non sottovalutare e la festa di Betty è stata pianificata a puntino: fiori, stampa e buffet. Ma nevica, il fioraio ha un debole per la bottiglia di Jack Daniel’s, e sua moglie dovrebbe decidersi a prendere un apparecchio acustico.

Il sindaco si è defilato: è la sera della vigilia e la sua famiglia lo aspetta per il cenone – ma c’è un vice, dovrà pur meritarsi il suo incarico no? – Eccola, Sarah Marcupanni, vice-sindaco in carica, con un piede nella casa di cura e l’altro nell’accogliente appartamento di un partner che promette di regalarle una vigilia da sogno. I presupposti non fanno presagire nulla di buono, siete d’accordo?

Una scrittura divertente e spigliata, a volte audace, ma sempre molto spontanea. Sembra quasi che nulla sia stato costruito o pensato della trama, è un racconto che Incardona ci regala, e lo fa seguendo semplicemente gli eventi e lasciandosi andare a battute fuori campo che fanno sorridere il lettore.
Gradevole sorpresa l’omaggio a un grande scrittore americano, una piccola chicca che rende ancora più ricco questo brevissimo romanzo.

“Questo libro è per chi adora il silenzio perfetto dei paesaggi innevati, per chi ha un brivido ogni volta che apre una porta su una stanza buia, per chi non ha paura di giocare con i mostri, anche quelli sacri, e per chi ha capito che il disegno del destino è scritto nelle strane incongruenze di ogni giorno”.
 
 

Joseph Incardona


Joseph Incardona è nato nel 1969 da madre svizzera e padre siciliano, e vive a Ginevra. Scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato racconti, romanzi e graphic novel: Tra i suoi titoli, Aller Simple pour Nomad Island, 220 Volt, Lonely Betty (Grand Prix du Roman Noir) e Taxidermie. Con La metà del Diavolo ha vinto il Grand Prix de Littérature Policière nel 2015.