L’ospite




Recensione di Maria Sole Bramanti


Autore: Giorgio Faletti

Editore: Einaudi

Pagine: 117

Genere: racconti noir

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 


SINOSSI: L’ospite è sempre diverso. È una presenza bizzarra e terrorizzante, dall’espressione imperturbabile, che attraversa la vita di un presentatore ritiratosi all’apice della carriera e quella di un cronista spregiudicato che ha seguito le sue tracce fino ai Caraibi. È un anonimo passeggero sceso da un treno in una stazione di provincia, un uomo che ha negli occhi la determinazione di chi ha compiuto una scelta: non ha scadenze da rispettare, solo un risultato da ottenere. L’ospite può portare a termine una resa dei conti perfetta, oppure essere un mistero tanto spaventoso che nessuno, in realtà, vuole svelare.

 

 

RECENSIONE

Nell’anniversario della sua morte, avvenuta nel 2014, Thrillernord ricorda Giorgio Faletti. E lo fa approfittando dell’uscita per Einaudi di L’ospite, pubblicazione che unisce due racconti già pubblicati nel 2005 e nel 2008 (Crimini, Einaudi) e che esalta, nel contrasto tra i due scritti, i molteplici aspetti della personalità di questo autore.

Ho “conosciuto” Faletti da bambina, con il Drive in. Ho iniziato a guardarlo con occhi diversi nel 1994, con la sua partecipazione a Sanremo. È diventato una sorta di mito, per me, quando ho letto Io uccido. Sì, è stato un colpo di fulmine che mi ha portata a rivalutare tutta la sua carriera di artista.

Sembra strano che la morte di un personaggio famoso colpisca così… A vederli in tv o leggerli nelle loro pagine, ci si fa l’idea che siano finti, immortali. Ma non è così. E nonostante la tristezza che inevitabilmente colpisce quando succede qualcosa del genere, dobbiamo pensare solo al fatto che Giorgio Faletti ci ha lasciato in eredità un po’ di se stesso. Ecco perché leggere questo libro non può essere che un piacere. E parlare di lui nel giorno della ricorrenza della sua scomparsa è un modo per rendere omaggio a un artista che ha saputo prendersi la sua rivalsa su chi lo considerava un comico di poco conto. Proprio come me.

Un uomo che ha avuto il coraggio di crescere e che ha fatto crescere anche noi con le sue parole. L’uso semplice e diretto della metafora, la schiettezza, il cinismo, la semplicità delle cose della vita che, in parole scritto con una sensibilità rara, diventano altro… Ecco perché questo libro va letto.

 

C’è una frase molto semplice nel racconto L’ospite d’onore:

… fermai la macchina in una specie di piazzola di sosta. O meglio lo divenne dopo che io avevo deciso che lo era.

Non è forse tutto qui, il senso della vita? Le nostre scelte sono la nostra vita.

Una storia d’amore, una storia di follia. Non lo so… Ognuno lo legga come vuole. Comunque, un racconto da leggere. E la vita diventa surreale, o forse il surreale diventa vita. Un racconto nero, ma solo alla fine, perché la paura, quella vera, quella profonda, arriva solo alle ultime righe.

L’incipit del secondo racconto, Per conto di terzi (… in realtà già il titolo) trasmette tutta quell’amarezza, quella nostalgia, che suscita in me il ricordo di Faletti. I binari, e quella curva che si indovina in fondo… Un incipit pazzesco.

Impossibile non rimanere invischiati. E poi, un cambiamento repentino, un contrasto esasperante con il racconto precedente.

Se nell’Ospite d’onore spiccano l’affetto familiare e il rispetto (sudato), in Per conto terzi è la perversione la protagonista.

Un racconto sudicio, scabroso. Una crudezza che a volte, perdonatemi, serve.

Io ho bisogno di un po’ di crudezza, ogni tanto. Di un libro, un racconto, scritto per liberare l’anima di un autore (e la mia), e non il buonismo delle sovrastrutture.

Perché Per conto terzi è un racconto noir con i fiocchi. Che avrebbe meritato più pagine, nella sua essenzialità. Anzi, nella sua derisoria e agghiacciante banalità.

Oppure, e cito testualmente, merita di restare nell’ombra, come ogni uomo quando ha preso la sua decisione.

Ciao Giorgio Faletti, Ciao Vito Catozzo, Ciao uomo larger than life.

 

 

 

Giorgio Faletti


Giorgio Faletti (Asti, 1950 – Torino, 2014) è stato uno degli artisti italiani più versatili: ha raggiunto la fama come scrittore, comico, attore, cantante, compositore e paroliere. Il suo esordio nella narrativa è avvenuto con Io uccido (Baldini & Castoldi 2002), che ha venduto oltre cinque milioni di copie solo in Italia ed è diventato un caso internazionale. Un successo confermato da Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Io sono Dio, Pochi inutili nascondigli e Appunti di un venditore di donne. I suoi ultimi libri, pubblicati postumi, sono La piuma (Baldini & Castoldi 2015) e L’ultimo giorno di sole (Baldini & Castoldi 2017). Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato il romanzo breve Tre atti e due tempi (2011) e Da quando a ora (2014), un libro autobiografico accompagnato da due cd musicali.



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