L’Ultima Fermata di…




Recensione di Marina Lanzilotti

Autore : Alessio Linder

Editore : Dunwich Edizioni

Pagine : 391

Genere : Thriller sovrannaturale/ Horror

Anno di pubblicazione: 2017
 
 
 
 
 
 

Quelli della Dunwich Edizioni, inutile negarlo, hanno fatto davvero centro puntando su Alessio Linder e sul suo romanzo d’esordio.
Abituata ai più classici thriller ed horror in circolazione, questo romanzo mi ha colpita positivamente per il suo non essere quel tipo di opera narrativa stereotipata che mi sarei aspettata fin dalle prime pagine. Una novità che fa davvero piacere avere nella propria raccolta di letture.

Il nostro protagonista è Marty Red, un nome d’arte più che indovinato soprattutto se fai parte dell’ambiente lavorativo del nostro interprete; Marty, infatti, è un discografico, il più famoso di Roma e d’Italia. E’ colui che con la sua esperienza e la sua bravura, rende possibile il salto di qualità anche per quei gruppi che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di sfondare nel difficile mondo musicale.

Dal suo studio di registrazione, gli Hellfire Studios, sono passati tra i più importanti (e non) esponenti dell’heavy metal nostrano, un nome su tutti i Blood Red Sun, band di fama mondiale, il cui front man, Freddy King, è il suo più caro e vecchio amico. La sua vita lavorativa apparentemente perfetta, arricchita da una compagna che ama e da due bellissimi gatti, subisce un brusco cambiamento quando, a causa di un problema fisico, si vede costretto ad abbandonare nel garage la vecchia Harley- Davidson e ripiegare sull’affollata metropolitana romana, per raggiungere il luogo di lavoro.

Qui, in modo del tutto inaspettato, si ritroverà ad interagire con un manipolo di personaggi bizzarri che con la loro influenza porteranno il protagonista a rivivere vicende del proprio passato, facendolo addirittura dubitare in più momenti della propria sanità mentale, fino a quando, col procedere della storia, non arriverà a fare definitivamente i conti con i fantasmi che credeva essersi lasciato alle spalle una volta per tutte.

“L’ultima fermata di Marty Red” è un libro davvero interessante.

Rientra nella cerchia di quei romanzi che ti tengono incollata alle pagine, che ti invogliano ad andare avanti e ad averne ancora di più, per poi lasciarti con un senso di vuoto totale non appena arrivati alla parola “fine”. Alessio Linder ha giocato una carta vincente intrecciando alle vicende narrate, la musica che tanto conosce e ama, evitando di mantenerla su un piano marginale ma anzi, riuscendo a farla diventare quasi la vera e propria co protagonista della storia. Questo mi porta al piccolo rammarico provato nel non aver potuto ascoltare le canzoni delle band per le quali Marty Red si ritrova a lavorare… Sarebbe stato interessante un romanzo accompagnato dal sottofondo di una sua personalissima colonna sonora.

I personaggi sono tutti ben articolati, anche se alcuni vengono lasciati volutamente in sospeso, ma il perché ci viene spiegato solamente alla fine del romanzo, quindi evito di fare spoiler e vi invito ancora una volta a leggere questo libro. Personalmente ho trovato nelle mie corde il protagonista e il suo fidato aiutante Valerio, in arte Val Pilgrim; i loro battibecchi e la complicità creatasi fra questi due personaggi mi ha fatto più volte sorridere e provare la sensazione di far parte di quel gruppo ristretto di amici.

Il tutto è condito da una lettura scorrevole, ricca di suspense e mai banale, che con le sue parole ti porta piano piano a scoprire cosa si nasconde nei tunnel oscuri della metropolitana di Roma e nei personaggi che la abitano.

 
 
 

Alessio Linder


nasce a Trento, dove per parecchio tempo si dedica alla musica pesante, prima suonando in diverse cover band e poi occupandosi di una sala di registrazione. Trasferitosi a Roma, abbandona il mondo della musica suonata e scrive per qualche rivista del settore. Comincia poi a occuparsi di traduzioni e per la Dunwich Edizioni ha già tradotto il romanzo Brew di Bill Braddock. L’ultima Fermata di Marty Red è il suo primo romanzo.