L’ultima notte a Manhattan




Recensione di Anthony Brigida


Autore: Don Winslow

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile Libero big

Traduzione: Alfredo Colitto

Genere: Thriller

Pagine: 360

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Manhattan, alla fine degli anni ’50, è all’apice del suo fulgore, il posto ideale per chi ha grandi ambizioni o vuole soltanto cambiare vita. Joe Keneally è un giovane senatore che mira alla presidenza. Walter Withers, invece, a New York ci è tornato. Ha lavorato a lungo per la CIA e adesso è un investigatore privato in una grande agenzia di sicurezza. Le loro parabole si intersecano e quando a Withers viene chiesto di fare da scorta durante un party a Madeleine Keneally, l’affascinante e ricca moglie del senatore, la «principessa d’America» che sembra destinata a diventare First Lady. Un compito di routine, all’apparenza. Ma nello stesso albergo alloggia anche la giovane e bella amante del senatore. E il mattino dopo la ragazza viene trovata morta. Un suicidio, all’apparenza. L’unico a non crederci è Walter Whiters. Withers sa, per esperienza, che avvicinarsi troppo alla verità è pericoloso, in certi casi. Per salvarsi, e salvare chi ama, dovrà affrontare i suoi vecchi datori di lavoro e soprattutto l’Fbi di J. Edgar Hoover, che sono decisi a fermare l’ascesa di Keneally. E cosí si ritrova – lui, un maestro nell’incastrare gli altri – a essere, per la prima volta, in trappola.

 

Recensione

Inizio il mio percorso di lettura 2021 con L’ultima notte a Manhattan di Don Winslow, non potevo iniziare l’anno nel migliore dei modi, leggendo il libro del mio autore preferito.

Il protagonista di questo romanzo è Walter Withers, ex agente della CIA, adesso investigatore privato per la Forbes&Forbes, grande agenzia di sicurezza. Gli viene dato un compito di sorveglianza  all’apparenza semplice, tenere d’occhio la moglie del senatore Keneally, Madeleine. Il mattino dopo però viene trovato il cadavere dell’amante del senatore e anche se per tutti sembri un classico suicidio , Withers la pensa diversamente.

Ahimè, sarò diretto e senza troppi fronzoli, il libro mi ha deluso profondamente e per un amante come me di Winslow è un duro colpo da mandar giù.

Documentandomi sul web, questo libro in realtà è datato 1996, nonostante sia stato pubblicato solo ora “spacciandolo”  per novità. (anche se di fatto lo è visto che non è mai stato pubblicato in Italia).

Storia poco originale, senza alcun ritmo, nè suspance.

Prima parte del libro soporifera, con tanti e troppi nomi sul fuoco che creano confusione facendoti perdere la bussola. La parte migliore del libro se così si può chiamare arriva troppo tardi, dove s’iniziano a intravedere gli incastri e lo stile che siamo abituati a leggere nei libri di Winslow. Ma è troppo poco per promuovere questo suo romanzo.

I personaggi si sposano bene per la tipologia di storia che viene creata e per l’ambientazione cucitagli addosso ritrovando l’atmosfera e la classe del periodo.

Il lettore che si avvicina alle letture del buon e vecchio Don si aspetta suspance, azione e ritmo e sono tutte caratteristiche che mancano in questo libro.

Ad esempio un capitolo è una telecronaca dettagliata di una partita di Football Americano o vari e continui riferimenti a musicisti jazz e canzoni jazz. Per quanto siano descritti e riportati in maniera maniacale e nei minimi particolari la cosa l’ho trovata discutubile e noiosa visto che compro un libro thriller e ciò che mi aspetto è ben altro.

Sicuramente il suo modo di scrivere è impeccabile ed è ciò che amo di lui. Saprebbe far diventare tutto decisamente interessante, in un suo vecchio libro La lingua di fuoco ad esempio dove per la prima parte del libro descrive perfettamente ogni minimo passaggio chimico del fuoco, riesce nonostante l’argomento sia abbastanza pesante, a farlo diventare molto interessante.

La classe e l’atmosfera Noir, classica dei suoi libri in certi passaggi e dialoghi l’ho ritrovata anche in questa ultima lettura e su questo lui è un maestro.

Dialoghi mai banali e anche abbastanza “scurrili” che nei suoi libri non stonano mai.

Detto questo per gli amanti di Winslow lo consiglio comunque nonostante la delusione, chi lo ama può perdonargli uno scivolone ogni tanto.

Buona lettura a tutti… 

A cura di Anthony Brigida

www.instagram.com/let.sreadtogether

 

 

Don Winslow


ex investigatore privato, uomo di mille mestieri (tra cui il regista, l’attore e la guida nei safari), è autore di molti romanzi che lo hanno consacrato come uno dei nuovi maestri del crime e del noir contemporanei. Einaudi Stile libero ha pubblicato, tra gli altri, L’inverno di Frankie Machine (2008), diventato un vero e proprio caso letterario, Il potere del cane (2009), La pattuglia dell’alba e La lingua del fuoco (2010), Le belve (2011, stesso anno in cui esce Satori, per Bompiani), da cui Oliver Stone ha tratto l’omonimo film. Nel 2012, sempre per Einaudi Stile libero, è uscito I re del mondo, prequel di Le belve. L’anno successivo esce Morte e vita di Bobby Z, da cui è stato tratto il film Bobby Z – Il signore della droga, diretto da John Herzfeld con protagonisti Paul Walker, Laurence Fishburne e OliviaWilde. Un nuovo ciclo, che vede protagonista l’investigatore Franck Decker, è stato inaugurato nel 2014 con Missing. New York (Einaudi Stile Libero). Nel 2015 esce Il cartello (Einaudi); nel 2016, London Underground, il primo romanzo, di una serie di cinque, che ha come protagonista Neal Carey e L’ora dei gentiluomini (Einaudi). Tra le altre pubblicazioni si ricordano: Corruzione e Nevada connection (Einaudi 2017), Lady Las Vegas (Einaudi 2018), Broken (HarperCollins 2020) e Ultima notte a Manhattan (Einaudi 2021). L’autore ha ricevuto nel 2012 il prestigioso Raymond Chandler Award, il premio letterario istituito da Irene Bignardi nel 1996 in collaborazione con il Raymond Chandler Estate dedicato alla scrittura noir che ogni anno laurea un maestro del genere.

 

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