L’ultima tentazione




Recensione di Daniela Di Pierro


Autore: Val McDermid

Editore: Timecrime

Pagine: 507

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2016
 

 

 
 
 
 
 
 
 

Carol Jordan, ispettore inglese, viene ingaggiata per un’operazione sotto copertura in Germania.
Scopo dell’operazione è ridurre in manette un grosso mafioso di origine polacca, Tadeusz Radecki, che opera in svariati ambiti della malavita: spaccio di droghe, commercio di armi e clandestini.
Punto forte di questa copertura è la straordinaria somiglianza di Carol con Katerina, compagna di Radecki morta in un incidente stradale.
Contemporaneamente, una serie di omicidi a danni di psicologi che hanno in comune la sperimentazione sugli esseri umani, richiede l’intervento di Tony Hill, noto profiler e collega di Carol.
Le due operazioni si trovano così ad essere svolte parallelamente con l’aiuto della polizia tedesca.

Vari personaggi e vari punti di vista si alternano durante la narrazione, portando avanti i due casi quasi in parallelo e intersecandoli con le esperienze personali dei vari personaggi.
Nei primi capitoli mi ha un po’ disturbato il continuo salto, all’interno dello stesso capitolo, da un POV all’altro senza alcun ‘preavviso’.
Sorpassato questo mio personalissimo ostacolo, la narrazione è proseguita senza intoppi.
La scrittura è scorrevole e la storia è buona, ma credo che potesse essere sviluppata in maniera migliore.
In entrambe le indagini infatti ho trovato lo svolgimento troppo semplicistico.

Carol riesce ad infiltrarsi troppo facilmente e altrettanto facilmente riesce ad entrare nelle grazie di Radecki.
Lui viene presentato, al momento dell’incontro con Carol, come un uomo devastato dalla morte della sua compagna.

Quindi il suo invaghirsi di Carol immediatamente e il suo dichiarare che la prima sensazione di aver ancora accanto Katerina è passata perché si è innamorato di lei suona abbastanza inverosimile.
Inoltre, pur non conoscendo come possano svolgersi i traffici illeciti, trovo davvero strano tutto lo svolgersi dei vari ‘affari’, troppo alla ‘luce del sole’ senza che nessuno riesca a trovare una prova per incastrarli.

Comportamento realistico è invece quello del braccio destro di Radecki, Darko Krasic, che continua a non fidarsi di Carol e continua a pedinarla ed a indagare sul suo conto.
Anche il momento in cui Carol viene scoperta l’ho trovato alquanto inverosimile e tutta l’azione successiva troppo veloce e forzata.

L’happy ending voluto inserire a tutti i costi, infine, mi ha definitivamente lasciato l’amaro in bocca.
Anche sull’altra indagine le cose sono presentate in maniera molto superficiale.

Non si sa praticamente nulla del serial killer e per un caso fortuito si scopre che i tre omicidi, perpetrati in tre nazioni diverse, sono imputabili alla stessa persona.
Solo sulla base delle scene del crimine lo psicologo Tony Hill inizia ad indagare sul serial killer e, per incredibili colpi di fortuna (non mi sento di definirli colpi di genio), riesce subito ad inquadrare il giusto profilo psicologico ed anche il movente che è assolutamente criptico e difficile da capire con una semplice indagine.

Altrettanto facilmente riescono a rintracciarlo e a scoprire la sua identità e a mettersi in contatto con lui; così come riescono a metterlo in difficoltà e a fargli confessare tutto.
Anche qui il finale mi ha lasciata un po’ perplessa.
Poteva essere un buon thriller ed invece risulta essere un libro che inizialmente ti trascina e che, infine, lascia un po’ delusi.
 
 
 

Val McDermid


È nata nella regione del Fife (Scozia) e si è laureata presso il St Hilda’s College di Oxford. Ha anche esercitato la professione di giornalista con scarso successo, successivamente si è dedicata al teatro, come drammaturga, convincendosi, infine, di essere più portata per la Letteratura in prosa Ha raggiunto il successo nel 1987 con il romanzo Report for Murder.