L’ultima vedova




Un nuovo caso per Will Trent

Recensione di Loredana Gasparri


Autore: Karin Slaughter

Traduzione: Adria Tissoni

Editore: HarperCollins Italia

Genere: Thriller e gialli

Pagine: 504

Anno di pubblicazione: 03/10/2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Un rapimento inspiegabile. 2019. In una calda notte d’estate, Michelle Spivey, ricercatrice del CDC di Atlanta, il più famoso istituto al mondo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, viene rapita nel parcheggio di un centro commerciale. Sembra sparita nel nulla, non ci sono indizi su chi l’abbia portata via o perché, e le autorità disperano di salvarla. Un attacco devastante. Un mese dopo, un tranquillo pomeriggio domenicale viene sconvolto dal boato di un’esplosione che scuote la terra, seguita da altre a pochi secondi di distanza. Un attentato terroristico ha devastato uno dei principali quartieri di Atlanta, sede della Emory University, di due importanti ospedali, del quartier generale dell’FBI e dello stesso CDC. Un nemico subdolo e diabolico. La dottoressa Sara Linton e il suo compagno Will Trent, investigatore del Georgia Bureau of Investigation, si precipitano sul posto e si ritrovano al centro di una cospirazione mortale che minaccia di distruggere migliaia di vite. Ma il loro istinto li tradisce… E quando anche Sara viene rapita, Will segue le sue tracce in incognito fino a un covo segreto sui monti Appalachi, mettendo a rischio la propria vita per salvare la donna che ama e sventare un massacro dalle proporzioni sconvolgenti.

 

 

 

Recensione

Slaughter, in inglese, vuol dire macello. O massacro. Niente di più adatto, quindi, per una scrittrice di thriller altamente generatori di ansia come Karin Slaughter. E non mi riferisco ai contenuti forti di alcune scene, descritte senza compiacimento, morbosità o eccessi di alcun genere.

Mi riferisco al fatto che quando ho chiuso questo libro, mi sono trovata a pensare che Karin Slaughter è davvero una massacratrice. Della tranquillità del lettore, perché una volta iniziato il libro, lo si deve finire.

E pazienza se sono 504 pagine, come questo: la corsa vale davvero la pena. Della pace del lettore, perché la storia raccontata è purtroppo molto verosimile. Viviamo in un mondo che in certe zone e in certi momenti raggiunge picchi insostenibili di intolleranza: le persone sembrano non essere disposte ad accettare le diversità sessuali, di colore, di religione, di pensiero, di atteggiamento.

Gli uomini ritengono di dover essere superiori alle donne, e di dover regolare le loro vite al millimetro. Non credono di poter sopportare di respirare, camminare, lavorare, agire vicino ad altre creature che abbiano colori di pelle diversi, e che parlino lingue diverse. Se sono bianchi (e quasi sempre sono le pelli chiare a rivelarsi intolleranti verso tutte le altre), ritengono di avere una supremazia per diritto divino su tutti quanti.

Anche sugli animali, non dimentichiamocelo. E, immancabilmente, sono profondamente convinti che qualcuno ha sottratto loro con l’inganno il primo posto in classifica, e che l’unico modo per stare in pace sia riprenderselo, e anche con la violenza. Così il messaggio passa prima, e più efficacemente.

Suona familiare, tutto questo?

Sì, e non c’è bisogno di andare in chissà quali tempi e luoghi per ritrovare questi echi.

Karin Slaughter costruisce una storia praticamente perfetta, complessa e articolata, intorno a questa intolleranza di fondo. Una scienziata specializzata nello studio di malattie infettive altamente pericolose, lesbica e di origine non bianca viene rapita e fatta sparire nel nulla. Alcune settimane dopo, un attentato devastante e del tutto inspiegabile danneggia fortemente una parte dei complessi dell’Università di Emory, ad Atlanta, mietendo vittime e seminando il panico. Soprattutto perché la paura di ripetere altri 11 settembre è ancora troppo alta. Will Trent e Sara Linton, la sua fidanzata, si precipitano al soccorso.

Sono entrambi agenti, e Sara è anche medico, più precisamente pediatra, e vicino all’università sorge l’ospedale infantile dove lavora… Da questo momento in avanti, l’azione diventa assurda, e frenetica. Sara sparisce, rapita anche lei, e Will, nel tentativo di salvarla, resta ferito piuttosto gravemente, oltre che stordito dalla consapevolezza che la donna amata si trova in grandissimo pericolo. E noi, che leggiamo al sicuro dei nostri divani, siamo altrettanto sconvolti.

Non solo vorremmo che Will si riprendesse magicamente in una manciata di secondi, tirasse fuori i superpoteri e ritrovasse Sara all’istante e salvasse tutti i buoni che capiamo essere in pericolo insieme a lei. Siamo sconvolti perché ci troviamo a seguire la dottoressa e i suoi rapitori, e assistiamo, prima di Will, all’evolversi di una situazione che ha dell’allucinante, dell’assurdo, e anche dell’anacronistico. I “cattivi” con cui ci troviamo nella stessa stanza, adesso, sono un’organizzazione altamente efficiente, che si muove da quei presupposti di odio e intolleranza che ho citato prima.

Stiamo vicini a Sara, continuamente in ansia per la sua incolumità. Le persone che l’attorniano sono un gran bel campionario di psicopatici “funzionali”, di quelli della razza peggiore, perché sembrano così calmi e assennati. Ma noi lo sappiamo, e lo sa anche Sara, che basta un respiro sbagliato, e tutto, tutto potrebbe precipitare in una situazione senza ritorno.

Will… ? Ti spiacerebbe muoverti e venire a salvare tutti qui, per favore? Questi non ci stanno proprio con la testa…

Ecco quello che dicevo all’inarrestabile Will, mentre lo vedevo dannarsi per seguire le tracce semi-inesistenti di Sara e dei suoi rapitori: era il mio incoraggiamento, e anche il tentativo di dominare l’ansia! 😀 Magari siete lettori più freddi e distaccati della scrivente, ma sono sicura che prima o poi vi troverete anche voi a invitare il fortissimo agente a fare un po’ più in fretta, a essere più pronto a capire, a cogliere i segnali… e vi meraviglierete della capacità della scrittrice di dipingere un horror così quotidiano da sembrare impossibile, restando tuttavia partecipe e osservatrice, mantenendo sempre un equilibrio solido.

 

 

A cura di Loredana Gasparri

https://www.delfurorediaverlibri.it

 

 

 

Karin Slaughter


Karin Slaughter è una scrittrice americana nota nel genere crime internazionale. Fra i suoi thriller, è nota la serie che ha come protagonista Will Trent, inaugurata con il best seller L’ombra della verità(Timecrime, 2012) e di cui Tre giorni per morire rappresenta il secondo volume. È stata insignita per quattro volte del prestigioso Crimezone Thriller Award. Vive e lavora ad Atlanta.

 

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