L’ultimo respiro del Corvo




L’ultimo respiro del Corvo. L’omicidio Caravaggio

Recensione di Elsa Flacco


Autori: Silvia Brena, Lucio Salvini

Editore: Skira

Genere: giallo storico

Pagine: 509

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Caravaggio è stato davvero ucciso? Come e da chi? E chi ha voluto la sua morte? Il mistero si nasconde tra le pieghe di una copia di un quadro famoso, il “Martirio di sant’Orsola”, dipinto dal Caravaggio poco prima di morire e da molti ritenuto una denuncia del suo assassinio. Un mistero che un critico d’arte sui generis, gay, tormentato, ipocondriaco e coltissimo, è chiamato a risolvere. Un cold case che si dipana nel corso dei secoli e che porterà a scoprire i veri responsabili della morte del pittore, ma anche a sollevare il velo su uno dei peggiori casi di corruzione e malaffare all’interno del Vaticano.

 

Recensione

L’ultimo respiro del Corvo. L’omicidio Caravaggio si annuncia intrigante sin dall’enigmatico titolo e l’esplicito, quanto inquietante, sottotitolo. Non solo, anche l’editore incuriosisce: Skira, casa internazionale specializzata in pubblicazioni d’arte, nota per la sua serietà e il rigore anche scientifico delle pubblicazioni, in gran parte cataloghi di mostre e saggi d’arte, ma negli ultimi anni anche fiction di qualità, con le due collane Narrativa e Storie.

Questo monumentale romanzo, che intreccia storia e fantasia costruendo un plot di notevole effetto, scritto a quattro mani da Silvia Brena e Lucio Salvini, prende le mosse dall’enigma storico rappresentato dalla fine oscura dell’immenso Caravaggio, artista incommensurabile e uomo complicato, violento, dalla vita sregolata e apparentemente votata all’autodistruzione. Le vicissitudini movimentate e drammatiche della sua breve esistenza hanno scatenato nei secoli, fin dalle prime biografie quasi contemporanee, le più disparate e immaginifiche congetture.

Davvero era possibile dire qualcosa di nuovo?

Costruire un intreccio originale e insieme plausibile, senza scadere nel banale o nell’improbabile?

I due autori ci sono riusciti, attraverso un lavoro durato quattro anni che li ha portati a indagare a fondo non solo sugli ultimi anni di Michelangelo Merisi da Caravaggio, sui suoi potenti nemici e altrettanto autorevoli protettori, più o meno ambigui, ma anche sulle complesse peripezie che le sue ricercatissime opere, in originale e in copia, hanno vissuto attraverso i musei, le gallerie, le aste, le collezioni private, i traffici illeciti di tutti i continenti.

Tutto parte dal mistero intorno a quello che è forse l’ultimo dipinto di Caravaggio: Il martirio di Sant’Orsola, oggi conservato nella Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli, che nel romanzo è la chiave per dipanare l’intrigo che conduce alla morte del grande “dipintore” e per costruire un autentico ”giallo” con tanto di soluzione molto ben congegnata. Il romanzo, e questa non è una trovata particolarmente originale, si sviluppa su due piani temporali: gli ultimi anni di vita del pittore e il presente, entrambi dominati, in un curioso e intrigante parallelismo che è uno degli elementi di forza della storia, dai maneggi vaticani orditi da due anime nere, allora come oggi, e dal traffico illecito delle opere di un artista per il quale si può anche arrivare a uccidere.

L’enigma della morte di Caravaggio si svela pian piano attraverso il racconto, fatto di squarci narrativi che ci scaraventano in un mondo intriso di brutalità e bellezza, che il fragile, sensibile e coltissimo critico d’arte Dante Hoffman fa al cardinale Giulio Bargero, con il quale si instaura un rapporto ambiguo fatto di attrazione e rigetto, minaccia e lusinga, di cui gradualmente si svelano le pericolose implicazioni. Tra i protagonisti della vicenda contemporanea, particolarmente gustosi risultano i due carabinieri Militello e Dragone, investigatori dotti e stravaganti che danno vita a una coppia irresistibile che speriamo di incontrare di nuovo tra le pagine di un racconto futuro.

I personaggi sono infatti un altro elemento pregevole del romanzo: complessi e ricchi di sfumature, intrecciano relazioni imprevedibili che li conducono ad azioni i cui moventi sono apparentemente inafferrabili, ma si chiariscono in una successione di svolte narrative che, nonostante la densa tessitura culturale del testo e il ritmo non sempre incalzante nella prima parte, tengono il lettore sempre più avvinto alle pagine, fino alla soluzione che risponde generosamente alle attese.

Diverse sono le storie che si intrecciano, nel passato e nel presente, ma hanno quasi tutte a che fare con l’amore. Gli amori, per meglio dire, da quello paterno alle tante relazioni, soprattutto ma non solo omoerotiche, che si intersecano in un gioco di richiami e scambi dall’esito per nulla scontato. È proprio questo che distingue

L’ultimo respiro del corvo, titolo enigmatico che si chiarisce solo all’ultima pagina, dai tanti thriller storici anche di successo, in circolazione: il rifiuto di ogni luogo comune, personaggio standardizzato, cliché consunto come si trovano di regola nei romanzi di genere.

Insomma, proprio una bella sorpresa questo libro: da consigliare, come alternativa colta, avventurosa e avvincente, ai soliti bestseller fatti con lo stampino.

 

A cura di

Elsa Flacco

 

 

Silvia Brena


Silvia Brena, scrittrice, giornalista, con una lunga esperienza di direzione di importanti testate femminili, tra cui Io Donna e Cosmopolitan, è CEO di Network Comunicazione. Autrice di due saggi su tematiche correlate al mondo femminile e di quattro romanzi per teenagers, insegna content creation e scrittura strategica nell’ambito del master in Teorie e Tecniche della Comunicazione dell’università Cattolica di Milano e della Almed, (Alta Scuola di Media Comunicazione e Spettacolo), sempre alla Cattolica.

 

Lucio Salvini


Lucio Salvini, giornalista e autore televisivo, entrato come capo ufficio stampa alla Ricordi ne è stato direttore generale per 17 anni per poi passare un decennio come amministratore delegato alla Fonit Cetra. Ha pubblicato la Filibusta con Franco Franchi e Tinin Mantegazza e per Skira Editore Non erano solo canzonette.

 

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