L’undicesima ora






A cura di Kate Radix

Kate Radix è autrice dei thriller “Le conseguenze” “Le apparenze” e “Le identità” e dell’antologia “La verità è una bugia”, una raccolta di quattro racconti di generi che spaziano dal thriller al fantastico.


Autore:
 Giovanni Ricciardi

Editore: Fazi Editore

Genere: Giallo

Pagine:
 250

Data Pubblicazione
:  26 Ottobre 2017

 

Sinossi

Il corpo senza vita di un noto architetto romano viene ritrovato nel suo loft una settimana dopo il decesso. L’autopsia non ha ancora dato risposte certe sulle cause, ma sembra escludere l’ipotesi della morte violenta.

Quasi contemporaneamente, una villetta dove l’architetto abitava fino a poco tempo prima viene distrutta da un incendio doloso.

I due eventi sono in relazione tra loro?

Qualcuno voleva la morte dell’uomo?

Il commissario Ottavio Ponzetti – giunto alla sua ottava avventura – non sa opporre resistenza alla seduzione delle coincidenze e si appassiona al caso nonostante non sia di sua diretta competenza.

Oltre al fidato ispettore Iannotta, Ponzetti coinvolge nell’inchiesta amici e parenti, mettendosi insieme a loro sulle tracce di una misteriosa donna spagnola e incrociando, nel corso dell’indagine, la biografia e le opere di importanti personaggi del Novecento, tra cui l’architetto Antoni Gaudí: proprio a Barcellona – come già era avvenuto nelle ultime indagini, che lo avevano portato prima in Sicilia, poi addirittura in Patagonia – il commissario trascorrerà una movimentata e intrigante vacanza di lavoro.

Ma le strade battute da Ponzetti tornano sempre a Roma, dove le numerose ipotesi, i dubbi e le incertezze svaniscono portando alla luce una sola, sorprendente verità.

«Cammina, Ponzetti. Cammina per la città, incontro alla notte, in mezzo alla gente che corre dietro alla vita senza raggiungerla mai».
Maurizio De Giovanni

«Il commissario Ottavio Ponzetti è uno dei detective più bravi e rassicuranti del giallo italiano».
Fabrizio D’Esposito, «Il Fatto Quotidiano»

«Un commissario colto e un po’ all’antica precipitato nella Roma del terzo millennio».
Paolo Fallai, «Sette – Corriere della Sera»

«Rarità tra i suoi colleghi, il commissario Ponzetti non è un burbero ed è fedele alla moglie. Vizi? Il biliardo e le passeggiate per Roma».
Irene Soave, «Vanity Fair»

«Il fascino dolceamaro del commissario che dal 2008 si è conquistato un posto tra i più amati investigatori del panorama letterario italiano».
Andrea Monda, «Il Foglio»

 

Cinque motivi per leggere il romanzo

  • Si tratta di un thriller fuori dal coro e questo è senza dubbio un punto a suo favore. L’autore non cerca il colpo di scena, che a volte è anche un utile escamotage per sopperire a una trama scadente, ma ci descrive la scomparsa, all’apparenza naturale, di un architetto ormai in là con gli anni, un uomo solo, divorziato, che conduce una vita tranquilla.
    Nonostante ciò, il romanzo non annoia, coinvolge e incuriosisce, spinge a inseguire quel sesto senso che porta l’ispettore ad andare oltre ciò che sembra e svelare la chiave del mistero.

 

  • I personaggi sono perfettamente caratterizzati, nella loro umanità e nelle loro debolezze. Hanno cadenze dialettali, abitudini comuni e problemi familiari.
    I dialoghi sono credibili, a tratti molto divertenti, al punto di sentirsi coinvolti in un’indagine che non sembra frutto della fantasia di un autore capace.

 

  • Il romanzo fornisce anche una piacevole lezione d’arte, facendoci ripercorrere la storia di uno degli architetti più famosi, Antoni Gaudì, le cui vicende vengono ripercorse in una chiave romantica che appassiona e incuriosisce. Anche solo per questo, varrebbe la pena leggere il romanzo, in cui l’autore dimostra di essersi ben documentato prima di procedere con la scrittura.

 

  • La storia si svolge su tre piani temporali: quello presente in cui si svolge l’indagine; quello antecedente alla morte dell’architetto su cui gli investigatori stanno indagando; quello che si è svolto quasi un secolo addietro, con risvolti attuali che solo un’indagine accurata riuscirà a collegare.
    Questo passaggio da un periodo temporale a un altro, ben argomentato e strutturato, regala alla storia una marcia in più.

 

  • La scrittura è impeccabile e capace. L’autore è in grado non solo di raccontare una storia semplice quanto appassionante e di farlo con un linguaggio diretto e realistico, ma anche di romanzare una materia come quella artistica, rendendola a sua volta un secondo romanzo, interessante e piacevole