L’uomo dei tulipani




Recensione di François Morlupi


Autore: Elia Banelli

Editore: Alter Ego

Genere: Poliziesco

Pagine: 320

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. In una piccola città dell’Umbria una ricca signora muore in un incidente tanto sfortunato quanto improbabile: un vaso di fiori, caduto dal balcone di casa sua, la colpisce in testa, uccidendola sul colpo. L’appuntato Franco Laganà, inviato sul posto per archiviare il caso, scopre un dettaglio insolito accanto al corpo della vittima: un petalo di tulipano finto nascosto tra i fiori veri. Nonostante il parere contrario del maresciallo Urbani, Laganà non crede alla natura accidentale dell’evento, e finirà per imbarcarsi in un’indagine personale e clandestina, trovando sostegno solo in Rosanna, una poliziotta con cui, in passato, ha avuto una relazione tormentata. Mentre le indagini proseguono, un nuovo caso di cronaca squassa la tranquillità della cittadina: viene assassinato un celebre avvocato, avvelenato durante un ballo in maschera. Chi si nasconde dietro queste morti? Si tratta di due episodi casuali, in apparenza non connessi, oppure fa tutto parte di un piano? In una corsa rocambolesca contro il tempo e le apparenze, Laganà scoprirà l’esistenza di un disegno mostruoso e chirurgico, orchestrato da una mente tanto scaltra quanto brillante.

 

Recensione

E’ inutile girarci attorno: L’ uomo dei tulipani è stato una piacevole scoperta. Sicuramente, nel panorama dei gialli italiani letti nel 2018 si è rivelato tra i migliori. Ma andiamo con ordine.

La trama si svolge in Umbria, più precisamente a Città di Castello, provincia di Perugia. Subito ciò che colpisce, e che non possiamo non apprezzare, è la descrizione minuziosa dello stile di vita in una cittadina di provincia. Con tutti i suoi crismi, i suoi difetti e anche i suoi pregi. L’atmosfera è resa ottimamente e lo scrittore riesce a far nuotare senza alcuna difficoltà il lettore nell’oceano pullulante di contraddizioni, pregiudizi e problemi atavici di questa splendida regione, spesso martoriata o/e ignorata. E’ evidente come il suo libro sia un canto d’amore nei confronti di questa terra. Un amore che come tutte le passioni, spesso si trasforma in odio o viceversa.

La scrittura aiuta molto il lettore: semplice, efficace, dettagliata. Curata nei particolari. Attenzione questo ottimo atout non si sposa affatto con una trama scontata: tutt’altro. Quest’ultima infatti è complessa e il bandolo della matassa per il nostro appuntato Laganà sarà molto difficile da trovare. Se all’inizio le varie presentazioni dei personaggi potrebbero indurre a confusione, la trama poi si dipana egregiamente. La doppia narrazione crea il giusto miscuglio di curiosità e di intreccio. Il lettore ha di fronte una macchina infernale e complessa, dove ogni ingranaggio è al suo posto e provoca l’effetto desiderato. I vari colpi di scena intervengono al momento giusto, spiazzando e offrendo un punto di vista completamente ribaltato. Mai fidarsi di nessuno e mai pensare di aver capito! L’uomo dei tulipani tiene incollato il lettore, fornendo una buona dose di suspense lungo tutto il romanzo.

Da amante dei gialli sociali, ho apprezzato i vari protagonisti con i loro problemi quotidiani. I personaggi sono molto ben descritti e caratterizzati; il lettore non avrà difficoltà ad immedesimarsi in loro. Certo, avrei preferito una maggiore introspezione in alcuni aspetti della loro vita, ma chissà…in una prossima avventura?

L’inchiesta è anche una scusa per poter raccontare altro: una parte della società meschina e misteriosa, così come una fetta di popolazione che ogni giorno affronta il proprio lavoro con professionalità nel tentativo di tirare avanti. Le varie critiche, come quella indirizzata al patrimonio del paese più bello del mondo, troppo spesso messo poco in luce, offrono spunti interessanti e di riflessione.

L’autore padroneggia perfettamente il mondo finanziaro, fornendo spiegazioni chiare e definite. Anche qui, la trama è un mero pretesto per denunciare la crisi economica e le conseguenze di essa sulla vita delle persone comuni. Banelli in questo caso strizza l’occhio al noir mediterraneo di Markaris o Izzo.

Le uniche pecche rilevate sono una eccessiva lunghezza (una trentina di pagine in meno sarebbero state opportune) e il comportamento, spesso da eroe solitario, di Laganà, che cozza con l’estremo realismo della narrazione.

In complesso un ottimo esordio, che fa ben sperare per il futuro.

 

 

A cura di

François Morlupi

 

 

Elia Banelli


Elia Banelli è nato a Catanzaro nel 1983. Dopo aver lavorato per tre anni come redattore community manager e project manager per “The Blog Tv” una società di produzione televisiva, si trasferisce in Umbria, dove lavora per sette anni come consulente finanziario per prestigiose banche d’investimento. Nel 2016 rientra nella sua amata Calabria, dove affianca alla professione di consulente finanziario quella di scrittore appassionato di gialli, thriller e noir. Ad aprile 2018, viene pubblicato il suo romanzo d’esordio, “L’uomo dei tulipani,” con la casa editrice “Alter Ego”.