L’uomo della radura




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Cristina Converso

Editore: Buendia Books

Genere: noir green

Pagine: 80

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Sandra è un capotreno, ogni giorno osserva pendolari e viaggiatori occasionali, ne immagina le vite. Elisa è una giovane anima affine, e sarà a lei, complice una sosta forzata, che Sandra racconterà una storia di ferocia e natura, di delitti e rimorsi, un segreto celato nel tronco del frassino di Moncenisio.

 

Recensione

Un guasto alla linea ferroviaria, nel tratto Condove Bussoleno in val di Susa, diventa occasione per un racconto particolare, a metà tra il giallo e il verde. Giallo perché narra di un vecchio fatto di sangue legato a delle efferate rapine ai treni, verde perché gran parte dell’attenzione è dedicata al frassino storico di Moncenisio.

Sandra è una capotreno di mezza età che lavora nella tratta della val di Susa. Pendolari, studenti, anziani con la spesa affollano i vagoni. Ormai lei li conosce tutti e cerca nei loro volti tracce della loro vita.

Una ragazza in particolare attira da un po’ la sua attenzione. L’atteggiamento schivo, l’abbigliamento trasandato, il suo stare distante dagli altri ragazzi suggerisce a Sandra un identikit che si rivelerà sorprendentemente esatto. Comprendendone lo stato d’animo la capotreno approfitta della lunga sosta forzata per sedersi a fianco della ragazza e tentare di fare amicizia per infonderle un senso di positività nei confronti del vivere. Tra un sorriso e una battuta si presenta e inizia a raccontare in breve la storia della propria vita, illustrandole la forza che ha dovuto dimostrare per superare i numerosi ostacoli che ha incontrato, primo tra tutti essere orfana.

La scrittura è scorrevole e conduce il lettore a ripercorrere l’esistenza avventurosa di Sandra come se si addentrasse in un bosco, ricco dei profumi della resina e del muschio, dei giochi di luce e ombra tra i rami, delle foglie che scricchiolano a ogni passo.

E poi lì, in primo piano, nel fulgore della sua possanza, spicca il gigantesco frassino di Moncenisio, albero che esiste realmente ed è considerato un vero e proprio monumento, una sorta di emblema vivente della forza della Natura che non si piega e resiste nel tempo a ogni avversità.

E l’attenzione per la Natura in generale e per gli alberi in particolare traspare da ogni pagina di questa breve ma intensa lettura. Le descrizioni di sentieri, boschi, laghi emergono scolpite quasi inrilievo e ci accompagnano alla scoperta del territorio delle montagne piemontesi diventando a pieno titolo protagonisti del romanzo assieme a Sandra e alla sua continua sfida nei confronti di undestino che a volte sembra accanirsi contro di lei.

In un periodo in cui abbondano mallopponi di cinquecento e più pagine, è davvero piacevole soffermarsi su un testo che nella sua brevità riesce a coinvolgere il lettore efficacemente nella storia, trasportandolo nel mondo, a tratti fiabesco, creato dall’autrice. Si legge tutto d’un fiato grazie al linguaggio pulito e preciso e a un’essenzialità narrativa rara e apprezzabile.

 

A cura di Cristina Bruno

fabulaeintreccio.blogspot.com

 

 
 

Cristina Converso


lavora presso Arpa Piemonte, Torino in qualità di dottore forestale. Oltre a pubblicazioni di carattere scientifico-divulgativo, tra cui differenti edizioni del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte, ha pubblicato alcune raccolte di racconti sul tema degli alberi e il loro rapporto con l’uomo. Nel 2018 ha partecipato al Festival letterario “Montagne in noir” organizzato da Torinoir.

 

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