L’uomo di Berlino




(recensione di Marina Lanzilotti)


 

 

Autore: Luke McCallin
Traduttore: Marina Calvaresi
Pagine: 560
Editore: Baldini & Castoldi
Genere: Thriller storico
Anno di pubblicazione: 2016 

 

“Sarajevo, 1943. Mentre la Jugoslavia è dilaniata dalla guerra, una giovane e bellissima fotografa – vera e propria eroina per il suo popolo – e un ufficiale tedesco vengono rinvenuti brutalmente assassinati. Assegnato al caso è il capitano dell’intelligence militare Gregor Reinhardt, già detective della polizia di Berlino, poi allontanato dai nazisti. Ossessionato dalle sue azioni di guerra e dagli errori compiuti lontano dal campo di battaglia, scopre ben presto che la sua indagine potrebbe riguardare molto più di un semplice doppio omicidio – e che la donna tanto amata dal popolo jugoslavo potrebbe essere stata molto più brillante e infingarda di quanto volesse lasciare credere. Facendosi strada attraverso un campo minato di vendette politiche, militari, e personali, Reinhardt scopre che qualcuno sta lasciando una scia di cadaveri per coprire le proprie tracce. E proprio quelle tracce insanguinate porteranno l’ufficiale ad avvicinarsi troppo a un segreto nascosto tra le fila dei potenti, che faranno di tutto per mantenerlo tale. Ma in Reinhardt brilla ora una nuova determinazione, che credeva di avere perso per sempre; e il caso deve essere chiuso, a qualunque costo. “

“L’uomo di Berlino” prima di essere un thriller, a mio modo di vedere è un romanzo storico coi fiocchi.

Intendiamoci, tutto ciò che fa di un romanzo un thriller, qui è presente e ben descritto ma c’è da ammettere che il prezioso lavoro dell’autore, va ben oltre.

Luke McCallin, in questo è stato davvero molto abile; le nozioni storiche narrate, così come la descrizione dei luoghi che fanno da sfondo alle vicende narrate, sono davvero molto precise e dettagliate, sintomo di una ricerca minuziosa, non un elemento fuori posto, non un concetto lasciato in sospeso.

Il tutto viene eviscerato nei minimi dettagli, studiato al microscopio in modo da regalare al lettore, oltre che un buon romanzo, anche qualche nozione storico-culturale in più, il che non guasta mai.

Il bello di questo libro è proprio la sensazione di arricchimento che ti pervade non appena finisci di leggere l’ultima pagina e diciamocelo, sono davvero pochi i romanzi in grado di farlo.

C’è un però: se è vero che le nozioni storiche sono bene accette, è anche vero che per chi non mastica la storia tutti giorni (o per coloro che non hanno particolari nozioni sulla scala gerarchica militare tedesca, ad esempio) la lettura potrebbe risultare pesante e poco scorrevole in alcuni punti.

Non voglio contraddire ciò che ho scritto qualche riga più su, ma la lunghezza generale del romanzo mi sembra particolarmente eccessiva e questo purtroppo va a discapito della narrazione e dell’obbiettivo principale del romanzo e cioè raccontare lo svolgimento e la conseguente risoluzione di un’indagine di omicidio.

Parlando dei personaggi, l’autore, anche qui, ha svolto un ottimo lavoro a mio modo di vedere. La loro psicologia, i loro trascorsi rende il tutto più verosimile… è riuscito nell’impresa di renderli quasi reali.

Gli uomini che McCallin ci descrive, sono persone che stanno vivendo sulla propria pelle, una delle pagine più buie della storia recente, uomini forti e coraggiosi che nel loro intimo covano debolezze, che custodiscono segreti che li portano a prendere decisioni difficili, sia a livello morale che pratico.

Fra questi vi sono anche uomini che farebbero di tutto pur di avere un tornaconto personale, uomini assetati di potere e che non avrebbero problemi ad insabbiare indizi o ad accusare un innocente, pur di raggiungere il proprio obbiettivo.

La caratterizzazione del protagonista, in particolare, è apprezzabile perché non ci viene presentato come il classico nazista violento, xenofobo e alla ricerca di un qualsiasi capro espiatorio pur di dare alle persone un colpevole sul quale accanirsi, ma è un uomo con forti ideali e una forte morale.

Un uomo che ci fa capire come, anche durante quegli anni e anche nelle fila tedesche (cosa molto spesso dimenticata), ci fossero uomini pronti a combattere per il giusto.

Per chi è amante del genere, consiglio spassionatamente questo romanzo; pagina dopo pagina verrete condotti in una serie di intrighi e colpi di scena che man mano vi porteranno alla risoluzione di questo misterioso duplice omicidio.

L’AUTORE – È nato a Oxford nel 1972 e cresciuto in Africa. In qualità di operatore umanitario e mediatore per conto delle Nazioni Unite ha prestato servizio nel Caucaso, in Sahel e nei Balcani. Le sue esperienze hanno ispirato la sua scrittura, in cui indaga le reazioni di persone normali messe sotto pressione da situazioni anomale, come disastri naturali e conflitti bellici. Vive con la moglie e i due figli in un vecchio casolare in Francia. Laureato in Scienze politiche, parla francese, spagnolo e russo. Il secondo libro della serie con protagonista Gregor Reinhardt, “La villa triste”, uscirà in Italia i primi giorni di Marzo, sempre edito Baldini & Castoldi.

Di Luke McCallin:

la villa triste di luke mccallin
IL LIBRO – Sarajevo, marzo 1945. Il capitano dell’intelligence militare tedesca Gregor Reinhardt è appena stato assegnato ai Feldjägerkorps, prestigioso corpo di polizia militare con ampi poteri. Il nuovo incarico lo allontana dalle amicizie degli ultimi due anni, tra cui altri ufficiali e dissidenti che formano una cellula di resistenza perseguitata dalle SS….