M.T.V.M.




Recensione di Valentina Cavo


Autore: Michela Monti

Editore: Triskell Edizioni

Genere: Distopico

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Melice Redding ha capito. Dopo dieci anni trascorsi in carcere per difendere Richard Bell, ha capito che non vale la pena di morire per lui, e ha scelto di combattere. I passi da compiere sono chiari: trovare Richard, preparare la propria difesa al meglio, e aspettare fino alla data del processo. Il destino della detenuta sembra roseo, eppure l’attesa si rivela più complicata del previsto. Ci sono troppi spettri del passato a intralciare il riscatto di Mel, troppa rabbia da frenare e neppure un Guardiano d’Anime a proteggerla da quella follia. Perché i desideri sono più forti delle buone intenzioni, e nessuno scorpione muta la propria natura.

 

 

Recensione

M.T.V.M., seguito di 83500, è il secondo volume che comporrà la trilogia voluta da Michela Monti.

Troviamo la protagonista, Melice detta Mel, esattamente 10 anni dopo i fatti narrati nel primo libro. Ormai è una donna forte e risoluta che cerca in tutti i modi di riabbracciare la sua bambina, ma in parte è rimasta ancora una ragazza ingenua con le sue fragilità e paure.

Una figura fondamentale per la trama è Gab che, il quale ha maturato un rapporto particolare con Mel e che, con il suo carattere lunatico, cercherà di aiutarla, in ogni frangente dalle minacce che le piombano addosso, come se non bastasse, proprio in una fase delicata come quella dei preparativi per il suo processo.

Oltre allo sviluppo emotivo della protagonista, in questo secondo capitolo viene spiegato meglio il rapporto tra Mel e suo padre che, il quale per giunta, essendo avvocato, è il suo difensore al processo.

Per gran parte del romanzo ci troviamo dentro a ReBurning Prison che, rispetto a 83500, viene descritta meglio, non solo vengono delineati meglio i luoghi dove vivono le prigioniere (celle, bagni, infermeria e mensa) ma ci si addentra anche nelle pieghe dei rapporti, non proprio ottimi, tra di esse; si entra nella mentalità di ognuna – e in un certo senso – s’inizia a comprenderne il comportamento, anche se ci vuole molto pelo sullo stomaco per condividerlo.

Si viene anche a scoprire qualcosa in più sull’infermiera Gwen: un personaggio enigmatico che nasconde molti segreti dietro al suo modo di fare scontroso e distaccato, del quale ancora si è scoperto poco, e che spero di ritrovare anche nel capitolo conclusivo della saga.

Michela Monti ha uno stile molto scorrevole, che mischia a volte abilmente vari generi, e non ci fa mancare i colpi di scena che sono presenti lungo tutta la durata della lettura. Mi avrebbe fatto piacere sapere come è il mondo fuori dal carcere in una realtà dove ci sono cyborg e una tecnologia più avanzata rispetto al nostro tempo.

Infine credo sia intrigante andare a scoprire cosa succederà a Melice dopo tutti questi anni di prigionia e sofferenza: rimarrà in carcere o dovrà fare i conti con un mondo che è andato tanto avanti?

 

 

 

Michela Monti (Scheda Autore)


Michela Monti (Ravenna 1980). Amante di ogni forma d’arte, delle risate e della pizza, scrive, legge, disegna da sempre, divora musica, cucina e mangia come buona romagnola impara sin da piccola a fare. 83500 è il suo primo romanzo pubblicato con Triskell.