María




Recensione di Sara Pisaneschi


Autore: Nadia Fusini

Casa Editrice: Einaudi

Genere: Narrativa

Pagine: 131

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

Sinossi. Sono venuta a confessare un delitto». È una creatura docile e gentile a proferire questa frase terrificante. Si chiama María, ha la fissità di una statua e negli occhi una luce ardente, la stessa dell’isola da cui proviene. L’agente di polizia che in Questura redige la confessione, pur intuendone la pericolosa ambiguità, resta ammaliato e desidera immediatamente conoscere ogni cosa di lei – forse perché, a volte, orientarsi nella vita di una donna significa per un uomo avvicinarsi con ostinazione a se stesso. Fra l’aspirazione al divino e la condanna di avere un corpo, María racconta la sua storia. E rievoca quando rinunciò a tutto per andare a vivere con quello che sarebbe diventato suo marito e insieme il suo carceriere: le loro notti di amore accanito e la vergogna del giorno dopo, la gabbia della gelosia e il miracolo della libertà che non si compie mai. Ammette di essere finita nel labirinto di una passione tanto ineluttabile quanto assassina. Adesso sta scappando, alla ricerca del suo unico figlio.

Recensione

Molte volte mi sono chiesta perché di fronte alla violenza e alle percosse del marito una donna non trovi il coraggio di ribellarsi, di opporsi, di denunciare. Il fatto è che non lo so, nessuno lo può sapere. Scattano dei meccanismi a cui nessuno può dar voce. Nadia Fusini ci ha provato e attraverso la storia di María ci fa entrare in un mondo in cui il dolore di una donna può diventare, a tratti, anche nostro.

Quando la fragilità viene scambiata per debolezza, quando la frustrazione prende il sopravvento, quando si è così giovani e inesperti da non conoscere la giusta forma dell’amore, si può arrivare a pensare che la violenza e i soprusi siano una sorta di normalità e adattarsi a tutto ciò che ne consegue.

María è così, ingenua e gentile. Si innamora di Giovanni e lo segue a migliaia di chilometri di distanza dalla sua famiglia finendo per trovarsi imprigionata nella sua stessa vita, a sognare quella libertà che non arriva mai, ad accontentarsi dei pochi momenti di feroce passione che il marito le concede. Arriva ad accettare anche il tradimento, pensando che forse se le merita tutte queste cose. In fondo non è molto bella, non è una persona speciale, forse è veramente stupida, come non manca mai di ricordarle Giovanni. Riesce addirittura a trovare un suo equilibrio tra il terrore e i pochi momenti di tranquillità che riesce a ritagliarsi. Non le interessa quasi più il suo destino.

Fino a quando si trova a combattere non più per se stessa, ma per la vita che le sta crescendo dentro, per il figlio che suo marito ad ogni costo vuole distruggere. Più non ci riesce e più diventa violento. È lì che scatta qualcosa, ed è da lì che inizia la sua storia. Una storia vera e commovente, a tratti disturbante.

Curiosa la scelta del narratore a cui viene affidato il racconto: l’agente di polizia destinato a raccogliere la confessione. Un uomo.

L’autrice è riuscita a racchiudere in poche pagine un intero mondo, un mondo che conosciamo poco, ma che purtroppo esiste.

“E poi mi chiedo: Giovanni non sarà il maligno? Altrimenti, come spiegare la sensazione che sempre mi comunica quando si avvicina, di forza repressa, pronta a scoppiare in violenza? Quella sete di usarmi a occhi chiusi, tutta, con la sicurezza istintiva di una belva? Perché non mi accarezza? Perché non mi parla? Perché per amarmi mi fa male? Perché mi vuole bene in un modo lontano e aspro, senza dolcezza? Ma intanto, mi accorgo che mi sto abituando al piacere del male, respiro il male, accetto il male nei polmoni. Il male sta diventando il mio piacere, mi sto trasformando.”

 

 

 

Nadia Fusini


Nadia Fusini è una scrittrice, critica letteraria e traduttrice italiana. Laureata in Lettere all’Università La Sapienza di Roma, ha approfondito gli studi sulla letteratura americana all’Università di Harvard; sul teatro elisabettiano e Shakespeariano ha studiato allo Shakespeare Institute di Birmingham. Nadia Fusini, dopo aver prestato la voce a Virginia Woolf ed Emily Dickinson, Mary Shelley, Katherine Mansfield e Sylvia Plath, disegna una figura di donna che resterà a lungo nella mente del lettore. Con appassionata intensità e nitido rigore, ci guida nei tormenti di una storia d’amore in cui verità e menzogna si spartiscono quel niente che il destino lascia nelle mani degli uomini. E delle donne.

 

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