Mattanza




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Giuse Alemanno

Editore: Las Vegas Edizioni

Genere: giallo

Pagine: 299

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. I cugini Santo e Massimo Sarmenta lasciano il loro nascondiglio in Val Camonica. Con una scia di morti ammazzati alle spalle e una montagna di soldi in contanti a disposizione, si apprestano a iniziare un nuovo capitolo della loro vita a Milano. Grazie al prof. Ciro Barrese, il dottor Santo Sarmenta va a prestare servizio nella clinica Santissima Maria Celeste. Massimo, detto “Mattanza” per le note caratteristiche, si organizza per ritornare a Oppido Messapico e finire quello che i due cugini sognano da anni: vendicarsi di Costantino Ròchira e di tutti quelli che hanno collaborato allo sterminio della famiglia Sarmenta. Non ci sarà pietà per nessuno di loro. Ma tutto si complica: Santo scopre che la clinica del prof. Barrese nasconde orribili traffici illeciti, che le lunghe braccia della ’ndrangheta arrivano ovunque, e che Ròchira è soltanto un burattino nelle mani di personaggi che stanno in alto, ma molto in alto… Dopo “Come belve feroci”, Giuse Alemanno conclude (o forse no) l’epopea sanguinaria e crudele di due cugini così diversi e in fondo così uguali, protagonisti di una storia che nessun lettore potrà dimenticare.

 

 

 

Recensione

Avevamo lasciato i due cugini Sarmenta alle prese con un trasloco e ora li ritroviamo pronti a insediarsi in un piccolo appartamento a Milano. Nella città meneghina Santo prende servizio come braccio destro del prof. Ciro Barrese che dirige una clinica di lusso, mentre Massimo è già pronto per organizzare l’ultima parte del suo cinico piano di “risarcimento” morale. Sistemati i soldi recuperati nella puntata scorsa, i due giovani si separano momentaneamente.

Massimo torna a Oppido Messapico per rintracciare i superstiti della strage di famiglia e Santo inizia la sua attività come medico, scoprendo però a poco a poco che Ciro Barrese non è solo l’illustre luminare stimato da tutti, ma nasconde anche lui un segreto, anzi, più di uno. E quando Barrese chiede a Santo di andare in Calabria per rimettere in sesto una clinica a cui tiene molto, accade qualcosa che cambierà la vita dei due cugini e si insinuerà nella loro sete di vendetta.

In questo nuovo capitolo della saga dei Sarmenta troviamo i giovani orfani che avevamo ben conosciuto nella puntata precedente. I loro caratteri sono rimasti immutati in apparenza e continuano a essere contraddistinti dalla violenza e dall’assoluta mancanza di scrupoli. Anche i personaggi di contorno sono per la maggior parte conosciuti, Ciro Barrese, Costantino Ròchira, Nino Inno…

A questi però si aggiungono nuovi ingressi come il Baffo, Elisa e la Simo che gestiscono una trattoria milanese al 100% o gli spietati fratelli Vrenna, e ne conosciamo meglio altri come il medico Pallavicini o Abacilio e Beatrice, l’uno amante e l’altra moglie di Barrese. In questa galleria di mostri del nostro tempo non manca davvero nessuno e tutto comunque riporta la narrazione ai due motori fondamentali dell’agire umano: sesso e potere.

E tali molle scattano insistenti nelle pagine del romanzo, trapelano ovunque dai tratti grotteschi dei personaggi, dalle loro azioni esagerate e forniscono un valido movente alla complessa costruzione della trama e al suo finale provvisorio, che lascia presagire un nuovo episodio.

Lo stile da fabula atellana, che avevamo già visto in “Come belve Feroci”, lo ritroviamo in piena forma in “Mattanza”, pronto a farci sorridere e al contempo riflettere sulle miserie umane. Il testo è scorrevole, con uno stile colloquiale che cattura il lettore con una apparente semplicità che però racchiude al suo interno continue strizzatine d’occhio alla letteratura, alla musica e al cinema e sono tali da rendere la lettura mai noiosa.

Tra la violenza e l’ironia le uniche parole d’amore vero sono destinate alla Puglia, al suo cibo, ai suoi paesaggi che odorano di casa, di famiglia, di tradizione che sa di buono. Fuori dalla finzione dell’intreccio si svela, come è giusto sia, una terra che suscita autentica passione e sentimenti onesti. Perché, dopo aver esorcizzato il Male con una risata, anche il Bene vuole la sua parte.

 

A cura di Cristina Bruno

fabulaeintreccio.blogspot.com

 

 

Giuse Alemanno


Giuse Alemanno: è nato nel 1962 a Copertino (LE) e vive tra Taranto e Manduria. Ha pubblicato diversi libri, tra cui il romanzo “Terra Nera” (Stampa Alternativa, 2005), i due romanzi su Don Fefé e Ciccillo e due testi sull’Ilva di Taranto.
Per Las Vegas edizioni ha pubblicato “Come belve feroci” e il seguito “Mattanza”.

 

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