Morte nelle Highlands




Recensione di Mirella Facchetti


Autore: Lucy Foley

Traduzione: Leonardo Taiuti

Editore: Giunti Editore

Genere: Thriller

Pagine: 372

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l’ultimo dell’anno insieme. Per Emma, l’ultima arrivata, l’unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l’occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell’esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l’ospite viene ritrovato – morto – tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l’ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l’unica single del gruppo. Chi è l’assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima? Nella migliore tradizione del giallo alla Agatha Christie, Lucy Foley sfida il lettore a scovare la verità in una fitta rete di intrighi e bugie. Una lettura compulsiva e ricca di colpi di scena.

 

 

Recensione

La Foley è stata bravissima nella costruzione del mistero, nel farci conoscere (e in alcuni casi odiare) i personaggi, mostrandoceli attraverso la loro “voce”. I capitoli, infatti, si alternano con i punti di vista dei singoli personaggi, in una girandola di angolazioni diverse, da cui poter ricostruire la storia.

Anche dal punto di vista temporale, è una continua alternanza tra fatti del presente e fatti avvenuti qualche giorno prima e questa scelta, questa non linearità nell’esporre gli eventi, aggiunge pathos e acuisce il mistero.

Capitolo dopo capitolo, conosciamo sempre più questi amici che come ogni anno si sono riuniti per festeggiare il capodanno. Scopriamo le loro fragilità, il loro passato, alcuni segreti, bontà e cattiveria che si alternano continuamente.

Ma qual è il vero legame che unisce queste persone?

Dopo tanti anni, cosa è rimasto di quell’amicizia che li univa durante gli anni del College?

In alcuni momenti questi personaggi gettano le maschere ed ecco che sembrano semplicemente un branco che finge di divertirsi, ma che si comporta, fondamentalmente, da branco, senza remore, senza censure.

Oltre al giallo, ben confezionato, la Foley ci permette di fare una riflessione sulle maschere che si indossano e che cambiano a seconda del contesto in cui le persone si trovano. Maschere che a volte lasciano intravedere il vero volto, ma che subito si ricompongono.

Nella presentazione del libro, c’è un riferimento alla grande Agatha Christie. Sicuramente l’ambientazione – la presenza di personaggi riuniti in un ambiente e che si ritrovano, contro la loro volontà, nell’impossibilità di andarsene – rimanda alla grande scrittrice di gialli, ma qui non c’è quella, oserei dire, delicatezza nella descrizione dei personaggi e nelle loro azioni che ha, da sempre, contraddistinto i libri della Christie, anzi, in alcuni casi, le scene e le scelte dei protagonisti sono piuttosto forti.

Fatta questa precisazione, però, “Morte nelle Highlands” rimane un thriller avvincente e godibilissimo, che tiene alta, fino alla fine, la curiosità del lettore. Curiosità non solo di scoprire colpevole e movente, ma addirittura la vittima.

Questa scelta dell’autrice, è stata, a mio avviso, un’idea estremamente originale: qualcuno è scomparso, qualcuno è stato ritrovato cadavere, ma chi è quel “qualcuno”?

Il lettore, si ritrova così a fare mille ipotesi, perchè credetemi in quella comitiva l’amicizia è un velo che copre segreti con radici molto profonde.

 

 

 

Lucy Foley


Lucy Foley, è laureata in Letteratura inglese alla Durham University e specializzata in Modern Fiction alla UCL. Ha lavorato a lungo come editor presso la casa editrice inglese Hodder & Stoughton. Attualmente vive a Londra. Il “libro dell’amore perduto” (Neri Pozza, 2015), i cui diritti sono già stati acquistati in tutto il mondo, è stato il suo primo romanzo.

 

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