Musica nera




(recensione di Francesca Mogavero )


 

 

Autore: Leonardo Gori
Editore: Tea
Pagine: 352
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2017

 

Si può ripetere il passato?

“Ma certo che si può!” ribatterebbe Gatsby, levando una flûte di champagne verso un cielo di cristallo e luci artificiali, fissando una Daisy sognante e un po’ sfocata.

Anche Bruno Arcieri, nel 1967, si pone lo stesso interrogativo e, d’istinto, si dà la stessa risposta. Nel multiforme tourbillon della vita, tra svolte inaspettate, cadute e repentine rinascite, esistono fil rouge (e neri, blu e iridescenti) che attraversano i nostri anni con facilità sinuosa, resistente e, se tiriamo un po’, le distanze – quanto meno in apparenza – si accorciano, trasformando l’infanzia più remota e le follie dell’adolescenza in un unico ieri dorato, semplice da afferrare e ricalcare sull’oggi: un profumo impresso nelle narici e nella mente, un grande amore (ricambiato, con un po’ di fortuna), una musica. Ed è proprio lei – una sequenza di note istericamente e magicamente sincopate – ad attirare il nostro ex colonnello in una ragnatela affascinante e complessa.

Una trama letale come un sentimento enigmatico e incostante; impenetrabile come il velo di una vedova; resistente come la rete che i pescatori gettano tra le onde, custodi di tesori, speranze e relitti; trascinante come un motivo non scritto sul pentagramma, improvvisato tra i fumi dell’alcol, folle in estasi e residui di polvere bianca.

Arcieri, giunto sulle coste della Toscana per il funerale di un conoscente di vecchia data, ritrova Tom-Pippo Squà Squà-Fabrizio Bartalesi, fenomenale trombettista negli anni Venti-Trenta, ora precipitato in disgrazia: riportarlo alla luce, alla vita e a una seconda notorietà è la decisione di un attimo, un salto indietro nel tempo, fino al jazz della giovinezza, fino a “un grande sole rosso sul mare, la sabbia calda sotto i piedi, un grammofono, il frusciare del vestito di seta di Elena Contini”.

Ma il filo che connette passato e presente è impregnato anche di brutti ricordi, di morte, di torti mai vendicati, di faccende in sospeso e di fantasmi che si arrampicano, risalgono nodo dopo nodo in cerca di verità e giustizia.

Ecco quindi che un’estate dolcemente malinconica, costellata da fatti isolati a prima vista, diviene il palcoscenico di un dramma collettivo, totalizzante, amaro profondo come un abisso: chi ha tradito la famiglia Levi nel 1944 e dove sono sepolti i corpicini di tre innocenti?
Chi è davvero Luca Bianchi, l’invisibile e iperprotetto abitante della villa affacciata sulla piazzetta?
Perché un gruppo di donne nerovestite scruta il Tirreno in silenziosa attesa?
Ma soprattutto, si può fermare la clessidra, riavvolgere il nastro e crogiolarsi in un fermo immagine incantevole e dai contorni brumosi?

Leonardo Gori costruisce un giallo dalla struttura ineccepibile, forte di un’ambientazione ben ricostruita, che sa di sale, di vinili e musica nera… proibita, un po’ maledetta e più sgargiante di quanto si pensi, se vi si presta orecchio.

 

 

L’AUTORE – Leonardo Gori vive a Firenze. È autore del ciclo dei romanzi di Bruno Arcieri: prima capitano dei Carabinieri nell’Italia degli anni Trenta, poi ufficiale dei Servizi segreti nella seconda guerra mondiale e infine inquieto senior citizen negli anni Sessanta del Novecento. Il primo romanzo della serie è Nero di maggio, ambientato a Firenze nel 1938, cui sono seguiti Il passaggio, La finale, L’angelo del fango (Premio Scerbanenco 2005), Musica nera, Lo specchio nero, Il fiore d’oro (questi ultimi due scritti con Franco Cardini), Il ritorno del colonnello Arcieri (2015) e Non è tempo di morire (2016). La serie è in corso di edizione in TEA. È anche autore di fortunati thriller storici e co-autore di importanti saggi sul fumetto e forme espressive correlate (illustrazione, cinema, disegno animato).

 

 

 

 

 

 

Leonardo Gori su THRILLERNORD

 

Se siete lettori appassionati visitate:

https://ilovewropping.wordpress.com