Naoi






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(recensione di Kate Ducci )


Autore: Bilkis Saba
Editore: Koi Press
Pagine: 108
Genere: Thriller/distopico
Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

Il romanzo è ambientato in un futuro prossimo, che incute timore non solo per la stretta vicinanza, ma anche per il minaccioso realismo che racchiude.

Per porre rimedio al grave problema della sovrappopolazione globale, i governi di tutto il mondo hanno finanziato una multinazionale farmaceutica per mettere in commercio una pillola, l’Endream, in grado di provocare una piacevole morte al termine di un’esperienza onirica straordinaria per tutti coloro considerati esuberi.
Il Programma, gestito dal governo, ha il compito di selezionare anime gemelle tramite un sistema concepito appositamente. Le persone vengono fatte incontrare dando loro il tempo di conoscersi e decidere se iniziare una vita di coppia, o se rifiutare il partner per passare a un altro candidato. Ogni persona ha a disposizione nove tentativi, al termine dei quali non può più rifiutarsi di assumere l’Endream e abbandonare la vita attraverso un piacevole sogno che renderà il tutto più facile.

Stuart, psichiatra cinquantenne che vive a Londra, è arrivato al suo ultimo tentativo di restare in vita, così come Naoi, ragazza molto più giovane, schiva e intelligente, che inspiegabilmente gli è stata assegnata nonostante la differenza di età e, almeno all’apparenza, in assenza di qualcosa che leghi e renda compatibili i due protagonisti.
Cosa ha portato all’incontro di queste due persone, spinte fin lì non più per scegliere se amare o non amare, ma se vivere o morire?

Un romanzo breve, quasi un racconto lungo, che si legge in poco tempo, ma di una profondità che colpisce e spinge a un’attenta riflessione sulla pericolosa alienazione a cui stanno andando incontro i rapporti umani.
L’Endream non esiste nella nostra epoca (non ancora, viene da riflettere con un brivido, leggendo) ma, indubbiamente, esiste la difficoltà di rapportarsi, la mancanza di tempo, gli stimoli per cercare un rapporto; il concetto di esubero, di persone che costituiscono solo un peso per una società che va di fretta e chiede di produrre e riprodursi, è già cosa nota.
Nessuno obbliga a una morte lenta, ma spesso è ciò a cui ci obblighiamo da soli, trovandoci nostro malgrado a venire esclusi da un mondo concepito per chi si è realizzato e non ha spazio e voglia di dar voce a chi è rimasto indietro, solo, incapace di trovare una collocazione.

Una storia che ricorda vagamente i romanzi di McCarthy e alcune storie di George Orwell; che racchiude sentimenti e tensione generando un senso di angoscia verso un futuro dove la libertà di scelta non è più consentita, dove l’unica decisione che ci viene lasciata è quella tra adeguarsi alle aspettative o spegnersi.

In un clima asettico, di silenzi, solitudine e incomprensioni, si fanno però largo i sentimenti, in un modo così tenero, inatteso e spoglio da commuovere e spingere a sperare che, fino a che abbiamo la forza di provare qualcosa di umano, siamo comunque vivi o, almeno, potremo dire di aver vissuto, mentre andiamo incontro a un addio definitivo che altri hanno scelto per noi.

 

Recensione a cura di Kate Ducci (Radix)

Kate Radix è autrice dei thriller “Le conseguenze” “Le apparenze” e “Le identità” e dell’antologia “La verità è una bugia”, una raccolta di quattro racconti di generi che spaziano dal thriller al fantastico.

 

 

Bilkis Saba è nata a Dhaka, capitale del Bangladesh, nel 1991. È cresciuta in Italia e, attualmente, vive a Londra. È autrice di due romanzi diventati in breve tempo best sellers su tutti gli store internazionali: “Le sfumature della luna” e “Feroci pulsioni”, entrambi pubblicati da Koi Press.

 

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