Nel fuoco si fanno gli uomini




 (Recensione di Massimo Ghigi)


Autore: Ivan Brentari

Editore: Piemme

Genere: Thriller

Pagine: 408

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Sinossi. Quando Alessandro Valtorta era Serpente, braccio armato di Gerlando Piscopo, il boss di spaccio e racket nel quartiere Corvetto di Milano, solo i più coraggiosi osavano salutarlo. Tutti in Corvetto sapevano che aveva la testa ma era capace di fare cose terribili. E tutti lo rispettavano, perché avrebbe potuto portar via il posto al capo, se solo avesse voluto. Tranne suo padre. Operaio da sempre, fedele al sindacato e al partito, si era spezzato la schiena per far studiare il figlio che lo ripagava sguazzando in quel covo di tossici. Poi era morto Giorgio, fratello di Alessandro, trovato con la siringa ancora infilata nel braccio. Per suo padre era Serpente il colpevole, e forse lui stesso lo credeva. C’era voluto l’ispettore De Pin, uno sbirro diverso dagli altri, coltissimo e lontano dai giochetti di carriera, per fargli cambiare vita. Lo aveva fatto entrare in polizia, prima alle Volanti, poi all’Antidroga.Oggi Serpente è diventato il commissario Valtorta. Ha passato dieci anni a chiudere un caso dopo l’altro e a cercare di spegnere le voci dei fantasmi del suo passato. Tutto pare diverso, ora. Ma quando viene rinvenuto il cadavere di Oksana Golubeva, una prostituta, in un appartamento pieno di cocaina e soldi, Valtorta si trova davanti le ombre che pensava di essersi lasciato alle spalle. L’indagine lo coinvolge sempre più a fondo, anche quando il questore vorrebbe che si dedicasse alla sparizione di un sindacalista che sta scaldando la città e rischia di rovinare il Salone del Mobile. Valtorta deve combattere contro ciò che è stato e ciò che è diventato. Per cercare la verità attraversa come una furia una Milano scossa da manifestazioni e insinuazioni giornalistiche. Dai bassifondi ai quartieri scintillanti. È pronto a perdere tutto, anche la parte migliore di sé.

 

Recensione

Ultimamente ho avuto la fortuna di leggere dei noir molto belli.

Questo è, in assoluto, uno dei migliori! Bellissimo davvero e letto tutto d’un fiato.

Ivan Brentari scrive un romanzo tosto e duro, con un protagonista, Alessandro ‘Serpente’ Valtorta, memorabile, e un finale semplicemente epico!

Non manca davvero niente a questo romanzo scritto in maniera esemplare: un commissario che viene da un passato di droga e che, in seguito a una tragedia familiare, passa dalla parte dei ‘giusti’, con l’aiuto di un poliziotto esperto e di una psicologa; un doppio caso da risolvere che porta le indagini a diventare una sola indagine per niente semplice da sbrogliare, e poi ancora, femme fatale, intrighi di potere, ambizione e corruzione nelle forze dell’ordine e politicanti e imprenditori contro operai e sindacati, e tanto altro.

Com’è ovvio che sia, non esistono buoni e cattivi, ogni personaggio ha un lato oscuro e il confine non è assolutamente ben definito, anche chi dovrebbe esserti amico potrebbe nascondere qualcosa, e chi dimostra ostilità potrebbe essere l’alleato decisivo.

Veramente c’è poco da enfatizzare in un romanzo del genere perché basta leggerlo e si viene rapiti dalla storia e dall’evolversi degli eventi.

Tutti i personaggi chiamati in causa sono intriganti e rimangono immediatamente nella memoria del lettore e gli intrecci delle trame e sotto trame sono coinvolgenti, fino a un finale veramente potente e catartico!

Non so, vi ho convinto?!?!

Se vi piace il genere noir, davvero, questo di Ivan Brentari è un romanzo da leggere; la mia speranza è di ritrovare presto tutti i personaggi in una nuova storia amara e disperata, fatta di lacrime e sangue, come questa.

Alla prossima!

A cura di Massimo Ghigi

https://www.facebook.com/wildmax.ghigi

 

Ivan Brentari


Ivan Brentari (Milano, 1987) è laureato in Storia. Tra i suoi romanzi ricordiamo Giuseppe Sacchi. Dalle lotte operaie allo Statuto dei Lavoratori (Unicopoli 2015), L’insolita morte di Erio Codecà (Sperling & Kupfer 2016), scritto con Aldo Giannuli, Nel fuoco si fanno gli uomini (Piemme 2018). Con Wu Ming 2 e il Collettivo MetalMente ha scritto il romanzo collettivo Meccanoscritto (Edizioni Alegre 2017), da cui, sempre insieme a Wu Ming 2, ha tratto l’omonima pièce teatrale andata in scena al Teatro Argentina di Roma.