Nel più bel sogno




Recensione di Dario Brunetti


Autore: Marco Vichi

Genere: Noir

Pagine: 608

Casa editrice: Guanda

Anno di pubblicazione: 2017

Il commissario Bordelli è sereno, vive la sua primavera interiore con più leggerezza, e vuole dare una stabilità alla sua vita amorosa, possibilmente con la giovane Eleonora , ma si trova a dover affrontare ben tre casi di omicidio. Il primo riguarda l’uccisione di Gaspare Menicacci che nel passato ha reso la vita piuttosto difficile ad una ragazza di nome Leda e che qualcuno ha provveduto a punire.

Il secondo, l’omicidio di una giovane e bella ragazza, la cameriera di casa Gualtieri, trovata morta in un bosco, e il terzo riguarda Romano Piccioli, un agente di cambio trovato morto col cranio fracassato proprio nel suo ufficio.

Nel più bel sogno è il titolo del romanzo dello scrittore Vichi ma è anche l’inizio della frase di un ritornello della canzone di Don Backy dal titolo “Canzone” del 1968.

Il romanzo si avvicina più ad un noir che ad un giallo perché Vichi ha sempre voluto mettere in evidenza le ragioni che spingono un uomo ad uccidere una persona e non colui che ha compiuto il delitto; ed è proprio il modo di comportarsi del protagonista, il commissario Bordelli, un antieroe disilluso che si porta sulle spalle il peso di una guerra da ex combattente del commilitone San Marco che l’ha visto in prima linea e che ora si gode finalmente l’antica terra del Chianti, con le sue dolci colline e quella sua casa rurale dove regnano il silenzio e la pace.

Inoltre il commissario Bordelli si trova alle prese con una generazione in piena rivoluzione e in uno stato di totale cambiamento; vede ragazzi con i capelli molto lunghi che si conciano nei modi più strani e bizzarri (la famosa “era dei cappelloni”) e ragazze che si vestono nel modo più sbarazzino e frivolo.

Giovani che entrano facilmente in rotta di collisione con i propri padri senza farsi comprendere, ma cosa li spinge a comportarsi così?

C’è una voglia di cambiare il mondo e affrontarlo con una prospettiva diversa e c’è anche una voglia di libertà che è anche uno strumento di evasione e di ribellione proprio come il ’68 si è affermato in quella che è stata una rivoluzione socio-politica e culturale.

Le atmosfere dei romanzi dello scrittore Vichi sono incantevoli e ancora una volta riesce a confermarsi tra i più grandi scrittori italiani con una lettura di notevole spessore.

Il suo grande merito è quello di far parlare i protagonisti del romanzo, di dar loro una voce e di emozionare il lettore con le loro storie, soprattutto quelle che raccontano gli amici del commissario Bordelli nella famosa cena a cui proprio lui tiene particolarmente, amici sinceri che si portano dietro un bagaglio ricco di esperienze di vita che magari hanno segnato la loro esistenza.

Il commissario Bordelli ritrova il suo amore Eleonora, la ragazza che conobbe durante quell’alluvione che mise in ginocchio la città di Firenze e gran parte dell’Italia Settentrionale e Centrale, inoltre fa divertire come sempre l’ex prostituta Rosa e ritrova infine il suo fedele cane Blisk.

Nel più bel sogno è un romanzo frutto di un ennesimo capolavoro ben riuscito di Vichi che ha quella grande capacità di raccontare la storia di questo paese attraverso un protagonista come il commissario Bordelli che il lettore difficilmente dimentica e che anzi apprezza sempre di più per il suo essere autentico e vero, un personaggio che forse tutti avremmo bisogno di incontrare nel nostro cammino!!!

Marco Vichi


Marco Vichi scrive su riviste e quotidiani ed è stato il curatore di antologie come “Città in nero” e “Delitti in provincia”. Vive nelle Colline del Chianti.

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