Nel tunnel




Recensione di Manuela Fontenova

Autore: Carl-Johan Vallgreen

Editore: Marsilio

Pagine: 378

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2016

 

 

 

 

 

 

 

 


 
Cruento.
Se dovessi definire con un aggettivo questo romanzo, userei sicuramente cruento.
Il mio approccio alla lettura non è stato tra i più facili, forse perché non sono abituata a trovarmi di fronte a descrizioni tanto forti, o forse perché l’intento dell’autore, era proprio quello di sconvolgere il lettore.
Alcune scene sono uno schiaffo in pieno viso, ci costringe a guardare quanto in basso può cadere l’animo umano.

E’ un romanzo che racconta più storie, tanto che all’inizio si ha la sensazione di leggere due libri distinti.

C’è una prima storia, dopo qualche pagina un altro personaggio ed un’ altra vicenda, e da ognuna si diramano altre piccole storie, piccoli tasselli del grande puzzle che verrà magistralmente ricomposto nel finale. Ma procediamo per gradi, conoscendo i personaggi e le loro avventure.

E’ il settembre del 2013 a Stoccolma, Jorma Hedlund, è un delinquente di lunga carriera, esperto in furti e rapine, che si appresta a preparare l’ultimo colpo prima di abbandonare per sempre il mondo della criminalità e cambiare vita.
Un assalto a un trasporto valori, proposto da Zoran, “ex collega” di scorribande, da tempo fuori dal giro.
Il colpo è facile, fin troppo pensa Jorma, fiutando odore di trappola, e difatti la rapina fallisce.
Fortunatamente lui riesce a fuggire con il solo pensiero di scoprire cosa sia andato storto e perché.

E’ il settembre del 2013 a Stoccolma anche per Danny Katz, ex analista informatico e traduttore per i servizi di sicurezza, con un lungo passato da tossicodipendente.
La dipendenza mai completamente sopita lo porta a mettersi in contatto con Ramon, suo vecchio amico e pusher, ma quando lo trova morto, con una siringa conficcata nel braccio, capisce che non può trattarsi di una semplice morte per overdose.
Ramon nell’incontro precedente gli aveva parlato di un’ingente quantità di eroina che stava smerciando con grandi profitti.
Dove aveva preso i soldi?
Dove si era procurato la droga?
Ma soprattutto dall’appartamento è scomparsa Jenny, la giovane donna, che Ramon gli aveva presentato come la sua ragazza.
E’ lei l’unica che può far luce sulla morte dell’amico e Danny deve trovarla, d’altronde sa come muoversi, sa dove cercare un tossico che si nasconde.
Inizia un viaggio tra l’aspetto più squallido e duro della prostituzione, della pornografia e dell’annientamento della persona.
Si parte dai dormitori pubblici, si cerca sulla strada, si parla con le prostitute, si chiede aiuto ad Eva Westin, ultimo elemento del terzetto di protagonisti.

E’ il settembre del 2013 a Stoccolma infine anche per Eva Westin, procuratrice all’Ufficio nazionale per i reati internazionali.
Eva è apparentemente una persona comune; divorziata, due figli piccoli, una carriera ben avviata.
In pochi sanno del suo passato da eroinomane, nessuno di come abbia sostituito la dipendenza dalla droga con la dipendenza dal sesso.
Ho parlato di terzetto perché i tre protagonisti sono tutti amici di lunga data. Danny e Jorma si erano conosciuti da ragazzi in un centro d’accoglienza.
Danny prematuramente orfano aveva intrapreso la via della violenza e della droga, Jorma con un padre assente e alcolizzato era stato portato lì dai servizi sociali, ed Eva cresciuta in una famiglia di alcolizzati e tossicodipendenti aveva trovato rifugio in quei due strampalati adolescenti ed era stata iniziata alla droga da Danny, suo primo e unico grande amore (li troviamo protagonisti del primo romanzo della serie “Il bambino ombra”). Quello che i tre amici ignorano, è che stanno seguendo tracce di una stessa pista. Le loro strade sono destinate ad incontrarsi di nuovo, passando per tutti gli ambienti di una Stoccolma irriconoscibile.
Si inizia dai piani alti, dal potere, con le indagini di Eva, per arrivare agli strati più degradati e disagiati della città. Una città fatta di droga, violenza e prostituzione, in cui si commercia molto di più della tanto ambita polverina bianca.
La merce di scambio è il corpo, il corpo è ciò che resta di persone che vivono ai margini della realtà, considerati oggetti da utilizzare per soddisfare le perversioni di chi si nasconde in una vita borghese, di chi finge di non vedere “i senzatetto, i tossici, lo spaccio di droga che si svolgeva giorno e notte perché lo squallore non aveva orari di apertura”. Ci sarebbe tanto da raccontare su questo romanzo perché dalla storia emergono delle verità che fanno male, fanno male anche al lettore che vorrebbe poter intervenire, fermare quelle barbarie, ma non dico oltre.
La rapina andata a male e la scomparsa di Ramon sono solo la punta dell’iceberg, quello che troverete andando avanti con la lettura vi sorprenderà.
Ma devo avvisarvi, non sempre sarà facile mantenere il giusto distacco, perché avrete la consapevolezza, che quello che l’autore ci racconta, è finzione solo nel suo libro ma è realtà per migliaia di persone, nella vita reale.

Il linguaggio è crudo, le scene sono raccontate con una chiarezza disarmante.
A volte ho pensato fossero troppo spinte, ma tutto è parte di un progetto di narrazione: rendere più possibile lo squallore e la devastazione di una vita ai limiti della civiltà.
Stoccolma viene descritta come una città in cui convivono tanti gruppi etnici, ma è Jorma a pensare “Difficile trovare un’altra capitale al mondo in cui le differenze sociali siano così evidenti”. Proprio in questo contesto emergono le storie di Jenny, di Mona, di Ramon, vittime, consapevoli e non, di un sistema incontrollabile e corrotto.

Vorrei spendere ancora due parole per approfondire alcuni aspetti dei protagonisti e della storia.
Abbiamo detto che sono tre amici, tutti e tre alle prese con avvenimenti apparentemente scollegati tra di loro ma che alla fine si rivelano parte della stessa vicenda. Vallgren é stato abilissimo a tessere una fittissima rete di fatti, personaggi, casi, tutti collegati tra di loro, a volte da minuzie, ma tutti indispensabili al suo piano generale.

Ho trovato davvero interessante il modo in cui è riuscito a far convergere le diverse piste.
Ogni protagonista è partito autonomamente da indizi relativi ad un fatto: Jorma da una rapina fallita, Danny dalla scomparsa di un amico ed Eva da un’indagine assegnatale per lavoro. Il fatto che tutti e tre fossero impegnati sullo stesso fronte senza saperlo, ha reso a mio avviso la narrazione ancora più intrigante.

Mi piacciono questi personaggi perché sono “umani”. Stanno dalla parte dei “cattivi” ma perché la vita non è stata clemente con loro, lottano per contrastare la cattiveria che essi stessi hanno subito. Hanno delle famiglie, hanno affetti, hanno ricordi da riscoprire.
Così Eva, che nonostante la droga è riuscita ad emergere, ma che non riesce a mantenere il suo ruolo di madre. Jorma, che in tanti anni di malavita non ha mai provato un rimorso ma che improvvisamente viene schiacciato dal peso del dolore che ha provocato.

In ultimo Danny, rimasto precocemente orfano di entrambi i genitori, che ha bisogno di conoscere da dove proviene la sua rabbia ed ha un solo modo per farlo, ossia scoprire attraverso i ricordi di chi lo ha conosciuto, chi era suo padre, un ebreo fuggito dall’Austria nazista da ragazzo, un uomo sempre sul punto di esplodere, con trascorsi poco chiari e fascicoli di un passato che forse non è ancora pronto ad accettare.

Il tunnel ricorre spesso nella storia, senza che mai ci venga spiegato a cosa si riferisca. A volte è il tunnel della droga, a volte è una semplice galleria, a volte è un passaggio di denaro. Una cosa è certa, Danny, Eva e Jorma non sono ancora usciti dal proprio tunnel personale e il finale del libro lascia molte domande in sospeso.

 

 

 

Carl-Johan Vallgreen


Carl-Johan Vallgren – è un autore svedese, nato nel 1964. Dopo aver vissuto a Madrid, Copenaghen e Berlino, vive tutt’oggi a Stoccolma con moglie e i suoi tre figli. Musicista e scrittore, è tra i più noti e apprezzati autori del suo Paese, vincitore nel 2002 del prestigioso August Prize per il suo romanzo “Storia di un amore straordinario”. Con Il bambino ombra, primo libro di una serie che ha come protagonista Danny Katz con cui esordisce nel thriller, si è prepotentemente affermato nel panorama editoriale internazionale.