Nella gabbia




Recensione di Ilaria Bagnati


Autore: Ellison Cooper

Traduttore: Stefano Massaron

Editore: Mondadori

Genere: thriller

Pagine: 356

Anno pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi. Washington, un quartiere residenziale deserto. La scena del crimine è piuttosto insolita… e macabra. Una cantina, un cucciolo di cane (vivo), una grande gabbia appesa al soffitto. E, all’interno, una giovane ragazza morta di stenti. I due poliziotti che per primi fanno il sopralluogo vengono feriti per mezzo di un fucile azionato da un filo e il caso passa subito all’agente speciale dell’FBI Sayer Altair, che, dopo la morte in servizio del fidanzato, si è buttata anima e corpo sul lavoro. La sua specializzazione è neurologia della violenza, in pratica sta cercando di dimostrare che il cervello dei più pericolosi serial killer presenta effettive deficienze neurologiche. È la persona giusta per dedicarsi al caso della ragazza nella gabbia, la cui identità viene presto svelata: si tratta della figlia di un importante senatore in corsa per le presidenziali e Sayer si trova di colpo sotto i riflettori della stampa. Mentre la pressione dei media cresce, un’altra ragazza cade vittima dell’assassino. Dai primi indizi, Sayer si rende conto che il killer è preda di una pericolosa ossessione: vuole spingere le sue vittime a un passo dalla morte per poi riportarle indietro. Più e più volte. Un esperimento terribile che sta per coinvolgere altre giovani donne e che porterà Sayer a lottare disperatamente contro il tempo e a muoversi con molta più circospezione di quanto non si sarebbe aspettata.

 

Recensione

Ho trovato il libro della Cooper, a dir poco, geniale!

Mi ha soddisfatta in tutto e per tutto e lo consiglio caldamente; gli amanti del thriller lo adoreranno!

La capacità della Cooper di creare una trama originale, intricata, ricca di dettagli, senza mai perdere il filo è fenomenale.

Il serial killer lascia le sue vittime morire di stenti in una gabbia appesa al soffitto, prima di morire fa vedere loro delle immagini mitologiche mentre diffonde nella stanza una droga allucinogena.

Il perché di questo rituale rimane per molto tempo un mistero ma si capisce che il killer vuole far vivere alla vittima il passaggio dalla vita alla morte più e più volte.

Trovo questo modus operandi davvero insolito e molto interessante, la Cooper ci sa fare!                                                                            

A capo delle indagini c’è Sayer Altair, giovane agente speciale dell’FBI specializzata in neurologia della violenza.

Prima di iniziare le indagini sul serial killer in questione Sayer stava lavorando a una ricerca volta a dimostrare la differenza tra un cervello cosiddetto sano e quello di un serial killer.

Questa ricerca la condizionerà nella sua indagine, che a sua volta si dimostrerà molto interessante per i suoi studi.

Il personaggio di Sayer l’ho trovato interessanteanche se per alcuni tratti molto simile ad altri protagonisti di libri.

Sayer è una donna giovane, bella e apparentemente forte ma che nasconde delle fragilità delle quali non parla volentieri: é imasta orfana da piccola e il suo fidanzato, anche lui agente dell’FBI, è morto in servizio.

Questi eventi l’hanno portata a chiudersi a riccio e a buttarsi a capofitto nel lavoro dimenticandosi di mangiare, di dormire e di avere una vita sociale.

Il finale è un capolavoro perché fino alle ultime pagine ci si chiede chi è davvero il serial killer e il motivo dei suoi crimini.

 

 

 

Ellison Cooper


Ellison Cooper è cresciuta vicino a Washington tra senatori e giudici della Corte Suprema, ha studiato antropologia, archeologia e neuroscienze. La storia di Nella gabbia si basa sul suo lavoro di antropologia e sulla sua esperienza come investigatrice della Omicidi per l’ufficio dei Difensori pubblici di Washington D.C.

 



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