Nella Notte




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Concita De Gregorio

Editore: Feltrinelli

Genere: Narrativa

Pagine: 236

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Nora D. studia a Pisa. Ha scelto di raccontare, nella sua tesi di dottorato, le ragioni che portarono alla mancata elezione del presidente della Repubblica nel corso di una celebre congiura politica di alcuni anni prima. Prova a ricostruire la vicenda attraverso il racconto confidenziale di alcuni protagonisti di quelle ore. Intitola il suo lavoro Nella Notte perché tutto, come spesso nei momenti cruciali della nostra storia, avvenne tra le sette di sera e le nove del mattino. Ma dove hanno luogo quegli incontri segreti? In quali palazzi, a che ora? Chi è il regista? Nora indaga. Dalle parole dei testimoni ricompone nei dettagli la congiura, si imbatte in un delitto. In virtù della qualità della sua tesi, trova un impiego di prestigio in un centro studi a Roma e arriva nella capitale, oggi. Il suo luogo di lavoro si rivela una centrale di dossieraggio, fulcro di una rete di ricatti e giochi di potere. Una “fabbrica del fango”. Decide di rinunciare all’incarico, ma incontra Alice: la sua migliore amica d’infanzia e giovinezza. Il centro studi diventa per Alice l’osservatorio ideale dove studiare il meccanismo delle tre Esse – Sesso, Soldi, Segreti – che governa l’informazione politica. Insieme le due ragazze avviano un’indagine parallela e segreta che, ripartendo dal delitto di quella notte decisiva, mette a fuoco la Guerra dei dossier: una serie di scandali sessuali che hanno coinvolto personaggi politici di primo piano e hanno cambiato il corso della storia. Muovendosi tra la cronaca politica, descritta nei suoi retroscena con profonda conoscenza delle persone e delle storie reali, e il ritratto di due giovani donne costrette ad agire in un mondo ostile – e molto maschile –, Concita De Gregorio racconta una storia di potere esemplare: la matrice del presente, la minaccia perpetua sul futuro. Un romanzo teso, elettrico, che ha il respiro del thriller e la potenza del ritratto generazionale.

 

Recensione

Nora è una ragazza giovane, attenta e l’argomento della sua tesi di dottorato è di cronaca politica. Attraverso interviste e documenti cerca di spiegare e svelare i retroscena dietro l’elezione del Presidente della Repubblica nei primi anni del 2000.

Perché il candidato ufficiale è stato cambiato nel breve corso di una notte?

Quali interessi erano in gioco?

La politica ufficiale vissuta alla luce del sole scompare dietro quella reale attuata di notte, in stanze segrete, tra pochi eletti che decidono cosa è bene e cosa è male per il loro gruppo, non certo per il Paese. Le domande che affiorano sono tante e tra queste una risulta particolarmente scomoda: ha qualche rilevanza nella storia un omicidio avvenuto in uno dei luoghi dove si decideva il futuro della nazione?

La domanda non piace al suo relatore che la invita a eliminarla dalla tesi. Il lavoro di indagine però lo colpisce e le propone un lavoro all’altezza delle sue capacità. Dovrà svolgere ricerche per un importante centro studi di Roma…

Nora si troverà di fronte uno strano ambiente dove niente è come sembra e tutto ha uno scopo, spesso non dichiarabile. Segreti, ricatti, scambi di favori, corruzione tutto si amalgama e sporca le stanze dei potenti.

Nomi e fatti non sono ovviamente reali, tuttavia quel che accade è molto simile a fatti realmente avvenuti o che potrebbero avvenire.

Leggendo questo romanzo si respira un’aria da fine dell’Impero Romano. Tutto è fermo e tutto è in movimento preludio a un tempo che ancora non si sa, presagio di un futuro di rovina. Corruzione, intrighi, guerra di tutti contro tutti per raggiungere il potere, o almeno accaparrarsene una fetta. Guerra per il controllo, non più dei media, quelli ormai sono stati assoggettati da decenni, ma della Rete. Controllare le notizie e gli utenti, questo è il grande business.

Chi riesce a governare i Big Data governa il mondo, Questo l’hanno capito non solo i giganti del Web ma anche i politici e i grandi della finanza. E così viene creato un mostruoso archivio dove sono conservati i profili di ogni abitante connesso: orientamenti politici, sessuali, gossip, amicizie… tutto serve a “conoscere” il cliente e a dirigerne le aspettative e i desideri.

E i politici?

In questo grande nuovo gioco anche i politici sono asserviti alle regole: possono solo comportarsi come viene loro richiesto altrimenti scatta la cosiddetta “macchina del fango”, già descritta con sapiente ironia in “Numero zero” di Eco.

Quelli che apparentemente sono i controllori, ministri, sindaci, presidenti, sono in realtà controllati. Ogni loro azione viene monitorata e schedata. Ogni loro scheletro gelosamente conservato negli armadi di un potere superiore. Sesso, Soldi e Segreti sono le tre chiavi che permettono di accedere al più alto livello. Chi detiene i segreti e li manipola è il vero detentore della supremazia mondiale.

Siamo di fronte a una visione della società sconsolata, a metà strada tra le teorie dell’uomo a una dimensione di Marcuse, datate ma straordinariamente attuali, e quelli di Chomsky che individua con spietata lucidità chi sono i nuovi padroni del mondo.

Un libro da leggere attentamente nella sua accalorata presentazione di una civiltà ormai vuota di valori, prossima al tracollo, che tuttavia lascia uno spiraglio per il futuro. Sono le nuove generazioni che possono e debbono intervenire per cambiare nuovamente le regole, per trasformare il Web da strumento di persuasione di massa a strumento di informazione, libero da pregiudizi e dipendenze dai poteri forti.

 

A cura di

Cristina Bruno

 http://fabulaeintreccio.blogspot.com/

 

Concita De Gregorio 


Concita De Gregorio: Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice, ha pubblicato per Feltrinelli Mi sa che fuori è primavera” (2015). Firma storica del quotidiano “La Repubblica”, si è occupata di cronaca politica per più di trent’anni. Ha diretto “l’Unità” dal 2008 al 2011. Ha ideato e condotto programmi per la radio e per la tv tra cui Fuoriroma, inchiesta in cinquanta puntate sull’Italia delle città e dei sindaci. I suoi articoli sul processo Andreotti e sul G8 di Genova sono entrati nella Storia del giornalismo italiano 1860-2001 (Meridiani Mondadori, 2009). Nel 2019 ha vinto il premio Arrigo Benedetti. Con il romanzo Nella notte (Feltrinelli, 2019) torna dopo molto tempo a raccontare la politica.

 

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