Nightflyers




Recensione di Marianna Di Felice


Autore: George R. R. Martin

Illustrazioni: David Palumbo

Editore: Mondadori

Traduzione: Giusi Valent

Genere: Fantascienza

Pagine: 168

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la Nightflyer, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla Nightflyer ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue. L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva…

 

 

Recensione

Dal fantasy delle Cronache del ghiaccio e del fuoco che appassionano tanti ragazzi e adulti, me compresa, tra libri e serie televisiva, a un racconto di fantascienza che riprende dei racconti già usciti negli anni ’80, sempre dello stesso Martin.

Uscì anche un film nel 1987 dal titolo “Misteriose forme di vita” in Italia e Nightflyers negli Usa, ma a quanto pare la drammaticità della trama si sentiva di più leggendo il libro che guardando il film. Stanno già trasmettendo il nuovo sceneggiato televisivo tratto dallo stesso racconto, sperando che possa avvicinarsi di più alla storia narrata dall’autore.

Martin è decisamente coinvolgente anche in veste horror fantascientifica, anche perché non è il primo racconto di fantascienza che scrive.  In questa storia attraverso l’uso di una presenza sconosciuta sull’astronave Nightflyer, dove si sente l’odore della morte in mezzo a circuiti super tecnologici, tiene il lettore incollato alle pagine stimolando il suo interesse.

Dall’inizio della lettura è palpabile questa presenza e non solo per Thale Lasamer, telepate di classe Uno che riesce a sentirla, ma anche per il lettore che avanza nella lettura con l’inquietudine di avere sempre degli occhi puntati addosso. Sull’astronave ci sono degli scienziati, semplici persone con i loro umori e difetti, che si accentuano nell’attesa di attraversare l’iperspazio a causa dei movimenti confinati in uno spazio ridotto.

Alla partenza erano tutti eccitati, ma col passare del tempo calpestare gli stessi ristretti metri e stare con le stesse persone non è facile! Con gli scienziati c’era il capitano, o meglioil suo ologramma e non poterlo vedere dal vivo li rendeva ancora più nervosi.

Se sulla nave spaziale si vedeva sempre e solo un’immagine sfocata di Royd Eris e nell’oscurità dei corridoi si sentiva una presenza fissa, si può ben immaginare come potevano risentirne gli stati d’animo dei passeggeri, alcuni più di altri. Sembra di vedere e parlare con un fantasma e il mistero dietro quell’immagine accelera la fantasia anche del lettore che si chiede il perché Royd non si fa vedere in carne e ossa

. Cosa c’è dietro?

Se si aggiunge il fatto che sull’astronave l’equipaggio era spiato allora si può capire come i nervi possano saltare anche al più tranquillo del gruppo!

Il telepate era inquieto, chi non lo sarebbe?

Solo che l’ansia che cresceva e non diminuiva, veniva scambiata per pazzia. Ma Thale era davvero pazzo o stava avvisando tutti di un pericolo reale? Il lettore inizia ad avvertire l’odore di paura che aleggia tra le stive. Nessuno però poteva supporre cosa fosse accaduto ai personaggi se avessero iniziato a indagare.

La curiosità può diventare pericolosa e nello spazio lo è ancora di più visto che non esistono vie di fuga! Era una missione studio importante nei confronti diuna razza aliena leggendaria, i Volcryn, dovevano incontrarli, osservarli e parlare con loro se fosse stato possibile.

Sembrava tutto semplice, ma la missione cambiò il proprio aspetto all’interno dei freddi corridoi di metallo, dove il giorno e la notte sono dei pensieri indotti perché non c’è differenza nell’iperspazio o nello spazio dove il buio è dominante. Il personaggio di Melantha, l’essere geneticamente superiore che era sempre tre passi avanti agli altri, è davvero ben costruito. Sa moltissime cose, ma alla fine riconosce che per la sua troppa sicurezza ha fatto degli errori.

Nessuno è perfetto anche se costruito ad arte!

Il capo della missione Karoly d’Branin fa rimanere un po’ delusi perché da un leader ci si aspetta più fermezza, più potere decisionale, anche se non è lui che comanda l’astronave, dovrebbe avere il polso fermo per comandare i suoi uomini. Invece la tosta del gruppo è proprio Melantha.

Ma per sapere cosa fa e come agisce dovrete leggere il libro, sappiate solo che ad un certo punto l’interno della Nightflyer si tinge di rosso.

Buona lettura!

 

A cura di

Marianna Di Felice

marisullealidellafantasia.blogspot.it

 

 

George R.R. Martin


George R.R. Martin (Bayonne, New Jersey, 1948) è l’autore delle celebri “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, vincendo numerosi premi, tra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri delle “Cronache” compreso il recente prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), e il volume Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007) e I re di sabbia (2008), il romanzo Il Pianeta dei Venti (2012, con Lisa Tuttle), i due volumi di racconti I Canti del Sogno (2015) e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards.