Ninna Nanna del lupo




(Recensione di Clementina Di Branco)


Autore: Silvana Grasso

Editore: Marsilio

Pagine: 171

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Il romanzo Ninnananna del lupo è memoria, tradizione, ricordo e poesia.

Si racconta della vita di Mosca Centonze, emigrata in America ancora ragazza, scampata alla tubercolosi e poi divenuta la moglie di un boss.

Rientrata in paese, Mosca, “la Miricana dall’aria aristocratica, la caviglia fina e scarna di petto” è oggetto di rispetto e invidia agli occhi dei compaesani, sentimenti che sfociano velocemente in malignità una volta preso atto dell’ostinata solitudine con cui la donna osteggia ogni legame con la comunità. Con tutti la Miricana continua a parlare inglese e questa lingua si traduce nelle parole della serva Clementina, ponte tra due mondi lontanissimi nello spazio e nel tempo.

Clementina e Mosca, serva e padrona, si riflettono l’una nell’altra, ognuna all’altra necessaria per potersi definire e raccontare. Sono le loro due voci a comporre questo romanzo in cui il lettore è chiamato a ricostruire una vita che viene narrata attraverso un flusso di coscienza e dove qualunque parola, odore o rumore trasporta magicamente e subitaneamente altrove.

Ma ogni magia, per compiersi, ha bisogno di una formula.

In questo caso, Silvana Grasso sceglie la propria.

Con una lingua che si inserisce solo apparentemente in una tradizione letteraria dialettale, l’autrice dà vita ad un linguaggio potentemente evocativo e profondamente poetico.

Per il lettore si tratta di una musica lontana e vagamente riconoscibile, a seconda dei casi lamento e “incantamento”, capace di stordire con la sua mescolanza di sacro e profano.

E quanto più questo codice diventa familiare, tanto più ci avviciniamo alla sua protagonista Mosca Centonze.

In questo romanzo la parola è tutto, cosi come lo sono i silenzi di Mosca che solo Clementina ci aiuta a dirimere.

Clementina, con superficiale saggezza, sa cosa vuole la sua padrona e sa cosa le fa bene o male.

Del resto Mosca, che la vita ha trasformato suo malgrado, lascia alla sua serva le sue semplici certezze.

Mosca si rivela un personaggio femminile complesso e potente.

È una donna, che privata dell’essenza stessa della femminilità, resa mula, riesce a proteggersi, a reinventarsi e a non soccombere in una società maschilista e tradizionale.

Così non era stato per Rascia l’Armena altro riflesso di una femminilità destinata a perire.

Alla fine del romanzo ci accorgiamo che vita e morte hanno fatto intorno a Mosca un grande giro per poi arrendersi alla tenacia della donna.

 

 

Silvana Grasso


Nata nel 1952, è una scrittrice, filologa, giornalista italiana. Tra alcune suoi libri: Nebbie di Ddrauàra (Einaudi 1993), Ninna Nanna del lupo (Einaudi 1995), L’albero di Giuda (Einaudi 1997) . Con il romanzo Disìo (Rizzoli 2005) ha ottenuto il premio Grinzane-Cavour nel 2006. Ha pubblicato Pazza è la luna (Einaudi 2007) e L’incantesimo della buffa (Marsilio 2011). Le sue opere sono ricche e complesse sia sul piano linguistico che nel contenuto. È stata assessore alla Cultura per il comune di Catania