Non mi dire chi sei






(recensione di Patrizia Argenziano)



Autore: Erica Arosio e Giorgio Maimone
Editore: TEA
Pagine: 352
Genere: Giallo
Anno Pubblicazione: 2016
 

 

Chi si immerge in questa lettura non può fare a meno di sentirsi a casa, avvolto in una coperta di ricordi, inebriato dal profumo di una Milano d’altri tempi, spettatore di un film in bianco e nero.
E’ un romanzo affollato, una miscellanea di personaggi tiene banco nel capoluogo lombardo degli anni sessanta e si spinge sino al ridente paesino di Vedano Olona, situato nell’omonima valle nei pressi di Varese.
Protagonisti, Greta Morandi, avvocato penalista dalla chioma rossa, e Mario Longoni, ex pugile, comunista, investigatore per caso, in arte Marlon; soggetti completamente diversi nella vita, collaudata coppia dal punto di vista lavorativo.
Intorno a loro ruotano amici, nemici e amori nuovi e di vecchia data.
Ed è proprio grazie all’invito “dell’amico” di Greta, Stefano Solbiati, a sua volta spinto dalla madre, la nobildonna milanese Virginia Valsecchi, che il caso si apre.
Un caso semplice per la coppia, la solita ragazza che lascia la provincia in cerca di lavoro e fortuna a Milano e poi scompare: è il caso Giuditta.

Ma quale Giuditta?

Giuditta di Vedano, ragazza tranquilla che ha lavorato presso la merceria della mamma Clementina apprendendo così bene il mestiere da permetterle di fare il grande salto e diventare commessa presso un negozio rinomato del capoluogo lombardo?
Oppure proprio Giuditta di Milano che, a un certo punto e senza avvisare nessuno, decide di lasciare il convitto di suore in cui vive perché, forse, le sta un po’ stretto?
La coppia Greta-Marlon si separa per le ricerche, Greta cerca la Giuditta di Milano e Marlon la Giuditta di Vedano Olona.
Greta non ha molta fortuna in merceria, in convitto ricava poche informazioni e tante sensazioni spesso contrastanti tra loro.
Sente che non tutti hanno detto la verità, in particolare Isabella, l’amica di Giuditta, e si convince che per farla sbottonare un po’ ha assolutamente bisogno del collega che con le donne ci sa fare.
Nel frattempo Marlon incontra Clementina, merciaia e fattucchiera, con lei si instaura uno strano rapporto, difficile da definire, quasi ambiguo se si pensa che è la madre della scomparsa.
Ma Marlon incontra anche altre donne e non solo, diviene infatti amico di Pierluigi, l’edicolante del paese che lo accompagna nelle sue ricerche in quanto buon conoscitore dei boschi limitrofi.
Certo è che per Marlon questa gita a Vedano non è stata una passeggiata!
Finito in valle Olona, si ricomincia a Milano insieme ma, a quanto pare, la coppia non è l’unica a cercare Giuditta, ma perché?
Perché la polizia non indaga?
E come mai dove c’è o dovrebbe esserci Marlon ci scappa sempre qualche rissa, qualche arresto o qualche morto?
Che fine ha fatto Giuditta?
Gli interrogativi sono tanti, a dar man forte ai due ci sono sempre gli amici: Alberto, il panettiere, si fa in quattro e spesso si trova a fare chiarezza nelle menti della coppia, annebbiate per motivi di cuore; il commissario Pedullà dove può mette una pezza e, da Vedano Olona, arriva persino Pierluigi con qualche nuova informazione.
Un’indagine che sembra non arrivare al dunque perché le sorprese, si sa, sono sempre dietro l’angolo e non risparmiano nessuno.


Al di là della trama, in questa storia brillano i personaggi.
Brillano tutti, nessuno escluso e ciascuno di luce propria, prendono vita, sono reali.
E come si rende simpatico Alberto, vero buontempone donnaiolo e che tenerezza ispira Marlon, sembra davvero capitino tutte a lui… viceversa, Giuditta, conosciuta attraverso il suo diario, non può certo attirare consensi se non per il suo aspetto fisico e Greta poi… tutta precisina!
Personaggi semplici ma contemporaneamente complicati, dalla doppia personalità o dalla doppia vita ma non per questo meno reali, anzi…
Peccato siano troppi, avrei voluto raccontarveli tutti, perché tutti hanno lasciato un’impronta, un’impronta che caratterizza proprio la Milano degli anni sessanta, indiscussa protagonista di questo romanzo.
E’ la Milano del boom economico, dei lavori per la costruzione della “linea rossa” della metropolitana, delle biciclette, delle case di ringhiera, delle palestre di boxe, della cedrata e del chinotto, delle moto Guzzi, dei vestitini a quadretti con la cintura a vita alta ma anche del capitalismo, della mafia e delle manifestazioni in strada.
E’ la Milano che abbiamo nel cuore, la Milano che magari non abbiamo vissuto ma che ci è stata raccontata con occhi lucidi ed euforica nostalgia.
Una piccola chicca per rendere tutto “quasi perfetto”: strofe di canzoni di allora aprono ciascun capitolo e, quando arriviamo all’ultimo, siamo pronti per guardare un altro film e ascoltare una nuova colonna sonora.
Complimenti alla coppia di autori.
 
 
GlI AUTORI – Erica Arosio e Giorgio Maimone sono al secondo libro giallo scritto a quattro mani con gli stessi protagonisti, Greta e Marlon, dopo il successo ottenuto con “Vertigine” (2013). Nel 2014 esce “L’amour gourmet”, con protagonisti cibo e amori. Erica Arosio, laureata in filosofia, è giornalista, critica letteraria e cinematografica, il suo primo romanzo è “L’uomo sbagliato” (2012); è nota anche per una biografia su Marilyn Monroe. Appassionata di gastronomia Giorgio Maimone, condivide la stessa passione per la gastronomia della Arosio; a lungo giornalista de “Il sole 24 ore”, si è occupato anche di teatro e trasmissioni radiofoniche, collaboratore di Mediaset, oggi si occupa di recensioni librarie e discografiche. Il suo primo libro è stato proprio “Vertigine”.
 
Se siete lettori appassionati visitate questo blog:

https://www.instagram.com/patrizia.arge

Acquista su Amazon.it