Nuvole di fango






(a cura di Manuela Fontenova)


 

Autore: Inge Schilperood

Editore: Fazi Editore

Traduttore: Stefano Musilli

Pagine: 188

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

“Doveva diventare migliore e lo sarebbe diventato. Una persona migliore. Una persona nuova”

Inge Schilperood ha lanciato sul mercato dell’editoria una bomba, un ordigno che nella sua esplosione libererebbe centinaia di piccole e taglienti schegge, tante quante sono le sfaccettature del tema che ha scelto per un esordio che, scusate il gioco di parole, si potrebbe definire esplosivo.

Si perché il tema chiave del suo racconto è la pedofilia: un viaggio nella mente del pedofilo. Un mostro o un uomo malato?

 

In un villaggio di pescatori (non ci sono indicazioni temporali né spaziali, ma sarebbero quasi superflue), un uomo sta lasciando il carcere: assolto per insufficienza di prove. Jonathan, poco più che trentenne può tornare alla sua vita, al suo anonimo lavoro, alla sua squallida casa, ad accudire una madre anziana e malata e a lottare con il mostro che lo divora dall’interno.

Riprendere le fila di un’esistenza tanta travagliata richiede impegno e concentrazione e Jonathan scandisce le sue giornate con schemi, tabelle e grafici, tra il lavoro e la pesca, sua grande passione. Deve diventare un uomo migliore, deve sconfiggere il mostro che si agita nella sua testa e che scalpita nel corpo. Ma quando l’oggetto della sua vera passione si palesa nella piccola vicina di casa Elke, il suo mondo rallenta e tutti i progressi fatti giornalmente sembrano essere travolti da emozioni sempre più difficili da contenere.

Jonathan ama la natura, è come la “tinca”, un pesce che cerca di salvare dal caldo afoso mettendolo al riparo nel suo acquario. La tinca se ne sta per conto suo, è schiva e cerca sollievo nascondendosi nel fango. Deve salvare quel pesce, perché mai come prima d’ora ha trovato un essere vivente così simile a lui: anche Jonathan mantiene un profilo basso e vorrebbe avere la sua pozza di fango in cui starsene al sicuro dalle tentazioni della carne.

Una Nuvola di fango come metafora di una lotta per la sopravvivenza.

 

Ma questa bomba implode nell’animo del protagonista, un uomo malato che cerca con tutte le forze di domare la sua perversione, di convincersi di essere un brava persona. E fondamentalmente lo è. Gli esercizi giornalieri iniziati con lo psicologo del carcere, i ritmi scanditi e la sua apprensione nei confronti degli altri smentiscono le accuse infamanti che lo hanno marchiato a fuoco.

Seguire i pensieri devianti di una mente così complessa e allo stesso tempo elementare è un’esperienza che mette a dura prova il lettore. L’autrice, che è una psicologa forense, è riuscita a trasformare in un romanzo un caso clinico, e nel farlo ha usato una narrazione sottile ma allo stesso tempo prepotente. Un tono sommesso, quasi monotono nella descrizione della routine quotidiana, del lavoro e della casa che contrasta fortemente con la potenza dei pensieri che Jonathan cerca di sopprimere e che ogni tanto si affacciano prepotentemente tra le righe. Sembra quasi di leggere un saggio medico e poi accorgersi di avere tra le mani un romanzo.

 

Stentiamo a credere che Jonathan possa davvero essere capace di quei pensieri, perché quello che impariamo a conoscere è un ragazzo mite ed educato, incline alla solitudine e con un carico sul cuore e sulla coscienza che non gli permette di essere se stesso.

Ad un certo punto della lettura sono stata costretta ad ammettere di provare simpatia, quasi affetto, per il protagonista. Inge Schilperood ha fatto sì che io stessa dimenticassi chi fosse il cattivo; ai miei occhi Jonathan era solo un uomo malato in perenne lotta con la sua natura perversa, sbagliata.

 

Questo romanzo è uno schiaffo in pieno viso perché ci costringe a guardare l’altra faccia della medaglia, mette in discussione i nostri principi morali e insinua nelle nostre coscienze un dubbio, suscita compassione, quasi pena nei confronti del “PEDOFILO”.

Le sensazioni che ne scaturiscono sono tante e contrastanti, così come forti sono i contrasti che caratterizzano tutta la narrazione e addirittura, con un po’ di frivolezza, la copertina… Cosa potremmo mai aspettarci da un libro che ha un innocuo pesce in copertina??

È una storia potente, e se non siete pronti a calarvi nei panni del colpevole, non leggetelo, ma se volete comprendere senza pregiudizi allora non c’è lettura più adatta.

 

 

 

L’AUTRICE: Inge Schilperood è nata nel 1973, è una psicologa forense. Ha scritto su «NRC Handelsblad», «Psychologie Magazine» e «Crossing Border Magazine». Nuvole di fango è il suo primo romanzo. Nel 2015, anno dell’uscita, ha vinto il Bronze Book Owl come miglior debutto dell’anno ed è stato finalista a tutti i premi letterari olandesi più importanti. È in via di pubblicazione in una decina di paesi e ne sono già stati acquisiti i diritti cinematografici.