Occhio per occhio




(recensione di Silvia Zucchelli)


 

 

Autore: Massimo Galluppi
Editore: Marsilio
Pagine: 414
Genere: Thriller
Anno Pubblicazione: 2016
 

 

Un giallo di classe.

Così mi sento di definirlo. E non nascondo che mi ha sorpresa, che ero scettica prima di iniziarne la lettura.
Mi sono chiesta come un giallo con location partenopea possa esser finito tra gli ultraletti nordici di Marsilio Editore.
E che dire delle primissime righe?
C’è chi cita altri autori.
Qui addirittura c’è un versetto biblico:

“Il tuo occhio non avrà compassione: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente…”
Deuteronomio 19,21

Oltre ad essere ripreso nel titolo del libro, mi ha trasmesso immediatamente inquietudine ancor prima di immergermi nel romanzo.

A Napoli si sta svolgendo il Forum del Mediterraneo, un summit dei rappresentanti dei paesi che vi si affacciano.
Fra i giornalisti italiani che sono sul posto c’è Giorgio Cobau, specializzato nelle vicende della zona dei Balcani, che ha da poco pubblicato un libro su queste questioni.
Cobau è talmente preciso ed abitudinario che è la moglie, da Torino, a dare l’allarme per la sua scomparsa dopo solo poche ore da una sua mancata telefonata quotidiana.
Le indagini sulla scomparsa si trasformano ben presto in indagini sul suo omicidio.
Viene infatti ritrovato cadavere nel rifugio di un senzatetto in un parco.
Con due buchi in fronte. Non sembra essere un semplice furto, ci deve essere un movente.
Ma quale?
Ce ne sono tanti, troppi. Tutti allo stesso tempo validi, ma poco forti.
Si passa dalla scomodità delle opinioni di Cobau su serbi e croati, da tangenti locali alla mafia serba, fino ad arrivare al calcio scommesse.
Finisce in galera un ex calciatore del Napoli, testa calda, donnaiolo, carattere irruento, che viene poi rilasciato.
Forse, finalmente, le indagini hanno trovato la pista giusta: un triplice omicidio di quasi vent’anni prima, in cui i serbi uccidono due giovani croati e Nick, fotografo dilettante americano.
La foto di Nick era comparsa tra gli effetti personali di Cobau fin da subito, ma sembrava non portare a nulla.
Si viene a sapere che il giornalista era ossessionato e si sentiva in colpa per la morte di questo Nick.
Ma perché?
E chi è il “fantasma con gli occhiali a specchio” da cui Giorgio è terrorizzato?
Nella vicenda vengono coinvolti molti personaggi, politici, giornalisti di carta stampata e televisione, imprenditori, ma la storia non ne risulta appesantita.
Se si esclude la fine, non ci sono colpi di scena che avrebbero reso il romanzo più vivo e travolgente; ma nonostante questo, mi ha coinvolta e tenuta incollata alle pagine.
Mi sembrava di rivivere le tante vicende di cronaca nera che ci vengono raccontate al telegiornale, ma dall’altra parte.

Ha delineato benissimo la fatica nel procedere con le indagini.
A rilento. Due millimetri in avanti e uno all’indietro. E, in contemporanea, molti altri piccoli fatterelli della quotidianità napoletana fanno da contorno.
Confesso che ho preso in mano questo libro ed iniziato a leggerlo senza sapere nulla dell’autore.
Solo a metà lettura sono andata a cercare chi è Massimo Galluppi.
Eh sì, ho capito perché la parte politico-storica viene trattata con così tanta competenza e dimestichezza.
Ho amato molto il suo stile.

Mi piacciono parecchio i libri scritti in questo modo, dove cioè si indica giorno e ora di ciò che sta accadendo.
Devo anche dedicare alcune righe a Raul Marcobi, che indaga sull’omicidio di Cobau.
E’ perfetto e prontissimo per finire sul grande e/o piccolo schermo. Belloccio (almeno a me ha dato questa impressione), suona il sassofono, gioca a tennis, amante del buon cibo e circondato da belle donne (Perla, in particolare, che fa ritorno dal suo passato).
La mia speranza è che il libro non venga strapazzato in una fiction di basso livello!

Di certo avrebbe una gran bella colonna sonora jazz, con incluso “Les Feuilles Mortes” che ho cercato ed ascoltato a fine lettura:

Les feuilles mortes

Oh ! je voudrais tant que tu te souviennes
Des jours heureux où nous étions amis.
En ce temps-là la vie était plus belle,
Et le soleil plus brûlant qu’aujourd’hui.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle.
Tu vois, je n’ai pas oublié…
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi
Et le vent du nord les emporte
Dans la nuit froide de l’oubli.
Tu vois, je n’ai pas oublié
La chanson que tu me chantais.

C’est une chanson qui nous ressemble.
Toi, tu m’aimais et je t’aimais
Et nous vivions tous les deux ensemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Mais la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit
Et la mer efface sur le sable
les pas des amants désunis.

L’AUTORE – Massimo Galluppi vive a Napoli. È stato professore di Storia delle relazioni internazionali e di Storia politica e diplomatica dell’Asia Orientale presso la facoltà di Scienze Politica dell’Università “L’Orientale”. Marsilio ha publbicato nel 2014 il suo primo romanzo: Il cerchio dell’odio.

 

Intervista a Massimo Galluppi