Ogni piccola bugia






(Recensione di Sabrina De Bastiani)


 

Autore: Alice Feeney
Traduttore: P. Spinato
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2017
Pagine: 324 p., Rilegato

 

 

 

Al luna park, da bambina, la maggiore attrattiva per me era il labirinto degli specchi.

Avevo timore di entrare, di muovermi nel buio, sussultavo con il cuore in gola per gli “effetti speciali” e le distorsioni delle immagini su quelle superfici riflettenti in cui mi guardavo tenendo gli occhi socchiusi.

Avevo il cuore letteralmente in gola mentre attraversavo quei corridoi stretti e non sapevo cosa mi si sarebbe parato davanti, svoltato l’angolo.

Eppure, era proprio questo brivido che ricercavo, stava in quello il divertimento e la soddisfazione di buttarmi al sicuro tra le braccia dei miei genitori all’uscita.

Ero una bimba appunto.

Ma, da un certo punto di vista, anche oggi che non lo sono più, non è cambiato molto.

In quanto, quello che mi aspetto, leggendo un thriller psicologico, è che mi faccia provare le medesime sensazioni. In una parola che mi disorienti.

Ogni piccola bugia di Alice Fenney è il mio labirinto degli specchi.

Avanzo nella lettura delle pagine come avanzavo nei corridoi bui al Luna Park.
Cuore in gola e fiato sospeso, immagini distorte, tutto appare lineare, per poi essere smontato pezzo a pezzo nel capitolo successivo.

Il punto di vista è sempre unico ed è quello della protagonista Amber, ma si articola su più piani.
Quello manifesto è il piano temporale.

Nel suo oggi Amber si trova in ospedale, in coma, a seguito di un incidente automobilistico. Immobilizzata a letto, inabile a comunicare col mondo esterno ma senziente di ciò che le accade attorno, articola i suoi pensieri in un prima, nel quale rivive gli eventi della settimana precedente all’incidente, e in un molto prima, nel quale rivive particolari eventi di quando era bambina, attraverso il ricordo delle pagine del diario che scriveva.

Questi tre piani temporali (oggi, una settimana fa, parecchi anni fa) viaggiano paralleli, ma si intersecano, prendendo per mano il lettore e guidandolo a capire il motivo per cui Amber si trova in quel letto di ospedale. Dal momento che la protagonista ha ricordi confusi e la sua memoria torna poco a poco, il lettore scopre con lei gli eventi passo passo.
Ma.
Cosa è vero e cosa non lo è?

La persona dell’oggi, della settimana prima, di anni fa… è poi realmente la stessa persona?

È una la voce narrante?

È veramente Amber?

Alice Fenney ha steso un romanzo che mi sento di definire un piccolo capolavoro nel suo genere. Si è mostrata abilissima nel tessere una tela stupefacente ma perfettamente congrua, risolta. Dove tutto ciò che deve tornare torna. Dove l’unico effetto speciale è la mente.

Che poi, è anche quello più potente.

Un libro che non lasci e non ti lascia. E che prende il massimo dei voti perché si chiude in un finale da bocca aperta.

Sbalorditivo anche per un lettore smagato e avvezzo ad addentrarsi nel genere.

 

 

 

Alice Feeney è scrittrice e giornalista e da 16 anni lavora per la BBC, dove è responsabile del settore Art & Entertainment. Nel 2016 si è diplomata presso la Faber Academy, la scuola di scrittura creativa nelle cui aule sono stati ideati alcuni dei bestseller più amati degli ultimi anni.
Ogni piccola bugia è il suo romanzo d’esordio e nel corso del 2017 sarà tradotto in tutto il mondo.