Oltre l’inverno






Recensione di Simona Vallasciani


Autore: Isabel Allende

Editore: Feltrinelli

Traduttore: Elena Liverani

Pagine: 297

Genere: Thriller

Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

 

Quando ci si trova di fronte ad un’opera di Isabel Allende sono tante le emozioni che ci si aspetta di provare.

La giornalista e scrittrice cilena più conosciuta al mondo ha infatti pubblicato un’enorme serie di romanzi di successo basati sulla sua storia personale e su quella di altre donne che come lei hanno vissuto i drammi della guerra, dei colpi di stato, delle persecuzioni e dell’esilio.

Anche in “Oltre l’inverno”, l’ultima sua opera pubblicata quest’anno per Feltrinelli, ci troviamo di fronte ad argomenti che scavano nella profondità dei personaggi e che colpiscono i lettori.

Si presenta inizialmente come un thriller: al centro della vicenda infatti c’è il ritrovamento di un cadavere di una giovane donna all’interno del bagagliaio di un’ auto, ma alla fine appare difficile vincolarlo ad un solo genere.

È sia un giallo che un romanzo storico, sia una fiction che un romanzo di narrativa rosa, e riesce ad essere tutte queste cose insieme soprattutto grazie all’intreccio creato dai tre personaggi principali e le loro incredibili storie.

Robert, professore universitario, vedovo e distrutto da un passato troppo doloroso, Lucìa, emigrata cilena dal forte carattere costretta molto tempo prima a lasciare il suo paese, che ha passato la sua vita a scrivere saggi sulle persone scomparse durante i conflitti politici, tra i quali anche suo fratello; ed Evelyn, giovane guatemalteca cresciuta con la nonna, la cui vita è stata completamente distrutta quando il fratello maggiore si è unito ad uno dei più spietati gruppi di malavita del paese, decisione che ha portato a terribili conseguenze per tutta la famiglia.

I tre, dopo aver affrontato mille tragedie diverse, si ritrovano casualmente a New York dove, in seguito ad un piccolo tamponamento causato da uno degli inverni più freddi del secolo, si uniranno gli uni agli altri in un legame che li porterà a partire insieme per una avventura all’insegna del pericolo.

Isabel Allende ancora una volta dà prova di un talento impareggiabile; nessuno come lei è capace di strutturare i personaggi in modo così profondo da fargli prendere vita e farli entrare inevitabilmente nella mente e nell’anima dei lettori.

Tantissimi gli argomenti trattati, la maggior parte dei quali molto forti, come la straziante traversata per raggiungere la salvezza compiuta da Evelyn insieme agli altri migranti come lei, la lotta per conoscere la verità di Lucìa, i sensi di colpa di Robert ma anche il traffico di vite umane e la violenza coniugale di cui si parla attraverso i personaggi minori.

Un romanzo estremamente ricco, che potrebbe sembrare quasi eccessivo ma che funziona egregiamente grazie soprattutto alle indubbie capacità della scrittrice che, a questo punto, conferma nuovamente di non volersi fermare di fronte a niente.

 

 

Isabel Allende è una scrittrice e giornalista cilena. Dopo aver terminato gli studi a Santiago del Cile, lavora dapprima per la FAO, quindi si dedica a un giornalismo impegnato, scrivendo anche per il cinema e la televisione. Nipote di Salvador Allende, vive in esilio dal 1973, anno del golpe organizzato dal generale Augusto Pinochet Ugarte, al 1988, anno della caduta di Pinochet. In esilio scrive il suo primo romanzo “La casa degli spiriti”. In Italia è pubblicata da Feltrinelli.

A cura di Simona Vallasciani

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