Omicidi senza traccia






(Recensione di Francesca Giovannetti)

Autore : Spencer Kope
Editore : Newton Compton Editore
Traduttore : Alessandra Di Dio
Pagine : 217
Genere : Thriller
Anno di pubblicazione : 2017

 

 

Magnus “Steps” Craig è un esperto dell’FBI, specializzato nella ricerca di serial killer e di persone scomparse. I giornali lo hanno soprannominato il “Segugio umano” per la sua capacità di seguire tracce invisibili a chiunque altro. Ma questa sua abilità nasconde un segreto, un dono speciale di cui sono a conoscenza solo poche persone: suo padre, il direttore dell’FBI e Jimmy Donovan, suo collega. Quando viene ritrovato il cadavere di una donna, Steps riesce incredibilmente a ricollegare l’omicidio a un altro caso e scopre la “firma” che lega i due delitti: l’emoticon di una faccina triste. E appena una nuova vittima viene rapita, Magnus si lancia subito all’inseguimento del misterioso assassino…

 

Scegliere come protagonista di un thriller un agente con poteri “speciali” è senz’altro il tocco di originalità di questo libro. La tematica del paranormale può essere più o meno apprezzata, dunque è una delle chiavi che possono avvicinare o allontanare da questo scritto. Ogni persona lascia dietro di sé una traccia luminosa, la lucentezza, che l’agente Magnus Craig riesce a vedere, guardando oltre la realtà. Ognuna ha un colore diverso e grazie a ciò Magnus riesce a seguire le tracce di killer e vittime. Il protagonista è un uomo “normale” che in ogni momento della sua vita deve fare i conti con il soprannaturale, condividendo il suo segreto con pochi, nascondendolo ai più. Vive ogni istante con la consapevolezza di non poter mai abbassare la guardia, con una soglia di attenzione alta, impegnato sempre ad andare avanti nelle indagini senza far scoprire il suo segreto. Gli copre le spalle l’amico e compagno di squadra James Donovan, che riesce abilmente a filtrare le informazioni di Craig senza destare alcun sospetto. L’equilibrio è perfetto, nonostante lo sconforto e i momenti di debolezza dell’agente sensitivo, che non sempre riesce a considerare un dono la sua capacità.

Il ritmo è scandito dalla caccia al serial killer soprannominato “Sorriso Triste”, che fa muovere i protagonisti attraverso vari paesaggi americani, dai boschi al deserto. Le descrizioni sono particolareggiate senza mai risultare eccessive. La tensione narrativa è costante, ad eccezione dell’accelerazione ben studiata nel finale. La crudeltà del serial killer è bilanciata dalla grande umanità dei protagonisti, che vivono le angosce delle vittime e dei loro familiari con grande empatia. La compassione che hanno le forze dell’ordine è un fulcro importante della costruzione del libro.

Leggendo questo thriller affiorano domande ed emozioni che non sempre si accostano al genere, e questo lo rende davvero singolare.

Ognuno di noi è unico e lascia in questo mondo un’impronta che si dissolve lentamente con la morte…ma per andare dove? Cosa c’è dopo? Nemmeno il nostro protagonista lo ha visto. Ma quando per la prima volta gli appaiono le lucentezze di chi non c’è più in un luogo dove non possono averle lasciate quando erano in vita, la domanda si affaccia, prepotente.

Consiglio questo libro a tutti coloro che amano il thriller poiché ha tutti gli ingredienti necessari: la caccia all’uomo, la suspense, il dipanarsi delle indagini. Possiede anche la componente paranormale, perfettamente inserita e descritta, che lo rende un libro veramente speciale.

Spencer Kope ha cominciato la sua carriera nella Marina Americana, come linguista russo, nei primi anni Ottanta, quando la guerra fredda era ancora in corso. Lascia la carriera nell’Intelligence nel 1999 e dal 2004 diventa consulente di polizia e FBI. Attualmente collabora con  l’ufficio dello sceriffo di Whatcom County, assegnato alla  Detectives Division, ed è particolarmente abile nell’individuazione di eventuali sospetti. Nel suo tempo libero ha sviluppato un processo analitico per identificare  marca, modello e anno di immatricolazione dei  veicoli attraverso le foto scattate da sistemi di sorveglianza. È uno strumento che ha usato ripetutamente per risolvere i crimini. Uno dei suoi passatempi preferiti è perdersi in una libreria. Vive nello Stato di Washington.  Omicidi senza traccia (Collecting the dead) è il suo primo romanzo.