Omicidio a regola d’arte




Le indagini del commissario Chiusano

Recensione di Cristina Bruno


Autore: Letizia Triches

Editore: Newton Compton

Genere: giallo

Pagine: 256

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Nulla accomuna Chantal Chiusano, commissario appassionata e tenace, e Sara Steno, se non il fatto di avere sposato due pittori, entrambi morti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro: Giovanni Aiello, artista di grande talento ma di scarsa fortuna, e il famoso Michele Mosti, ucciso insieme alla sua giovane amante secondo un rituale raccapricciante, di brutalità inaudita. I loro corpi sono stati ritrovati nudi, con il cranio fracassato da un oggetto pesante e con un sacchetto sul volto, sfigurato da ustioni. Il commissario Chantal Chiusano è chiamata a occuparsi dell’omicidio di Mosti, e le sue indagini iniziano proprio dalla vedova. Sara Steno è una psichiatra e si dimostra subito collaborativa, fornendo informazioni sul lavoro del marito. Più Chantal indaga sulla vita segreta del famoso pittore e più si rende conto che ci sono altri crimini, rimasti a lungo senza colpevole, che potrebbero essere finalmente risolti. Critici potenti, fragili antiquari, mercanti senza scrupoli, filosofi e giovani di belle speranze si aggirano sullo sfondo di una Napoli inquieta, dove nulla è come appare.

 

Recensione

Nella Napoli di Maradona si verifica un atroce fatto di cronaca: il noto pittore Michele Mosti viene ritrovato morto assieme alla sua amante. Delle indagini si occupa il commissario Chantal Chiusano, ugualmente toccata da vicino da un lutto: il marito, anche lui pittore, si è da poco suicidato.

Si tratta di una fatale casualità o tra le due morti c’è un oscuro legame?

Che rapporto c’era tra il marito Giovanni, pittore di paesaggi e soggetti sacri in stile partenopeo, e Michele artista forse sovrastimato e dalla pennellata inquieta e a volte inquietante?

Chantal deve muoversi con attenzione e indagare nel complesso mondo dell’arte napoletana tra galleristi, antiquari, artisti di poco o tanto talento. Le indagini la porteranno a scoprire i lati nascosti e le mille fragilità dell’animo umano. La soluzione del caso non sarà facile per Chantal non solo perché la coinvolge personalmente ma anche perché deve affrontare un mondo che conosceva solo in parte e che si rivela molto più intricato e sporco di quel che pensava.

Il giallo inizia in modo insolito e cattura subito l’attenzione del lettore. A introdurre la vicenda è infatti una delle vittime, sospesa nel Limbo. Non sa chi è, sa solo di essere morto e assiste ai funerali dei due pittori sperando di capire se la sua anima appartiene a uno di loro e spera che l’ispettore Chiusano possa far luce sull’accaduto e dare anche a lui pace.

La narrazione procede nella prima metà del libro a capitoli dove si alternano le due voci di Sara Steno, moglie di Michele, e di Chantal, moglie di Giovanni. Ciascuna rievoca la propria storia, il primo incontro con il futuro marito, l’evoluzione del loro rapporto. Le due coppie si pongono sin dall’inizio nel loro complesso e nelle loro singole componenti come diametralmente opposte, l’una è il doppio letterario dell’altra.

Michele introverso, violento, talvolta diabolico da un lato e Giovanni mite e tranquillo dall’altro. Entrambi però hanno un qualcosa che li accomuna: una passione assoluta per la pittura che ognuno vive a proprio modo, il colore verde e una fragilità interiore che li divora. Per l’uno l’arte sfocia in figure senza volto e strappi nella tela mentre per l’altro in marine e soggetti sacri. Anche le due donne vivono ai poli opposti.

Pur esercitando nel lavoro la stessa razionalità, l’una trovando soluzione ai reati e l’altra indagando nella mente come psichiatra, nel campo affettivo hanno esigenze e comportamenti totalmente diversi. E le due coppie nel complesso dimostrano dinamiche molto distanti tra loro. Chantal e Giovanni vivono nel rispetto e nell’armonia mentre Sara e Michele hanno un rapporto burrascoso e giunto ormai al limite.

L’aspetto accattivante del libro risiede proprio nel processo continuo di scavo nel profondo dell’animo umano, nella ricerca del lato in ombra e di quello in luce in ciascuno di noi, perché nulla è mai scontato e a volte il giudizio merita di essere sospeso.

Un testo scorrevole, personaggi solidi, ambientazione precisa e una trama che cattura il lettore sfidandolo a trovare la soluzione assieme a Chantal.

 

A cura di Cristina Bruno

http://fabulaeintreccio.blogspot.com/

 


 

Letizia Triches


è nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte VecchioQuel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri; Delitto a Villa Fedora Omicidio a regola d’arte, incentrati sulle indagini del commissario Chantal Chiusano.

 

 

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