Osservatore oscuro




(Recensione di Sabrina De Bastiani)


Autore: Barbara Baraldi

Editore: Giunti

Pagine: 528

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

Sinossi. ”L’osservatore oscuro” è l’alter ego negativo che ci portiamo dentro, quello che ci dice che non ce la faremo, quello che alimenta le nostre paranoie, gli incubi peggiori…
Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un’antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem.
Sospettata di essere coinvolta nell’omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l’uno presso la polizia postale e l’altra con l’accorpamento dei forestali con i carabinieri.
Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell’assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia.
Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali.

 

 

 

La mente era come un foglio bianco. Vuota.

In compenso i sensi erano in allarme.

A mozzarle il respiro era lo stato emotivo più puro, primordiale e feroce.

Paura.

E conosceva un unico modo per fronteggiarla. Buttarsi tra le sue braccia.

 

RECENSIONE. Si parla molto di Barbara Baraldi, si dice un gran bene di questa autrice, la si paragona alla prima Patricia Cornwell per impatto dirompente, capacità di scrittura e potenza della storia.

Tutto questo e niente di tutto questo. Perché Barbara Baraldi è Barbara Baraldi. Unica in quello che scrive, nel modo in cui lo scrive. Ha una sua cifra specifica, una firma peculiare, come nella tradizione dei più temibili serial killer, solo inteso qui nell’accezione positiva di imparagonabile.

E, se l’autrice fa una corsa, la fa solo su se stessa, riuscendo nell’impresa di superarsi, di migliorare ciò che difficilmente era migliorabile, ossia uno dei più bei thriller del 2017: mi riferisco al notevole “Aurora nel buio”, il precedente e primo romanzo con protagonista la profiler Aurora Scalviati.

Infatti con questa seconda avventura di Aurora, “Osservatore oscuro”, Barbara Baraldi alza il tiro e raggiunge l’eccellenza, sotto ogni punto di vista.

 

Immaginiamo per un attimo di approcciare questo libro da profiler, tracciandone il profilo, appunto…

Stile: scrittura fluida e multilivello, come un coro di voci differenti ma perfettamente accordate, tesa, serrata nell’azione, poeticamente umana nei risvolti personali ed individuali

Conosceva quel bosco come il suo libro preferito, quello che si rilegge decine di volte, sottolineato nei passaggi che più ti assomigliano e tenuto sempre sul comodino come una presenza rassicurante, capace di rendere la notte meno solitaria.

Trama: un bunker. Inattaccabile, originale e sorprendente ad ogni pagina. Colpi di scena che spezzano il respiro e mai il ritmo, altissimo, magnetico.

“Non chiederti mai se sei paranoico, ma se lo sei abbastanza.”

Personaggi: ben approfonditi e ancora meglio resi al lettore. Pienamente ed umanamente dimensionati. Credibili, veri, nelle motivazioni e nelle azioni, nella difficoltà del sentire e dei sentimenti. Bruno, Silvia, Tom … se nel primo romanzo si erano “annusati” tra loro, in questo secondo provano il “riconoscersi”, l’appartenenza. Superando dubbi e diffidenze, si uniscono i puntini che saldano un legame che sappiamo ormai sarà inossidabile.

 

Aurora: Aurora è un capitolo a sé.

Perché lei non ragionava come le altre persone. Il suo pensiero la portava lontano, dove era facile perdersi. Ma a volte era solo guardando lontano che riusciva ad avvicinarsi alla verità.

Aurora è l’intelligenza (nel senso di conoscenza) del male e la coscienza del bene, vive di antitesi, se è vero che demolisce se stessa come fa con gli indizi, è altrettanto vero che lo fa solo per ricostruirsi, per venire a capo dei suoi demoni, che non esita a guardare dritto e fisso negli occhi

Era come un mostro partorito dalla stessa oscurità da cui lei aveva cercato di fuggire per tutta la vita. Eppure era l’unica creatura al mondo che sembrava comprenderla nel modo più puro.

Perché ciò che è importante non è sconfiggerli, ma arrivare alla verità, affrontandoli.

In “Osservatore oscuro”, Barbara Baraldi sembra adoperare una penna con inchiostro invisibile per accompagnare la “crescita” di Aurora, il suo percorso, tanto lo fa con naturalezza, senza forzature, così da dare la sensazione che la sua protagonista si muova con le proprie gambe.

Per questo, anche, Aurora Scalviati cattura, tiene con il fiato sospeso: perché l’Autrice è stata talmente brava da riuscire ad infondere un’idea di “vita propria” al suo personaggio, di autodeterminazione.

Leggere questo thriller, infatti, è trovarsi in una sorta di montagna russa emozionale in presa diretta. Sulla pelle, Aurora, ci fa provare la paura, la forza, la fragilità, l’amore, l’amicizia.

“Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare” sentenziò. “Lo diceva Ippocrate. Non credi che sia una delle chiavi per decifrare la natura umana? Ognuno di noi sceglie per che cosa vivere e per cosa morire. Tu per cosa vuoi vivere, Aurora? E per cosa saresti disposta a morire?”

La sensazione è che Aurora, in “Osservatore oscuro” trovi la risposta, alla seconda domanda. Sarà bellissimo scoprire, attraverso i suoi prossimi passi la risposta alla prima…

 

 

SCHEDA AUTORE 

Barbara Baraldi, originaria della Bassa Emiliana, è autrice di thriller, romanzi per ragazzi e sceneggiature di fumetti, tra cui la serie «Dylan Dog». Il suo esordio nella letteratura poliziesca avviene sulle pagine de «Il Giallo Mondadori» con La bambola di cristallo.