Ossessione




Recensione di Fiorella Carta


Autore: Stephen King

Traduttore: Tullio Dobner

Genere: Horror

Pagine: 233

Editore: Bompiani

Anno: 1990

 

 

 

 

 

Sinossi. Charlie Decker, un liceale all’ultimo anno, un giorno impugna una pistola e spara a due insegnanti. Da questo momento prende la classe in ostaggio, ed inizia la discussione con la polizia. Dà il via ad una sorta di terapia di gruppo, costringendo i compagni a rivelare imbarazzanti segreti riguardo al loro privato e a scusarsi con i compagni che odiano. Un consistente blocco del libro consiste di flashback sull’infanzia e sull’adolescenza di Charlie.

 

Recensione

Quando hai 5 anni e ti fai male, lo fai sapere a tutto il mondo. A dieci ti limiti a piagnucolare. Ora che arrivi a 15 hai già cominciato a mangiare le mele avvelenate che crescono sul tuo interiore albero del dolore”

Pubblicato nel ’77 con lo pseudonimo di Richard Bachman, divenne poi una cicatrice indelebile nel curriculum di Stephen King. Il libro venne ritirato in accordo con l’autore, poiché associato ad alcune stragi avvenute nelle scuole ( gli assassini conservavano una copia del libro nel loro armadietto ). Per evitare ulteriori emulazioni si decise di ritirarlo dalla stampa.

Più che un libro è un viaggio oscuro, una discesa negli inferi della mente umana.

Come sempre l’autore esalta il suo dono innato di riuscire a sondare la psiche fin nei suoi antri più scuri.

La storia di Charlie non appartiene solo a lui ma a un’intera schiera di adolescenti seduti in quella classe, custodi di disagi e segreti, mai troppo sinceri con se stessi.

Una volta diventati ostaggi della follia di Charlie ritrovano paradossalmente la libertà di parlare senza tabù, di confessare, esternare, un lato nascosto, inquietante.

Visto in questo modo, ci sono tutte le ragioni plausibili per giustificare il suo ritiro.

Una mente già deviata, in tali parole troverebbe solo spunto e mai insegnamento.

Eppure…veramente vogliamo giustificare atti del genere puntando il dito su un romanzo che racconta nude verità?

Il fulcro credo che risieda in ben altre riflessioni: almeno in tempi moderni potrebbe essere un banco di discussione per insegnanti competenti capaci di rendere empatico un rapporto, quello fra professore e alunno, sempre più confinato in limiti istituzionali. Il voto, il compito, l’orario di scuola.

Un libro insegna sempre, un libro può essere anche di cattivo esempio, sempre.

Se la nostra interpretazione vuole deviare nel marcio, siamo capaci di tali azioni anche senza fonte di ispirazione. Se Ossessione, (così come Tredici di Jay Asher ) diventasse invece monito e spinta all’ approfondimento di alcuni malesseri, forse la letteratura tornerebbe al posto che le compete.

 

A cura di Fiorella Carta

https://www.instagram.com

 

 

Stephen King


Stephen Edwin King (Portland, 21 settembre 1947) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense, uno dei più celebri autori di letteratura fantastica, in particolare horror, del XX e XXI secolo. Scrittore prolifico, nel corso della sua carriera, iniziata nel 1974 con Carrie, ha pubblicato oltre ottanta opere, anche con lo pseudonimo di Richard Bachman fra romanzi e antologie di racconti, entrate regolarmente nella classifica dei best seller, vendendo complessivamente più di 500 milioni di copie. Buona parte dei suoi racconti ha avuto trasposizioni cinematografiche o televisive, anche per mano di autori importanti quali Stanley Kubrick, John Carpenter, Brian De Palma, J. J. Abrams, David Cronenberg, Rob Reiner, Lawrence Kasdan, Frank Darabont, Taylor Hackford e George A. Romero. Pochi autori letterari, a parte William Shakespeare, Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, hanno ottenuto un numero paragonabile di adattamenti. A lungo sottostimato dalla critica letteraria, tanto da essere definito in maniera dispregiativa su Time “maestro della prosa post-alfabetizzata”, a partire dagli anni novanta è iniziata una progressiva rivalutazione nei suoi confronti. Grazie al suo enorme successo popolare e per la straordinaria capacità di raccontare l’infanzia nei propri romanzi è stato paragonato a Charles Dickens, paragone che lui stesso, nella prefazione a ‘Il miglio verde’, pubblicato a puntate nello stile di Dickens, ha sostenuto essere più adeguato per autori come John Irving o Salman Rushdie

 

Acquista su Amazon.it: