Palermo connection




Recensione e  personaggi

A cura di Antonia del Sambro


 

Autore: Petra Reski

Traduzione: Ivana La Rosa

Editore: Fazi

Genere: Poliziesco – Giallo

Pagine: 332

Anno di Pubblicazione:  2018

 

 

 

 

 

Sinossi. Un giornalista di Dortmund arriva a Palermo per un articolo e una intervista che possa raccontare i legami tra un siciliano colluso con la mafia che è diventato un imprenditore ricco e famoso in Germania. Le cose, però, non vanno come aveva immaginato e il giornalista ripiega sul processo in atto di un noto ministro accusato a sua volta di concorso in associazione mafiosa. Un processo di grande attenzione mediatica e che vede come procuratrice l’impavida e tenace Serena Vitale. I due cercheranno di comprendere, ognuno con i propri mezzi, tutte le connessioni tra politica, mafia e singole personalità che nasconde la bella e crudele città di Palermo.

 

Recensione

In una Palermo assolata e calda già ad aprile, tra manifestazioni religiose dal sapore antico, uomini di onore confusi tra la folla di gente perbene, traffico da far saltare i nervi anche ai più pazienti, e parcheggi introvabili, un giornalista di Dortmund cerca di capire e scoprire i segreti che si annidano nella bella città barocca della Sicilia. Palermo nasconde legami e connessioni che vanno al di là di ogni immaginazione possibile e che solo chi batte le sue strade ogni giorno, da quando vi è nato può comprendere, sapere o immaginare.

A Palermo si muore se si guarda male il figlio di un boss, se si ruba la borsetta alla fidanzata di un capoclan o peggio se si salta “dall’altra” parte, dalla parte della giustizia e della legalità. E allora la vendetta è spietata. Assicurata. Feroce. In questa città bellissima e maledetta una giovane donna, Serena Vitale, ha deciso di fare la procuratrice antimafia. Incurante delle intimidazioni, delle lettere minatorie, delle offese pubbliche e private, la procuratrice Vitale sa che deve rendere onore e giustizia ai morti, e soprattutto sa che quella è esattamente la vita che si è scelta.

La sua ultima impresa vede alla sbarra nella sua aula di tribunale un noto politico, ministro peraltro, accusato di concorso in associazione mafiosa. È un processo dal forte sapore mediatico e durante lo stesso Vitale incontrerà il reporter e giornalista tedesco Wolfgang Widukind Wieneke, il cui terrificante nome è solo uno degli aspetti non felici della sua vita. I due si muoveranno tra connessioni impensabili e corruzione dilagante, tra pericoli reali e altri solo paventati, mentre Palermo continuerà a nascondere abilmente tutti i suoi più terribili segreti.

Con una bellissima traduzione di Ivana La Rosa, Palermo Connection, poliziesco ad alto tasso di adrenalina di Petra Reski, smuove il lettore dal suo comodo posto e lo catapulta fin dal prologo in una terra meravigliosa e crudele, in cui morire ammazzato tra i campi di papaveri è quasi dolce.

L’autrice crea tensione emotiva e interesse solo descrivendo quello che può succedere se si sfida la mafia, se si decide di collaborare, se si indossa una toga o semplicemente se ci si ribella a un sistema che, secolo dopo secolo e giorno dopo giorno, è riuscito a sostituirsi allo Stato, con le bombe, con le minacce, con un welfare inventato e distribuito come fosse legittimo. Palermo Connection è un libro che fa arrabbiare ma anche riflettere, che fa schierare subito chi legge ma che ribalta anche le convenzioni sociali perché, in un sistema come quello mafioso, gli estremi finiscono quasi sempre per avvicinarsi paurosamente. I personaggi di Reski sono tutti maledettamente realistici, brutti e belli allo stesso modo, cattivi e buoni al tempo stesso, rispettabili e profondamente marci in eguale misura.

E le descrizioni, poi, sono un vero capolavoro di narrazione: la camicia a quadri, le meches biondo naturale, i plumbei cieli tedeschi e l’accecante luce della campagna siciliana. Tutto è pitturato, in un fermoimmagine, più che scritto nero su bianco. Palermo Connection si divora, si consuma, si legge freneticamente, si ama fino all’ultimo capoverso perché di romanzi come questo non se ne ha mai abbastanza.

 

 

 

 

I personaggi

Palermo Connection di Petra Reski non ha mezze misure nella costruzione dei personaggi, non ci sono protagonisti borderline, non ci sono sfumature o accenni. Tutti i personaggi del libro sono esattamente divisi in due grandi gruppi: quelli di cui potersi fidare nonostante tutto e quelli da cui guardarsi le spalle nonostante tutto. Il resto è un accenno di tic che caratterizza la persona descritta nella storia ma non la cambia, non ne modifica l’indole e non la corregge.

 

Serena Vitale, regina indiscussa di tutta la narrazione, è la donna forte e determinata che il lettore incontra fin dalla prima pagina del romanzo. Il suo coraggio è il tratto caratteristico che l’accompagna e ne domina l’esistenza. Non le basta cambiare colore di capelli per trasformarsi in quella che non è. Le mèche possono addolcirle i lineamenti ma i suoi occhi vedranno sempre oltre, cattureranno ininterrottamente l’ipocrisia, la bruttura, la corruzione, il Male, anche quando saranno truccati con cura o appesantiti dal poco sonno e dal troppo lavoro. Serena Vitale è l’immagine del coraggio assoluto che una certa parte della Sicilia desidera continuare a dare nel proprio paese e fuori. È la protagonista perfetta per narrare di corruzione e di ricatto ma anche di scene di azione in un poliziesco curato fin nei minimi dettagli.

A farle da controcanto c’è il personaggio più distante e diverso da una donna come Serena: Wolfgang Widukind Wieneke. Probabilmente il vero capolavoro di Reski tra i personaggi del suo libro. Wieneke è tutto quello che un lettore si aspetta di trovare in un tedesco, perlopiù giornalista. Rigore, costanza, decisione, pensiero comune e scontato sull’Italia e gli italiani, e insieme una volontà di trasgredire, di uniformarsi agli uomini siciliani, alle abitudini italiane, allo spirito del qui e ora tipico del sud della penisola che lo rendono speciale sia all’interno della narrazione che agli occhi di ogni lettore. Wieneke è la rivincita dei luoghi comuni. È il coprotagonista perfetto. È il grillo parlante di Palermo Connection che si converte a tutto quello che ha sempre desiderato avere nella vita, e non importa se sia solo un paio di occhiali da sole da sfoggiare in un luogo finalmente inondato di luce.

E infine ci sono Vito Licata e Antonio Romano. Il primo collega fidato e amico di sempre della Vitale, abitudinario, appesantito dagli anni e dal ruolo, anche un po’ imborghesito, magari, ma leale e corretto, idealista e amante della giustizia fino alla fine. Il secondo il classico poliziotto di cui ha bisogno un posto come la Sicilia, un uomo d’azione forse troppo fagocitato nel suo ruolo ma perfetto sia sul campo sia agli occhi della bella procuratrice antimafia.

I personaggi inaffidabili e oscuri come il senatore Enrico Gambino, il pentito Marino, il pusillanime procuratore Di Salvo, Tillmann, il direttore del giornale tedesco di Wieneke e perfino il fotografo Giovanni, per molti suoi aspetti, sono solo assoggettati alla storia. Servono per far risaltare i buoni, gli onesti, i giusti, i coraggiosi e gli intrepidi. Anche quando sbagliano pure questi.

Un gioco di specchi, un doppio registro, un piano parallelo in cui Petra Reski dà vita ai migliori protagonisti che un lavoro come il suo può avere.

 

 

 

 

Petra Reski


Petra Reski classe 1958 è una giornalista e scrittrice tedesca famosa per la sua produzione letteraria “di denuncia” sulla criminalità organizzata. In Italia ha avuto una certa notorietà soprattutto con la pubblicazione di Santa Mafia nel 2009.