Pane




(Recensione di Maria Sole Bramanti)


 

 

Autore: Maurizio De Giovanni
Editore Einaudi
Pagine 331
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2016
Sotto le coperte, appena chiuso il libro.
Non posso dormire.
Devo provare a mettere su carta le mie impressioni; devo farlo subito, per riuscire a trasmettere quel senso di calore che mi è rimasto nel cuore.
De Giovanni è uno scrittore meraviglioso.
Il capitolo iniziale e quello finale sono … perfetti; e anche in mezzo ce ne sono tre o quattro di grande impatto.
E non parlo di impatto inteso come suspense, azione, indagini (ci sono anche quelle, badate bene…ma c’è ben altro), parlo di impatto emotivo. De Giovanni deve essere una persona molto sensibile, molto profonda, riflessiva o, almeno, lo è come scrittore. Riesce a cogliere e a mettere nero su bianco i pensieri più reconditi di ogni suo personaggio, pensieri anche scomodi e inconfessabili; e lo fa sia con i protagonisti, i cari Bastardi, che con i cosiddetti personaggi minori.
Eppure, proprio questi personaggi minori, riescono a donare alla storia quel senso di realtà che manca troppo spesso tra le righe di molti autori.

Non mi soffermo a parlare della trama (comunque avvincente, ingarbugliata quanto basta e ben condotta) perché in libri come questo è l’aspetto meno importante: non mi capitava da tanto di non riuscire a smettere di leggere, di sentire proprio quella necessità di continuare che mi fa ritrovare qui alle due di notte a buttar giù queste parole.
E questo desiderio non era legato solo alla necessità di scoprire il colpevole, no!
Volevo sapere se questa strana, assurda squadra sgangherata sarebbe riuscita a beffare tutti quanti, ad arrivare alla verità prima di tutti, a dimostrare il suo valore; quel valore che nasce dalla confidenza e dal rispetto reciproco.
Volevo sapere se Romano sarebbe riuscito a parlare con Giorgia, se Pisanelli avrebbe avuto risposta alle sue domande sui suicidi…
Devo confessare che questo è il mio primo romanzo della serie, ahimé.
Temevo che il non conoscere i precedenti avrebbe reso difficile la lettura, ma così non è stato.
Anzi, adesso sarò costretta a leggermeli tutti… perché ho capito che questo è uno di quegli scrittori che fa per me.
Non si può non amare uno scrittore capace di frasi come

“Capita, dicevi tu (che non arrivano figli ndr) Tanto ci bastiamo, no?
E guardavi fuori dalla finestra…Ecco, Gio, vederti guardare fuori dalla finestra un po’ alla volta mi mandava via da te”

Non si può non amare uno scrittore in grado di farti piangere… ebbene sì, confesso anche questo, a un certo punto mi sono anche scesi i lacrimoni…
Non si può non amare uno scrittore che, nel raccontarti tutti gli aspetti più scabrosi della sua Napoli (ma che sono di tante altre città), tutti i luoghi comuni, tutte le difficoltà, riesce solo a renderla ancora più affascinante.
Sono sinceramente curiosa di capire come la trasposizione televisiva di questa serie di romanzi riuscirà a rendere la profondità dei personaggi, la loro struttura a tutto tondo.
Un compito complesso, davvero; chi ama le avventure dei Bastardi di Pizzofalcone sarà certamente molto prevenuto e critico!
Dal canto mio, torno sotto le coperte, che sta per arrivare l’alba…perché c’è sempre “un’altra alba” cari miei.

Maurizio De Giovanni su THRILLERNORDICO

 L’AUTORE –Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che vince diversi premi (Premio Viareggio, Premio Camaiore). Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero. Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro.  Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti.De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.