Pensione Tersicore






(recensione di Patrizia Argenziano)


 

 

Autore: Gianna Baltaro
Editore: Golem Edizioni
Pagine: 168
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2017
 

In quel di Torino, presso la Pensione Tersicore, sono tutti piacevolmente in fermento per la presenza di una compagnia teatrale milanese. Per Wanda Baroni, la proprietaria della pensione, non è una novità ospitare degli attori avendo fatto parte, in qualche modo, con il defunto marito, di quel mondo dorato.

Al Teatro Rossini iniziano le prove per l’imminente rappresentazione, il clima è chiaramente teso come potrebbe esserlo all’avvicinarsi della prima e come invece è quando lavorano a stretto contatto uomini e donne che coltivano nel cuore un desiderio di fama e ricchezza. La compagnia, apparentemente innocua, rivela al suo interno un covo di serpi tra cui aleggiano invidie, tradimenti e rancori. Forse è per questo che quando Oscar Parini, il primo attore, viene rinvenuto cadavere nel suo camerino tra il secondo e il terzo atto, di lacrime non ne scendono a fiumi come invece potrebbe essere quando si lavora e si vive fianco a fianco con un collega per giornate intere.

A tentare di sbrogliare l’intricata matassa, su richiesta del commissario Piperno, ci pensa Andrea Martini, ex capo della Squadra Mobile di Torino che ormai ha abbandonato la professione per dedicarsi alla campagna e alla produzione di vini, rendendosi però disponibile a collaborare in circostanze difficili. In realtà questo caso gli è piovuto addosso essendo seduto in platea proprio per godersi la rappresentazione.

Ed è così che la Pensione Tersicore diventa una sorta di commissariato in cui gli attori della compagnia milanese continuano a recitare di fronte agli uomini di giustizia nonostante lo spettacolo sia terminato, o meglio sia stato interrotto, da un pezzo. Per Martini e Piperno diventa ancora più difficile trovare una soluzione ma questo non impedisce loro di vivere Torino nella speranza che, prima o poi, anche l’attore più scaltro sbagli una battuta o faccia un passo falso.

E nel mondo, per fortuna o purtroppo, a seconda da quale lato lo si osserva, c’è ancora chi si fa degli scrupoli.

Sembra una lettura breve e forse lo è ma è tanto breve esattamente quanto è intensa e ricca, ricca di un’atmosfera retrò che aleggia nella bellissima Torino degli anni trenta. Mi sembra di vederla, la città piemontese, con i suoi caffè che accolgono artisti di ogni genere, attori, scrittori e musicisti intenti a portare una ventata di arte in ogni sua forma! Descrizioni accurate e dettagliate non solo della città ma anche del Teatro Rossini e della Pensione Tersicore e non pensate a descrizioni pedanti e noiose ma descrizioni e suggerimenti che ti fanno sentire a Torino, seduta su di una poltroncina a teatro o a prendere un caffè nel soggiorno della pensione. Mi piace quando il lettore non si sente un estraneo rispetto al libro ma partecipe come fosse presente in quel preciso istante e in quel preciso luogo. Tra le righe si colgono anche gli aspetti prettamente storici del periodo ma anche qui senza ambizione di fare una pedissequa lezione.

E poi c’è la figura dell’ex commissario Andrea Martini con quel suo modo di fare d’altri tempi, da gentiluomo, e forse d’altri tempi lo è davvero ma non per questo appare noioso o antiquato, anzi…mi piace il suo modo di indagare, quasi senza fare rumore, alla ricerca di tutte le sfumature psicologiche che hanno indotto al presunto delitto. Ed è proprio per questo che il movente psicologico e l’intimo di ciascun personaggio diventano base fondamentale per le indagini.

Questo libro è una mappa di Torino e dintorni di qualche annetto fa, ci si ritrova a chiedersi se è ancora possibile fermarsi a mangiare a La “Milanese” piuttosto che “Dai Goffi”, se si può prendere un aperitivo al “Torino”… trovarli non dovrebbe essere difficile visto i continui riferimenti a vie, angoli e piazze… la lettura invoglia a scoprire se questa affascinante città esiste ancora. Ma non prendetela come una guida turistica piuttosto come un giallo la cui ambientazione diventa coprotagonista degli eventi.

Gianna Baltaro è stata paragonata ad Agatha Christie, talvolta a Simenon piuttosto che alla Signora in Giallo, a me piace pensare che Gianna Baltaro sia stata semplicemente se stessa cioè una poetessa, vorrei definirla così, sperando che non me ne voglia, che ha scritto bellissimi gialli.

 

L’AUTRICE

Gianna Baltaro nasce nel 1926 a Torino e muore nel 2008 nella stessa città. Giornalista, si è occupata principalmente di cronaca nera e successivamente ha intrapreso la carriera di scrittrice. Al centro dei suoi romanzi ci sono la città di Torino e il personaggio di Andrea Martini, protagonista di una lunga serie di avventure, ben diciotto, di cui Pensione Tersicore è la terza. È stata spesso e giustamente definita come l’Agatha Christie piemontese oppure la Signora in Giallo della Mole.

Se siete lettori appassionati visitate:

https://www.instagram.com/patrizia.arge