Persepolis Rising




Persepolis Rising. La rinascita

(Recensione di Sergio Mancuso)


Autore: James S.A. Corey

Traduttore: Mariafelicia Maione

Editore: Fanucci

Pagine: 564

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

SINOSSI: In un universo che non ha più i confini stretti della Terra ma rimane fortemente umano assistiamo all’epopea della navicella Roncinante, del suo equipaggio e dei suoi amori, che deve scontrarsi con le trame politiche e le aspirazioni di una miriade di mondi conosciuti e sconosciuti. Fantascianza, avventura e politica s’intrecciano indissolubilmente in questo libro.

 

RECENSIONE: Fruibile sia da solo che come ultimo tassello scritto della serie The Expanse. L’equipaggio della navicella spaziale Rocinante è “vecchio” e rattoppato proprio come lei, ma ha ancora molto da dire e viene facile provare un moto di empatia per questi personaggi, tutto sommato, ben caratterizzati.

L’amore difficile e platonico tra due membri dell’equipaggio colpisce, così come non si riesce a rimanere indifferenti alla duplice natura di Holden: scorbutico, coriaceo, ingenuo e romantico, un eroe nostalgico; ma, personalmente, è Bobbie il personaggio che più ho ammirato: un ex marine passata non troppo indenne dalle aspre guerre marziane, il cui unico compito e la cui unica ragione di vita divengono la protezione del suo equipaggio, della sua “famiglia”. Una famiglia importante, resa tale dalle affinità elettive dei sentimenti, dal legame indissolubile dell’anima e non del sangue.

Questo piccolo equipaggio, questa piccola realtà, dovrà confrontarsi con un mondo che sta cambiando in fretta, forse troppo, e non sempre in meglio. Lì dove si sente il bisogno che qualcuno intervenga, che si faccia carico degli aspetti umani di una politica extraplanare sempre più volta a disumanizzare le proprie scelte, saranno presenti e protagonisti. Pregiudizi e rancori dovranno lasciare lo spazio a fragili alleanze necessarie per sopravvivere a un nemico quasi invincibile e a un’opera di colonizzazione dei mondi tutt’altro che facile e scontata.

Oltre alle accurate descrizioni che ben calano il lettore nelle atmosfere fantascientifiche, sono i protagonisti – alcuni con il desiderio di pensionamento – i nemici o anche semplicemente i comprimari, a dare la vera forza al libro, a renderlo d’impatto. Ognuno di loro ha il proprio spessore psicologico; le scelte, anche quelle del cattivo più cattivo, sono spiegate e spiegabili e risultano ben architettate, eliminando quel senso d’implausibilità che sterilizza i sentimenti e rende la lettura difficoltosa e non piacevole.

Un libro ben scritto e che si lascia leggere tutto di un fiato nonostante la grande mole; i due autori misurano le parole, usano i colpi di scena e le caratterizzazioni con mano sicura, rendendone agevole il viaggio in questo mondo sci-fi, come solo dei veri professionisti della parola sanno fare; e questa è, probabilmente, l’unica pecca del libro: i due autori sono troppo bravi, confezionano un prodotto adatto a un pubblico esigente ma che rimane pur sempre un “prodotto” e non un’opera d’ingegno veramente originale.

 

 

 

James S. A. Corey


È lo pseudonimo collettivo dei due scrittori Daniel Abraham e Ty Franck. Noti per la serie Expanse, vincitrice di molti premi nel campo della fantascienza.



Translate »