Piani inclinati




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Eleonora Carta

Editore: Piemme Edizioni

Genere: thriller

Pagine: 448

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Nel cuore di un’estate rovente, il caso di Niccolò Solinas, di anni sette, scomparso dalla sua casa di Bortigiadas, in provincia di Olbia, si trasforma in un’indagine per omicidio quando il suo corpo viene ritrovato nel folto dei boschi del Monte Limbara, legato e con tracce evidenti di strangolamento. Il cadavere è stato scoperto da un ispettore della Forestale in perlustrazione, Daniele Fois, uomo schivo, poco disciplinato, grande conoscitore della natura impervia dei luoghi. Per questo, e perché solo con lui la gente del posto pare disposta a confidarsi, viene coinvolto nelle indagini.Nonostante i tentativi di mantenere il riserbo per guadagnare vantaggio sugli autori del crimine, la notizia della morte del bambino arriva alla stampa e il terrore di una nuova ondata di rapimenti invade l’Isola. Per questo, dal ministero viene subito inviata Linda De Falco, maggiore del ROS di grande esperienza e preparazione che, appena giunta sul posto, si rende conto della totale inadeguatezza delle forze e delle persone a sua disposizione. Tanto più che, dopo poche ore, viene avvertita della scomparsa di un altro bambino, anche lui di sette anni, di ottima famiglia. Linda è una donna competente, severa, esigente, sofisticata e maniacale sul lavoro. L’abitudine ad andare oltre alle apparenze e la notevole capacità di leggere l’animo umano la portano a fidarsi di un’unica persona tra quelle a sua disposizione: Daniele Fois. I due non potrebbero essere più diversi, ma dovranno unire le proprie competenze per fermare la mano che sta piegando anche gli spiriti più forti. Eleonora Carta ci conduce in un gioco crudele di cui non è dato conoscere le regole. Sarà una lotta contro il tempo in cui nessuno resterà innocente.

 

Recensione

Se guardi troppo a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te, Linda.

Questo feroce romanzo mi ha coinvolto completamente e si è fatto leggere in fretta, si è fatto bere in un lungo sorso, quasi a spegnere una sete che immediatamente si è accesa in me, fin dalle prime pagine. Una storia che prende, due protagonisti carismatici e densi di vita vissuta, un ambiente altrettanto attraente e carico di storia, di tradizioni, di credenze, fatto di fame, di natura selvaggia, ma chiuso in se stesso e ostico al cambiamento.

La storia è una storia di rapimenti che coinvolge dei bambini. Bambini che spariscono, famiglie distrutte, dolore che dilaga, ombre che si allungano verso fatti di cronaca di un recente passato, come un terribile deja vu.

I protagonisti sono due personaggi meravigliosamente costruiti e felicemente pensati dall’autrice. Una donna e un uomo che Eleonora Carta ha tratteggiato con grandissima maestria, con audacia, con originalità.
Linda De Falco, una donna che ha fatto del lavoro la sua corazza. Algida, organizzata, inappuntabile. Colta, preparata, esperta e volitiva. Un Maggiore dei ROS, al cui cospetto tutti si sentono intimiditi e anche un inadeguati. Una che tiene tutti a debita distanza, lasciando che gli altri la giudichino irraggiungibile. E se da un lato Linda sembra una persona fredda e controllata, dall’altro scopriremo di lei un segreto del suo passato che sebbene sopito e tacitato, tornerà a dolorosamente a galla. Linda farà il suo ingresso nella storia con prepotenza, a rimettere in piedi un gruppo investigativo un po’ raffazzonato e del tutto inadeguato a gestire un’emergenza dall’impatto mediatico così dirompente.

Daniele Fois è tutto il contrario di Linda. Poco avvezzo alla disciplina, noncurante delle regole. Un uomo che è perfettamente a suo agio nei territori impervi e nel profondo dei boschi, il cui unico affetto è un cane, Nina, con la quale vive quasi in simbiosi. Genuino, senza filtri, schivo e taciturno.

Eppure Daniele, con i suoi silenzi, è forse l’unico capace di comunicare con Linda, di conquistare la sua fiducia. L’intesa fra i due sarà quasi immediata e sarà alimentata dalla necessità. Per Linda, la necessità di avere un interprete del territorio in cui si muove l’indagine. Per Daniele, la necessità di prendere parte attiva all’indagine, dalla quale sarebbe invece estromesso.

Linda De Falco e Daniele Fois interpreteranno ottimamente la contraddizione tra i due mondi che rappresentano. Da un lato la legge e i suoi formalismi; dall’altro l’istintività e il lato selvaggio della natura.

Del resto la Sardegna stessa è una terra densa di contraddizioni. E queste contraddizioni emergono prepotentemente dal romanzo. Una terra povera, arsa dal sole, chiusa nelle sue credenze e nelle sue tradizioni. Una terra fiera della sua Storia e una Storia non sempre benevola con questa terra coraggiosa e instancabile. Una Storia che parla di banditismo, di incendi, di lotte intestine e anche di sequestri di persona, quando l’Anonima Sarda faceva parlare di sé nel mondo intero. E un popolo fiero, chiuso nell’orgoglio del suo passato e schivo di fronte al nuovo.

Eppure questa magnifica terra si è fatta bella e ricca, attirando il jet set internazionale sulle sue spiagge assolate, in riva ad un mare cristallino che tuttavia ha ceduto il passo alle colate di cemento degli anni sessanta, quando si volle fare di questa isola incantata un eden artificioso e frivolo.

In questa cornice si muove la storia che Eleonora Carta ha confezionato per noi. Una storia potente, meravigliosa, accattivante, impietosa. Una caccia all’uomo che si perde nel fitto dei boschi ma anche nell’ancor più misterioso intimo di un uomo che ruba i bambini degli altri, mosso da pulsioni sconosciute.

La scrittura asciutta di Eleonora Carta ci guida in un intricato labirinto, in cui le mille facce della Sardegna si mostrano al lettore, in un valzer ipnotico che ci confonde e ci imprigiona. Con l’incedere degli eventi il coinvolgimento del lettore sarà sempre più forte, così come la sua curiosità verso un mondo di cui conosciamo solamente una faccia, quella patinata e costruita ad arte.

La Sardegna è l’atra protagonista del romanzo ed è probabilmente quella che più incuriosisce il lettore, che dovrà soccombere al cospetto del suo indiscutibile fascino e del suo lato selvaggio, indomito e sconosciuto.

Un romanzo che assomiglia ad un viaggio, dentro l’insondabilità della natura umana e dei suoi moventi, ma anche dentro la storia di un’isola bellissima, le cui vicende non possono che affascinare.

 

 

 

Eleonora Carta 


Nata a Iglesias nel 1974, si è laureata in Giurisprudenza all’università di Cagliari. Abbandonata l’idea della carriera forense, ha intrapreso un percorso di studi indipendente, in materia storica e antropologica, scrivendo saggi e traducendo in italiano scritti gnostici ed ermetici della tradizione iniziatica occidentale. Dal 2000 ha lavorato come editor freelance; negli stessi anni ha cominciato a dedicarsi alla scrittura. Dal 2011 trascorre parte dell’anno a Torino. Le atmosfere della città le sono valse d’ispirazione per il primo romanzo edito nel 2014 da Newton Compton, La consistenza dell’acqua. I contrasti di Torino sono protagonisti anche del secondo romanzo, L’imputato, terzo classificato al Festival Giallo Garda 2018. Nel gennaio 2019 torna in libreria con il saggio Breve storia della letteratura gialla, edito da Graphe.it, che nel mese di marzo vince il Premio Giuseppe Lippi al Festival “La Provincia in Giallo”. Con Piani inclinati è tornata alla sua terra d’origine costruendo un thriller di grandissima tensione psicologica. Dal 2016 è tra gli organizzatori della Fiera del Libro di Iglesias, Festival letterario del Sud Sardegna giunto alla sua V edizione.

 

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