Piscio sull’acqua




Piscio sull’acqua  / (Pee on Water)

Recensione di Marina Morassut


Autore: Rachel B. Glaser

Editore: Carbonio Editore

Traduzione: Barbara Ronca

Genere: Narrativa

Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2019

 
 
 
 

 

 

Sinossi. 13 racconti estremi, surreali, sfrontati, ricchi di immagini poetiche dolorosamente vivide: un ombrello che ha una faccia e cammina, e può sollevarti in alto, fino a Marte; un fuoco che sfida la marea; una capsula spaziale in cui si viaggia in compagnia di uno scimpanzé; un Cristo appeso per secoli sempre alla stessa croce; un videogioco in cui si può essere John Lennon e fare sesso sfrenato con Yoko Ono. La realtà virtuale allucinata nel chiuso degli appartamenti, gli amori post-moderni trasposti in diapositive, le piazze desolate percorse dagli skater: scene di vita americana contemporanea si intrecciano con i ricordi di un’era primordiale, in un viaggio onirico che estende oltre ogni livello le possibilità della narrazione per poi richiuderla in un finale sospeso e scioccante. Da una giovane autrice americana di cui sentiremo parlare molto, un’opera dallo straordinario potere visionario e dalla scrittura limpida e trascinante, capace di mettere a nudo la tragica compostezza della vita moderna.

 

 

 

Recensione

Racconti e non romanzo: il consueto impaccio della scelta tra queste due tipologie di lettura, distinzione finalmente in remissione negli ultimissimi anni. Perché se da un lato il romanzo consente un ampio respiro alla storia che l’autore vuole narrare, dall’altro il racconto, o la serie di racconti, consente una scrittura secca, senza tanti fronzoli, che quasi costringe l’autore ad andare subito al punto e che, come ha dichiarato la stessa Rachel B. Glaser, consente all’autore un cambio stilistico all’interno della stessa opera (i racconti), senza doverlo mantenere inalterato per tutta la durata del romanzo.

Giovane poetessa, scrittrice e pittrice, l’eclettica Rachel B. Glaser ci pone di fronte alla banalità del quotidiano, creando racconti poliedrici e talmente surreali che la riflessione sull’escatologia e la contemporanea cripticità di alcuni racconti induce il lettore ad una lettura attiva, a sua volta partecipe ma al contempo quasi creatore di fili che partono dai racconti stessi e si innestano nelle esperienze di vita del fruitore, che si trasforma in una sinapsi vivente per collegare originali vicende  alla propria vita, dando fondo a quella liricità che giace nel profondo di ciascuno di noi e può essere portata alla luce, se stimolata da una voce insolita e coinvolgente.

Del resto la Casa Editrice Carbonio nasce con l’intento di portare in Italia testi di spessore e di respiro internazionale, autori dalla voce originale in grado di incuriosire e offrire nuove prospettive ai lettori.Ricordiamo tra questi soprattutto Colin Wilson, di cui abbiamo recensito “La Gabbia di Vetro”  e “Un Dubbio Necessario” .

Ci addentriamo quindi con circospezione in questo labirinto di racconti, per scoprire che nel primo l’autrice, consapevole dell’importanza dell’empatia, ci prende per mano e ci consegna un racconto al contempo spiazzante e familiare, perché “L’Ombrello Magico”, altro non è che un breve intercalare in una catena di concatenazioni, cui fa da sfondo il ricordo guidato di “Piccole Donne”, in una storia dentro la storia, dentro la storia e ancora dentro la storia, con un finale in cui appunto la Glaser ci prende per mano, con la scusa dell’immaginaria, avventurosa ed inusuale vita di Louisa May Alcott, per raccontarci alcune tematiche di estremo e sempre vivo interesse: tra le altre, l’abolizionismo ed il femminismo.

Salvo poi rivelarci a fine racconto che chi ci sta intrattenendo altri non è che…

Tanti i temi e trattati senza eccezione in modo inconsueto, di volta in volta poetici, volgari, ma sempre spiazzanti e con stili diversi, in cui ci è parso di ravvisare una sorta di leitmotiv di impianto tradizionale, forse proprio perché fatti partire con “L’Ombrello Magico”.  

Non sveleremo altro in merito, perché questo è un viaggio che va affrontato al contempo in solitudine ed in compagnia dei propri pensieri, anche se saremmo tentati ad esempio di parlare de “La John Lennon Xperience”, dove l’attuale super-tecnologia ci tiene avvinti rendendoci schiavi, in un gioco al massacro che porta sempre e comunque all’omicidio di John Lennon, sempre in bilico tra esistenze reali ed il desiderio di vite virtuali.

Vogliamo però anticiparVi i titoli che compongono questa raccolta: L’Ombrello Magico; La John Lennon Xperience; I totem sono grandiosi; Il ragazzino; Convenzioni Iconografiche Pre-rinascimentali e del Primo Rinascimento; La Casa dei Sogni; L’Addestratore della Scimmia; La Fidanzata Triste; Infezioni; Faccia da Scarabocchio; La Fidanzatina di McGrady; Piscio sull’Acqua; Le due Ellen.

E come non elencare i citati Nabokov, Cheever, Kerouac, Tolstoj, Henry James e ancora Beethoven e Chuck Berry, nella speranza di aver colto alcuni degli interessi di questa sorprendente autrice, di cui spiace non siano stati ancora pubblicati in Italia i suoi ulteriori lavori, per i quali speriamo che la Casa Editrice Carbonio sia al lavoro per consentirci un approccio a tutto tondo di quest’autrice.

Da ultimo vorremmo concludere accennando anche al racconto che dà il titolo alla raccolta stessa: “Piscio sull’Acqua”, che è un condensato di brandelli che tenta di rendere conto dell’evoluzione del mondo e del genere umano. Vi interrogherete altresì a lungo sul perchèscegliere questo volgare ed inconsueto titolo. Ma la reiterazione all’interno del racconto di questa millenaria necessità fisiologica Vi darà la cifra dell’importanza che riveste, in un racconto breve seppur lungo quanto tutta la storia di questa nostra Terra, a cui l’autrice rende omaggio, pur con le dovute critiche, facendo permeare le scelte della civiltà umana di quella meraviglia e di quella confusione che pare abbia accompagnato l’uomo sin dagli albori della sua comparsa su questo patrio suolo.

I telefoni cellulari vengono usati come deboli torce. Gli adolescenti di città scoprono i prati. Le persone si legano bombe sotto ai vestiti ed entrano negli edifici. Le religioni si trascinano attraverso il tempo…  A Capodanno sono tutti spiritosi nei loro occhiali 2020, 2050, 2086. Le persone famose trovano il tempo di morire. Gli scienziati stanno ancora tentando di rendere il dolore meno doloroso”.

E come un Ouroboros, un unico rimpianto, che ci riporta – appunto – alla considerazione iniziale in una girandola senza fine.                                                                                                                                                      

Leggendo questi potenti racconti, ricchi di diverse chiavi di lettura ed interpretazione, alla fine della raccolta, un unico pensiero: la nostalgia dolente che ci fa chiedere: “perché l’autrice non li può riprendere per mano, per uno sviluppo maggiore? Per una conclusione più definitiva”Di qui la creazione di uno o più romanzi che ripercorrano le tematiche accennate, con i protagonisti originari. Salvo poi rimpiangere la possibilità di molteplici tematiche e stili in un unico volume.

E quindi ancora una volta: romanzo o racconti?

 

A cura di

Marina Morassut 

libroperamico.blogspot.it

 

 
 
 

 Rachel B. Glaser


Rachel B. Glaser (1982) è nata nel New Jersey e vive a Northampton, Massachusetts. Poetessa, scrittrice, artista visuale, ha studiato alla Rhode Island School of Design e ha conseguito un master in scrittura creativa alla University of Massachusetts Amherst.Oltre a Piscio sull’acqua (2010) ha pubblicato due raccolte di poesie, MOODS e HAIRDO, e il romanzo Paulina & Fran (2015). Nel 2013 ha ricevuto il McSweeney’s Amanda Davis Highwire Fiction Award. Nel 2017 è stata selezionata dalla prestigiosa rivista Granta per la categoria ‘Best of Young American Novelists’.

 

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